Mediterranean Garden Society

Associazione Giardino Mediterraneo

Eventi

Prossimamente in programma

10-11 ottobre - Siena
Vendita di piante e Assemblea Annuale della MGS Italia; Giardini della Provincia di Siena
Visita di due giorni nella provincia di Siena durante la quale i soci possono scambiarsi piante, visitare tre bellissimi giardini privati (due dei quali appartengono ai soci) e trascorrere del tempo insieme. L’alloggiamento è previsto nella splendida cornice di una tipica fattoria Toscana con visita alla premiata cantina, degustazione di vini e cena. Per maggiori informazioni contattare angela.durnford@mgsitaly.org.

26-29 ottobre - Los Angeles 
Assemblea Generale della MGS
La riunione internazionale di quest'anno si terrà a Los Angeles con un pre-tour (23-26 ottobre) e post-tour (30 ottobre) entrambi opzionali. Le prenotazioni apriranno sul sito MGS dal 1 maggio. 

21 aprile-21 ottobre - Giarre (CT) 
Radicepura Garden Festival,
MGS Italia patrocina il primo evento internazionale dedicato all'architettura del paesaggio mediterraneo.  Organizzato dal Vivaio Piante Faro e dalla Fondazione Radicepura l'evento si terrà al Radicepura Park a Giarre che si trova tra Catania e Taormina. Il viviao Piante Faro é rinomato internazionalmente e spedisce ai clienti in tutto il mondo. Il Parco Radicepura é stato ideato da Venerando Faro, fondatore del vivaio, ed é un paradiso botanico radicato nel paesaggio della Sicilia tra l'Etna e il mar Ionio.  Si estende su 5 ettari con 3000 specie di piante della flora mediterranea e piante provenienti da altri climi aridi. Il festival espone 10 giardini mediterranei creati da rinomati designer internazionali e da nuovi talenti, vincitori di un concorso.  I giardini rimarranno esposti per sei mesi. Vari corsi di perfezionamento e molti altri eventi si svolgeranno per tutta la durata del festival.  È possibile visitare il festival e il parco tutti i giorni dalle 10 - 19. Il biglietto di ingresso è di € 15,00. Per ulteriori informazioni, visitare radicepurafestival.com.

Eventi passati

Giugno 2017
Toscani Giardini

Nel delizioso paesaggio collinare della Maremma vicino a Capalbio (GR) abbiamo visitato tre interessantissimi giardini tutti a pochi passi l'uno dall'altro.

Botanical Dry Garden©
Dal 2008 Luca e Roberta Agostini hanno trasformato il loro vivaio tradizionale in uno specializzato in piante per giardini aridi. Il loro giardino di dimostrazione, creato con coraggio e passione, si estende su 4 ettari e ospita oltre 1500 specie e varietà di piante adattate a sopravvivere nel clima mediterraneo senza irrigazione. La dimensione e la creatività sono molto stimolanti è istruttive.

Uno scorcio del giardino

Esempi di molte varietà di piante per scopi specifici sono stati esposti, come il topiario resistente alla siccità.

Almeno venti tipi di piante per l’arte topiaria

Eravamo sbalorditi dal ‘prato’ di Phyla nodiflora usato per tutti vialetti nel vivaio, che non richiede irrigazione.

Phyla nodiflora usata come un prato

Il Giardino La Ferreira
La Contessa Giuppi Pietromarchi, giardiniera e autrice di tre libri di giardinaggio, ci ha ospitato per un
pranzo nel suo giardino. La sua passione, per cui è particolarmente rinomata, sono le rose che riesce a coltivare bene pur nella calda e ventosa Maremma e il suo giardino vanta oltre 100 varietà di rose noisette e cinensis. Ci erano molte altre piante da ammirare, alcune portate in Italia nel corso degli anni trascorsi all'estero come la moglie di un diplomatico da luoghi come Egitto, Marocco e Cile. Eravamo rimasti schioccati quando abbiamo saputo che non c’era pioggia lì da oltre un anno e che a dicembre e ad aprile la temperatura ha sceso a cinque gradi sotto zero, in una zona dove di solito il clima è temperato. Inoltre, la contessa era amica di Niki de Saint Phalle e ci raccontò alcuni aneddoti sull'artista e la costruzione del Giardino dei Tarocchi che abbiamo visitato dopo pranzo.

Il Giardino dei Tarrocchi
L’ultima visita della giornata era riservata all’Giardino Dei Tarocchi creato dell'artista franco-americana Niki de Saint Phalle.  Lungo la strada si intravedono tra gli alberi le sculture monumentali di colori vivaci, ma niente ti prepara per l’impatto che ne ricevi quando le vedi da vicino.

Le grandi statue furono costruite durante un periodo di 17 anni. Niki, lavorando in collaborazione con artisti locali e internazionali, fabbricava personalmente i telai in acciaio che venivano poi ricoperti da cemento e infine rivestiti con specchi, vetri colorati e ceramiche. Le forme sono fantasiose, la scala è monumentale, i colori sono caleidoscopici e le infinità dei decori è molto stimolante.

L’Imperatrice

Tra le sculture più rappresentative del complesso sicuramente è l'Imperatrice, gigantesca statua all'interno della quale Niki de Saint Phalle ha anche abitato per lunghi periodi durante i lavori. Questa gigantesca scultura al suo interno ospita una stanza da letto, un soggiorno, una cucina e un bagno con pareti interamente rivestite da migliaia di frammenti di specchi veneziani. Enorme ed opulenta, con il corpo esageratamente formoso rivestito di una fantasmagoria di ceramiche, questa statua incarna forse meglio di qualsiasi altra scultura lo stile adottato dall'artista.

L’interno della statua L’Imperatrice

L’artista riteneva questa colossale opera l'espressione del lavoro della sua vita ed è veramente un posto magico da visitare.

Maggio 2017
Giardini di Piemonte

Durante il nostro recente tour in Piemonte abbiamo avuto la possibilità di ammirare bellissimi paesaggi, parchi famosi e diversi giardini privati disegnati da rinomati architetti.

Il PRIMO GIORNO, lasciato l’aeroporto di Torino - luogo di incontro - ci siamo diretti verso il vivaio collinare di Anna Peyron che ha impostato e coltivato con passione una incredibile collezione di rose. Sua figlia Saskia, preferendo le ortensie e le clematidi, ne ha creato un’altrettanta importante collezione. La loro filosofia è di consentire ai clienti, prima di effettuare i loro acquisti, di ammirare le piante adulte nel contesto del loro vasto giardino. Ciò ci ha permesso di ammirare la fioritura di alcune piante veramente speciali.

Vivaio Peyron

Ci siamo poi diretti verso il Santuario di Oropa, patrimonio Unesco, che è il più importante e vasto Santuario Mariano di tutte le Alpi e nella cui foresteria abbiamo trascorso la prima notte. Dall’imponente complesso monumentale, attorniato da altrettanto imponenti montagne, si accede alla incontaminata natura della Riserva Naturale del Sacro Monte e al contiguo giardino botanico. Abbiamo visitato questo giardino che è gestito dal WWF e che ospita circa 500 specie e varietà di piante. La buona disposizione del giardino, pure in un’area ristretta, consente di ammirare tutti gli esemplari della flora spontanea della Riserva e include un grazioso giardino roccioso e un bosco di faggi. La stagione della fioritura delle bulbose era purtroppo passata ed era troppo presto per la fioritura estiva, ma abbiamo trascorso una piacevole ora nel sole del tramonto.

Santuario d’Oropa

Il SECONDO GIORNO, dopo un breve tragitto in autobus, abbiamo visitato il Parco Burcina Felice Piacenza. A partire dal 1850, prima Giovanni e poi il figlio Felice Piacenza, facoltosi imprenditori lanieri, hanno trasformato i 57 ettari della collina sovrastante la fabbrica originaria in uno splendido parco-giardino dove piante esotiche e native coesistono in perfetta armonia. Oggi l’attrazione principale del Parco è la fioritura dei rododendri che si estendono per due ettari attorniati dai boschi originari di faggi, castagni, aceri, frassini, querce e betulle. Una visione incantevole! La nostra deliziosa guida è stata Guido Piacenza, nipote di Felice, che continua la tradizione e la visione della famiglia.

Parco Burcina

Successivamente abbiamo percorso la Strada Panoramica Zegna costruita nel 1938 da Ermenegildo Zegna, fondatore della nota casa di moda maschile, come parte integrante della sua visione filantropica di creare benessere e salute per il suo paese natale Trivero e per quelli circostanti. Per arricchire il suo progetto Zegna mise a dimora più di 500.000 conifere e rododendri che si possono ammirare dalla Strada Panoramica. Al ritorno, guidati da Laura Zegna, discendente di quarta generazione da Ermenegildo, abbiamo visitato il delizioso giardino circostante la casa dei suoi genitori. Il giardino lussureggiante, disegnato da Pietro Porcinai (Firenze 1910-1986) uno dei più celebri architetti paesaggisti del secolo scorso, si adagia sulla collina antistante la casa integrandosi in perfetta armonia con il paesaggio. Molto particolare, sempre disegnato da Porcinai, il giardino d’inverno con ampie vetrate e pareti di sughero.

Il primo giardino visitato il TERZO GIORNO è stato quello della Tenuta Spinola Banna, una delle più belle dimore della pianura piemontese, arricchita da un imponente castello. Per arrivarvi si attraversano distese di campi coltivati, ma una volta giunti all’interno della tenuta, ci si trova in un mondo fatato. L’incantevole giardino è stato restaurato e ridisegnato negli anni novanta dal più rinomato architetto paesaggista italiano vivente, autore inoltre di libri di giardinaggio, Paolo Pejrone. Incoraggiato da Porcinai, Pejrone si è formato ispirandosi a due tra i più grandi giardinieri del ventesimo secolo: Russell Page e Robert Burle Marx. Questo giardino si articola in sette ampie stanze a cielo aperto che si affacciano su quattro laghetti. In questa stagione abbondano rose, glicini, peonie e iris.

Lago di Tenuta Spinola Banna

La visita successiva è stata dedicata al giardino privato di Villa Peyrani: in un esteso parco abbiamo ammirato questo bellissimo giardino, disegnato in parte ancora da Paolo Peyrone e curato amorevolmente dalla proprietaria, caratterizzato da un orto e frutteto fiorito, un bellissimo roseto e diversi zone piantate con creatività.

Pergola a Villa Peyrani

Nel pomeriggio, a Saluzzo, ci attendeva Domenico Montevecchi proprietario e creatore del Giardino Botanico di Villa Bricherasio. Frutticoltore di professione, Domenico con passione ed esperienza ha incoraggiato a convivere e svilupparsi piante provenienti da tre differenti zone fitoclimatiche: mediterranea, temperata e continentale. Rigogliose bordure in stile inglese fiancheggiano i vialetti che conducono alla visita delle innumerevoli piante che arricchiscono questo fantastico giardino botanico.

Villa Bricherasio

L’ultima visita, il QUARTO GIORNO, è stata dedicata ai giardini privati di Paolo Pejrone: Bramafan.
Inerpicati sulla collina che domina Revello, e solcati da gole profonde, appaiono come una verde foresta rigogliosa con una meravigliosa collezione di piante che evidenziano l’amore di questo famoso architetto paesaggista per la botanica. Abbiamo ammirato in particolare Rose – ‘Iceberg’, ‘Sugar Moon’ e ‘Alberic Barbier’ – Cistus × purpureus‘Alan Fradd’, Silene coronaria ‘Alba’ (syn. Lychnis coronaria ‘Alba’), Davida involucrata, Punica granatum ‘Alba’. Ancora il bianco in una foresta di magnolie creata dall’architetto che comprende M. delavayi, M. tripetala, M. ‘Maryland’ e M. macrophylla l’ultima dai giganteschi scintillanti fiori bianchi che spiccano nel verde intenso delle foglie.

L‘Architetto Pejrone, che ci ha guidato nella visita, si è poi soffermato con noi durante il successivo rinfresco e ci ha esposto i suoi pensieri in tema di disegno e coltivazione dei giardini. Semplicità nel disegno e anarchia tra le piante sono le parole d’ordine di questo piacevolissimo gentiluomo, ospitale e alla mano che attribuisce alla sua umiltà l’avere raggiunto il successo relativamente tardi nella sua vita. Ci ha detto salutando che il suo giardino è un luogo per fare contente le piante ma sicuramente molto contenti se ne escono i visitatori!

Aprile 2017
Giardini di Roma

In esclusiva per i soci di MGS si è svolta a Roma e dintorni una visita guidata di 3 giorni per ammirare alcuni tra i più belli e famosi giardini.
 
Primo giorno: Castel Gandolfo
La cittadina, nota soprattutto come residenza estiva dei Papi, si affaccia sul lago Albano. Qui, dopo aver pranzato in un ristorante sul lago, abbiamo visitato il giardino di Villa Barberini, annessa alle pertinenze della S. Sede in Castel Gandolfo dal 1929 con i Patti Lateranensi. I giardini, molto curati, costituiscono il cuore verde delle ville pontificie ed incantano per le meraviglie naturalistiche, botaniche ed archeologiche: sono infatti ben visibili diversi resti della villa dell’imperatore Diocleziano. Abbiamo ammirato il giardino delle magnolie, il viale delle rose, il viale delle erbe aromatiche e quello dei Ninfei, il Piazzale dei Lecci ed il giardino del Belvedere

Villa Barberini

Secondo giorno: Roma - alla mattina i Giardini Vaticani Città del Vaticano e nel pomeriggio Villa Medici
I giardini Vaticani occupano circa due terzi della superficie dello Stato del Vaticano e si estendono da sud a nord-ovest del piccolo Stato. Grazie all’intervento della nostra guida siamo riusciti ad evitare la folla e la lunga coda all’ingresso ed entrare direttamente nei giardini, una vera oasi di pace e magnificenza. Essi sono luogo di riposo e meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando papa Niccolò III riportò la sede papale dal Laterano al Vaticano e fece impiantare un frutteto (pomerium), un prato (pratellum) e un vero e proprio giardino (viridarium).  Ma il periodo di maggiore sviluppo architettonico dei giardini è tra i cinquecento e il seicento, quando vi lavorarono architetti, pittori, scultori e incisori famosi. Innumerevoli sono infatti le fontane (fontana della Galera e fontana dell’Aquila), e oltre alle Mura, alle Casine e ai giochi d’acqua, abbiamo ammirato tempietti, santuari e grotte dedicate alla Madonna.  A fare da sfondo a tutti questi importanti simboli della storia e della fede è la natura. I giardini, composti di varie zone (Giardino all’Italiana, Giardino all’inglese, Orto del Papa) sono anche sede di uffici statali, come il palazzo del Governatorato e il Tribunale di Stato, la Radio Vaticana e la Stazione ferroviaria.

Giardini del Vaticano

Dopo pranzo ci siamo diretti verso Villa Medici, la più panoramica tra le residenze patrizie entro le mura. E’ situata sul Pincio, colle romano conosciuto in epoca imperiale come colli horticolorum per la presenza di splendidi giardini, fra cui quelli di Lucullo, Sallustio e Domiziano. Nel 1576 il cardinale Ferdinando dei Medici acquistò ampliò e abbellì la villa, già precedentemente trasformata per volere del cardinale Ricci da Montepulciano, costruendo sul lato destro la galleria delle statue. Questa preziosa collezione archeologica rese il giardino meta di molti visitatori e ben presto, il più ammirato dell’Urbe. Il giardino occupa una superficie di 7 ettari. Un lungo viale costeggia il terrapieno, al di sopra del quale è situato il boschetto dei lecci, prosegue nell’arioso parterre antistante la dimora, per terminare davanti alla statua della dea Roma, situata nel vasto giardino rettangolare. Quest’ultima area è suddivisa in 16 aiuole quadrate, cinte da siepi di alloro e di bosso e ornate con lecci, pini e cipressi. E’ percorsa da una serie di vialetti rettilinei che si intersecano perpendicolarmente, formando una specie di labirintico corridoio. Ad ogni incrocio si ammirano statue e busti di marmo. 6 aiuole racchiuse da siepi di bosso circondano la fontana dei Delfini formando il parterre antistante la facciata secondaria, ancor oggi abbellita da bassorilievi del 500.
La villa rimase di proprietà della famiglia Medici fino al 1803, quando fu venduta alla Francia per ospitarvi la sede dell’Académie Française.

Villa Medici

Terzo giorno: Alla mattina - i Giardini segreti di Villa Borghese e il Giardino di Palazzo Colonna
Il Giardino segreto, derivazione diretta dell’Hortus conclusus medievale, è una costante nelle ville rinascimentali e barocche, Villa Borghese aveva 3 giardini segreti, realizzati nel 600, allineati lungo i lati minori del Casino nobile (quello che ospita il Museo). Il Giardino Vecchio dedicato ai fiori e agli agrumi, conteneva oltre a piante medicinali e coronarie, un’esposizione di vasi di limoni, aranci e cedri posti su piedistalli. Il secondo, il giardino dell’Uccelliera, nato per esporre le bulbose da fiori esotici di moda all’epoca, è un giardino di gran pregio. L’impianto evoca le mode orticole del 600 con bulbose da fiore: il tulipano, il giacinto orientale, il ranuncolo asiatico, l’anemone e piante di ananas, nuovo oggetto di culto, importato dalle Americhe. Il giardino della Meridiana, giardino dei fiori, riprende forme geometriche caratteristiche del periodo e pone l’accento sul carattere scenografico del giardino all’interno del quale era posto il “teatro dei fiori”, una struttura a scalini dove venivano esposti vasi di fiori esotici per essere comodamente osservati dai visitatori.
Oggi i Giardini segreti di Villa Borghese si presentano in maniera molto diversa rispetto agli originali del 600. Mancano le mura protettive che ricreavano il medievale Hortus conclusus: giardino chiuso, dove germogliavano i prodotti più ricercati, pregiati e squisiti della terra. La manutenzione, affidata al Comune, risente della mancanza di fondi e risulta spesso trascurata, ma la nostra brava guida, il capo giardiniere, ci ha mostrato con competenza la grande quantità di piante e fiori progettate per ricreare gli stessi effetti come in passato. L’Iris germanica e la Drimia maritima, (Scilla maritima), erano ancora in fiore e un paio di settimane prima avremmo potuto ammirare fino a 250 varietà di narcisi e tulipani. Dietro la villa abbiamo visitato il Parco dei Daini con lunghi viali di leccio, dedicato alla caccia. Infine nella valle del Graziano, un rigoglioso bosco, abbiamo visto i platani più antichi di Roma: magnifici esemplari di Platanus orientalis, originario dell’Europa meridionale, alberi che hanno 600 anni.

Villa Borghese

La visita al giardino di Palazzo Colonna al Quirinale ha chiuso il nostro itinerario romano. Questa è una delle ville più antiche e grandi di Roma risalente al XII secolo. Il suo magnifico giardino è stato continuamente sviluppato e arricchito nei secoli dalla famiglia Colonna, che ancora vi risiede stabilmente da otto secoli. Il giardino si compone di tre grandi terrazzamenti che colmano il dislivello tra Via della Pilotta, su cui sorge il palazzo e il piazzale del Quirinale.  Al primo livello. quello inferiore, si trova un giardino all’italiana, con siepi di mirto e bosso che delimitano le aiuole. Per risalire la pendenza si salgono due scalinate tra le quali scorre l’acqua proveniente dal secondo livello del giardino e che crea giochi d’acqua tra statue e teste di antichi personaggi.  Al secondo livello si trova un ninfeo con mosaici che rappresentano i simboli araldici del Casato. Al terzo livello, dalla terrazza panoramica del giardino, si può ammirare tutta la città. Ritornati all’interno del palazzo abbiamo infine visitato la magnifica Galleria Colonna, autentico gioiello del barocco romano.

Palazzo Colonna al Quirinale

Novembre 2016
Visita ai Gardini del Capo, Stellenbosch and Citta del Capo, Sud Africa

Un'esperienza fantastica! In nove giorni abbiamo visitato 26 giardini: botanici, storici, moderni, indigeni, organici e comunitari.

Erica Mitsidis ci ha detto "Non ci sono parole per descrivere questo tour. Tutti i giardini che abbiamo visitato erano veramente interessanti e diversi fra loro. Alcuni molto vecchi, addirittura un paio di oltre cent’anni, altri molto più recenti. Il paesaggio del Capo – con stupende montagne sullo sfondo - ha aggiunto un toco di perfezione.  Sono rimasta incantata per tutto il tempo.  La flora ere abbastanza familiare ma non il “fynbos” con le sue piante endemiche come le eriche e le protee.  Essendo primavera i leucospermum (pin cushions) erano in pieno fioritura sulle colline – una visione incantevole.  Inoltre siamo sempre stati accolti da tutti i proprietari e guide professionali – tutti persone affascinanti – cordialmente e generosamente.  Torte e biscotti fatti in casa addirittura per accompagnare i rinfreschi.”

Giorno 1
La visita alla costa sud ovest è iniziata alla tenuta di Vergelegen (che significa “situato molto lontano”) che è stata fondata nel 1700 ed è stata nominata come “World Heritage Site” per la sua autenticità storica e culturale.  

Vergelegen

La visita è proseguita poi al The Harold Porter Botanical Gardens - un bellissimo giardino racchiuso tra le montagne e il mare nel cuore della riserva naturale del Kogelberg. HPBG comprende un giardino di 10 ettari di fynbos coltivato e 190 ettari di fynbos spontaneo. Lì accanto abbiamo visitato un giardino privato specializzato in piante indigene e a scarso consumo idrico. Il proprietario ci ha dimostrato come propagare rare specie di Proteaceae e sua moglie, una rinomata pittrice botanica ha condiviso con noi le sue bellissime opere.

Harold Porter Botanical Gardens

Giorno 2
E’ cominciato al Giardino Botanico di Stellenbosch collocato nel centro storico che è il giardino botanico universitario più antico di sud dell’Africa. Dopo un pranzo nel bellissimo giardino mediterraneo di un socio MGS, abbiamo visitato il parco dello scultore Dylan Lewis che si estende per 7 ettari ed esibisce 30 sue sculture monumentali collocate in un giardino mozzafiato.

Il parco dello scultore Dylan Lewis

Giorno 3
Prima tappa: Old Nectar Garden creato di Una Van der Spuy la decana di giardinaggio in Sud Africa. Una ha creato questi giardini durante i 71 anni della sua permanenza in questa dimora, inizialmente avvalendosi dell’aiuto decisivo di alcuni prigionieri italiani deportati in Sud Africa durante la seconda guerra mondiale. In seguito: Babylonstoren, una fattoria storica del Capo che risale al 1692 e che mantiene inalterate le strutture delle cascine originali. Recentemente, a partire dal 2008 gli 8 ettari di giardini, frutteti e orti decorativi sono stati ridisegnati dai nuovi proprietari con l’aiuto di un’equipe di giovani e dinamici giardinieri. 

Babylonstoren

Infine: Rustenberg/Schoongezicht. In quest’antica e rinomata dimora che produce un vino famoso, abbiamo visitato due giardini in stile inglese entrambi rinnovati e restaurati dall’attuale proprietaria. Abbiamo apprezzato la vasta selezione di piante: rose, salvie, agapanthus, sedum, anemoni, gigli e molte specie ancora.
Te e rinfreschi ci sono stati all’ombra di querce secolari con vista sulle vicine montagne e la villa padronale.

Giorno 4
Il nostro tour ci ha portati a Elgin, un'ampia vallata a un'ora da Stellenbosch, dove il clima più fresco è l'ideale per il giardinaggio come abbiamo potuto costatare visitando quattro giardini, diversi fra loro ma tutti molto belli. Nell'ordine: Freshwoods - un giardino informale e romantico con un’importante collezione di rose antiche e alberi e arbusti rari.

Fresh Woods

Fairholme - un ampio giardino dalle molte sfaccettature con una magnifica vista sulla vallata. Accanto al giardino si trova un vivaio specializzato in perenni, graminacee e lavande. Keurbos Nursery Garden - accanto al vivaio abbiamo trovato un giardino particolare disegnato per attirare ogni specie di uccelli con aree dedicate a piante esotiche e indigene. Auldearn - la proprietaria di questo giardino in cima a una collina, ha alternato con molta perizia combinazioni di piante esotiche e indigene non comuni. Una configurazione che ha suscitato i nostri più sentiti elogi.

Giorno 5
La mattina abbiamo visitato un giardino privato che si estende per un ettaro in uno scenario drammatico ai piedi di una montagna incombente, caratterizzato da balze rocciose e pendii scoscesi. Qui l'uso sapiente di rocce naturali, piante indigene, arbusti sagomati, tortuosi e ripidi sentieri crea un ambiente dove colori e forme lasciano sbalorditi.

Un giardino privato

Abbiamo pranzato a Delaire Graf, una grandiosa tenuta che produce vini e nel cui famoso ristorante abbiamo gustato un pranzo delizioso ammirando la drammatica catena dei monti Simonsberg e, ai nostri piedi, i vigneti declinanti nella valle sottostante. Il giardino attorno è una combinazione di piante indigene e mediterranee che, alternando simmetria e spontaneità, creano effetti sbalorditivi di colori e dimensioni. Nel pomeriggio, ospiti della proprietaria dell’altrettanta famosa tenuta di Tokara, abbiamo visitato il suo giardino privato dove molti alberi non comuni, sapienti combinazioni di piante e cespugli, giochi d'acqua e una vista incantevole sulle vicine montagne creano un'atmosfera magica.

Giorno 6
La prima visita della giornata è stata al Green Point Biodiversity Showcase Garden ubicato all'interno del parco cittadino di Green Point (costruito in occasione dei Campionati Mondiali di calcio del 2012) e strutturato per mettere in mostra una selezione di 300 specie di piante locali. Guida speciale: la talentosa e appassionata disegnatrice, Marijke Honig, che ci ha anche parlato della creazione del giardino e delle metodologie di manutenzione. Il secondo giardino visitato è stato The Company Garden che prende il nome dalla Compagnia Olandese per l'India Orientale che nel 1652 iniziò la coltivazione per fornire di ortaggi e altri alimenti freschi alle navi che nella rotta tra l'Europa e le Indie sostavano a Città del Capo. In questo rigoglioso parco cittadino, perfettamente mantenuto, abbiamo potuto, con l'aiuto di una guida esperta e gentile, rivisitare anche la storia della città.

Giorno 7
Oggi i partecipanti potevano scegliere tra due passeggiate: una nell'area della Silvermine nel Parco Nazionale della Table Mountain alla ricerca delle - eccezionali in questa stagione - fioriture spontanee, l'altra, meno impegnativa, all'Upper Liesbeek River Garden. Qui ci ha accolto la dottoressa Joan Parker, che ha promosso la creazione di questo parco convincendo le associazioni dei residenti, sponsor privati e autorità cittadine a trasformare le sponde del fiume e le zone circostanti incolte in un bellissimo giardino fluviale comunitario dove residenti e visitatori possono incontrarsi, passeggiare, condividere una bibita o un picnic al fresco degli alberi e in tutta tranquillità. 

Silvermine

Giorno 8
Finalmente siamo arrivati al meraviglioso Kirstenbosch National Botanic Garden che è giustamente ritenuto il più bel giardino dell'Africa e uno dei più importanti giardini botanici del mondo. Pochi giardini possono reggere il confronto con la superba grandiosità dell'ambientazione che si sviluppa lungo i pendii del versante orientale della Table Mountain. Dopo una visita guidata da due esperti botanici del giardino e un pranzo leggero nella Kirstenbosch Tea Room abbiamo raggiunto il giardino sperimentale di SOIL FOR LIFE. Si tratta di un’organizzazione non-profit che assiste le comunità della provincia del Capo nel combattere fame, povertà e disoccupazione attraverso la creazione di orto-giardini comunitari insegnando ai singoli come coltivare frutta e verdure biologiche per migliorare la loro alimentazione e per generare profitti vendendo a terzi.

Soil for Life

Giorno 9
Oggi gli ultimi tre giardini del nostro tour. Per primo Stellenberg una delle più belle ville di campagna del 18° secolo con un giardino rinomato internazionalmente che si presenta nel suo antico splendore. Ombreggiate da querce secolari si susseguono molte " garden rooms" (white garden, garden of paradise, vegetable potager, parterre garden, aromatic herb garden, etc.) ognuna più incantevole dell'altra. 

Stellenberg

Ci siamo poi recati al giardino privato di una proprietà storica che nei tempi coloniali aveva raccolto una collezione importante di piante esotiche provenienti da più parti del mondo. Il nuovo proprietario ha gradualmente introdotto una vasta selezione di piante indigene creando un giardino veramente armonioso.

Infine un giardino privato nuovo (meno di 3 anni) disegnato dalla proprietaria in collaborazione con un architetto paesaggista in un’eccezionale ambientazione. Molto ricco e articolato con parterre, grandi aiuole con piante mediterranee, roseti, piante acquatiche accanto e piscine ecologiche.

Una cena di commiato ha celebrato la fine di questo memorabile tour.

Il gruppo MGS da Old Nectar

Ottobre 2016
Vendita di piante e Assemblea Annuale della MGS Italia, Castel Rigone (PG)

Questo raduno annuale della MGS Italia era ospitato quest’anno dai soci Alastair and Juliet Chilston nella loro splendida dimora. 

Per iniziare, abbiamo partecipato a un workshop sulla degustazione di olio d'oliva a cura di un noto esperto, Johnny Madge. Johnny viene dall’Inghilterra, ma ha vissuto nel Lazio per più 30 anni. Organizza dei tour sulla tema dell’olio d'oliva dal 2010 e continua a viaggiare in tutta Italia alla ricerca di nuovi oli e nuove esperienze gastronomiche. Johnny è l'unico inglese che ha lavorato con il comitato di Slow Food per preparare la loro guida sulla degustazione di olio d'oliva extravergine inoltre è invitato nelle giurie di numerosi concorsi internazionali.

Johnny ci ha raccontato che esistono almeno 628 varietà di olive in Italia, più numerosi di ogni altro paese. Ci ha insegnato come assaggiare l’olio d’oliva e come produrre l’olio nel modo migliore. E’ seguita poi una degustazione di varie tipi di olio con gusti distinti.

Una ‘ruota’ per aiutare la degustazione di olio d’oliva

Una ‘ruota’ per categorizzare i difetti di olio d’oliva

Abbiamo imparato molto da questa esperienza che ci aiuterà a migliorare la nostra produzione domestica.

Come produrre un olio d’oliva senza difetti

Dopo il workshop e iniziata l’assemblea annuale seguita poi da uno scambio di piante e sementi portati dai soci, tenuto nel giardino delizioso di Alastair e Juliet. Abbiamo anche assaggiato la meravigliosa marmellata di fichi fatto da Juliet.  Poi siamo partiti per San Feliciano, al bordo del Lago Trasimeno, per pranzare al ristorante ‘Rosso di Sera’, dove ogni portata era abbinata a un olio d’oliva speciale scelto da Johnny.

Il giardino dei Chilston dal punto di vista del cane di famiglia

Settembre 2016
Lucca, Giardini e Murabilia

Sulle colline ben coltivate ​​che circondano la fertile pianura di Lucca, sparse fra vigneti e oliveti, vi sono oltre 300 ville costruite dalla nobiltà lucchese. Qui tra i secoli 15 ° e 19 °, sulle fortune derivanti in gran parte dall'industria della seta, del commercio internazionale e bancario queste famiglie hanno costruito le loro residenze di campagna con giardini importanti per vantare la loro ricchezza.

Il nostro gruppo davanti alla Villa Reale di Marlia

In occasione di Murabilia – la grande mostra mercato dei fiori sulle monumentali mura di Lucca che è un appuntamento fisso per tutti gli amanti delle piante –   abbiamo visitato tre ville storiche con i loro giardini e un interessantissimo giardino privato.

Ci siamo incontrati nella tarda mattinata per una visita guidata al Parco della Villa Reale di Marlia. Questa proprietà era la dimora della sorella di Napoleone: la Duchessa di Lucca Elisa Bonaparte Baciocchi. La tenuta di sedici ettari comprende numerosi giardini nonché edifici maestosi creati nel corso dei secoli. Abbiamo visto il teatro d'acqua, il teatro verde (dove il compositore Paganini spesso si esibiva per la duchessa), il giardino dei limoni e il giardino spagnolo in stile Art Deco. Diversi edifici storici sono compresi nella proprietà tra cui il la Villa del Vescovo (16 ° secolo) con il suo ninfeo ci ha riparato del sole per un momento.  I nuovi proprietari Finlandesi stanno effettuando un restauro totale della tenuta – speriamo che possano ripristinare anche gli antichi giochi d’acqua che tanto piacqu0

I giardini della Villa Reale di Marlia

Dopo pranzo abbiamo visitato Villa Torrigiani di Camigliano risalente al 1593 e ancora dimora dei discendenti di Nicola Santini, ambasciatore della Repubblica di Lucca in Francia, che ha rimodellato la facciata in stile barocco ad imitazione dell'architettura di Versailles. Il giardino era originariamente di struttura barocca con parterre elaborati - oggi sostituiti da prati. Abbiamo in particolare apprezzato il Giardino Segreto di Flora con la sua grotta dei venti e il ninfeo adornati di statue mitologiche.

A poco distanza, più su in collina il sole del tardo pomeriggio ci regalava una luce perfetta per godere al meglio un giardino privato molto particolare che vanta quasi 300 specie di rose e di oltre 400 piante mediterranee.

Il giorno dopo, abbiamo fatto un tour della città di circa tre ore che comprendeva una visita alle famose mura della città. Larghe fino a 25 metri, le mura comprendono diversi baluardi imponenti alberati che le rendono un meraviglioso spazio verde con alberi secolari e di specie ornamentali. Abbiamo poi visitato il Duomo di San Martino famoso per la sua facciata romanica e due straordinari monumenti all'interno: il “Volto Santo” - un ritratto ligneo venerato di Gesù sulla croce e "Ilaria del Carretto " un sarcofago di marmo di Jacopo della Quercia. Dopo aver ammirato altri importanti monumenti della città abbiamo completato il nostro tour con una visita al giardino di Palazzo Pfanner. Questo è un esempio prezioso di un giardino barocco situato nel cuore del borgo medioevale di Lucca che ha prati erbosi, fiori e arbusti ornamentali e limoni in grandi vasi di terracotta tra filari monumentali di statue settecentesche raffiguranti gli dei dell'Olimpo e la Quattro stagioni.

La Piazza dell’Anfiteatro, Lucca

Infine, le porte della Mostra Mercato di fiori “Murabilia” aprivano a mezzogiorno e i partecipanti si sono affrettati a passeggiare tra le esposizioni alla ricerca di – indovinate cosa? Piante!

Maggio 2016
Selezionare, Propagare e Disegnare giardini con piante resistenti alla siccità
Città della Pieve, Umbria

Abbiamo iniziato la nostra giornata al Vivaio del Prete che offre una eccellente selezione di piante provenienti da zone mediterranee o adattatesi a questo clima.

Eugenia Natalino (titolare del vivaio) con il gruppo

Eugenia Natalino ci ha dapprima dimostrato come queste piante si adattano alla prolungata calura estiva, tipica del Mediterraneo, modificando forme, colori e struttura delle foglie. Incamminandoci verso la serra dedicata alla propagazione per talea, abbiamo ammirato un esempio di un prato (7x7 m) seminato con Zoysia tenuifolia.

Questo prato offre i seguenti vantaggi: non necessità di irrigazione o di agenti chimici, richiede meno tosature dei prati normali (ogni 3 settimane anziché ogni 7 giorni), cresce florido d'estate e non muore d'inverno divenendo solo marrone ai primi geli, tollera calpestii e traffico così come sale, deiezioni di animali e ombra. È inoltre eccellente nel controllo di erosioni.

Eugenia ci ha poi dimostrato come propagare piante a stelo per talea: è importante fare questa operazione quando le piante non sono in fiore in modo che la loro energia possa concentrarsi sulla formazione delle nuove radici; bisogna poi utilizzate steli prossimi alla congiuntura con il gambo principale poiché la maggior parte delle cellule riproduttive si concentra in questi "gomiti"; infine occorre scegliere per le talee piante giovani e rigogliose in modo che le nuove piante siano la copia esatta del DNA delle piante madri. 

Dopo una esauriente dimostrazione pratica è stato servito un delizioso pranzetto nell'orto ornamentale.

Il gruppo a pranzo

Nel pomeriggio abbiamo visitato a Panicale il bellissimo giardino di Yvonne Barton, socia di MGS Italia. Yvonne, che ha collaborato con il Vivaio del Prete durante la costruzione iniziale ci ha spiegato, appena accolti, che lei ha tratto la sua ispirazione dalla natura circostante, dove la flora spontanea non richiede irrigazione artificiale.

Nel suo giardino le piante sono rigorosamente selezionate per sopravvivere alle estati torride e ai freddi inverni dell'Umbria. Vengono messi a dimora esemplari giovani per permettere un loro più facile adattamento e vengono piantati in autunno per consentire alle loro radici di svilupparsi durante le piogge invernali. Le piante che mostrano segni di affaticamento ricevono una lunga irrigazione in profondità ogni 14 giorni per i primi due anni, dopo saranno in grado di sopravvivere senza irrigazione.

Yvonne e il gruppo in giardino

Piante e arbusti accompagnano il susseguirsi di terrazze e pendii armoniosamente; qui e là spunta un'erbaccia che non stona, anzi sottolinea la piacevole naturalezza del giardino. Molte varietà di Teucrium, Cistus, Scabiosa, Phlomis, Santolina, Helichrysum, Euphorbia, Centranthus, Salvia e Achillea si mescolano perfettamente sotto gli ulivi e se avessimo programmato la nostra visita qualche settimana prima avremmo potuto ammirare migliaia di bulbacee disseminate nel giardino.  Verso ovest bordure di Sambucus, Perovskia, Cornus, Phillyrea, Ceanothus, Cotoneaster, Buddleja, lentisco e grandi rose delineano il confine del giardino e si fondono con il bosco, mentre a est si confondono nel vicino uliveto.

Piante Miste del Mediterraneo

Infine due splendide caratteristiche di questo glorioso giardino: una collezione di rose chinensi e rose tè concentrate in una valletta sotto la casa e un ampio laghetto coperto di gigli d'acqua. Il festante gracidio delle ranocchie ci ha fatto compagnia durante il tè offertoci  prima di partire. 

La Bio Piscina con Lago Trasimeno sullo sfondo


Ninfa con Rosa ‘Astronomia’

Noti
La Terra di Gaia
Il Vivaio Salto del Prete é gestito da Lucia Scovacricchi e sua figlia Eugenia. E’ situato alle porte di Città della Pieve, ed è facilmente raggiungibile dall'autostrada A1 e da Perugia.

Aprile 2016
Giardini della Riviera in Primavera

Per la visita di primavera abbiamo scelto come base la suggestiva città di Mentone. Conosciuta anche come la "Perla della Francia", Mentone divenne popolare nel 19°secolo quando aristocratici russi e inglesi costruirono molte ville di lusso che ancora oggi abbelliscono la città con i loro giardini grazie a un microclima particolarmente mite.

Tutti I giardini visitati erano, infatti in Mentone o nella vicina Ventimiglia ma il primo giorno ci siamo fermata ad Alassio per ammirare le glicini gloriose di Villa La Pergola. La villa fu acquistata nel 1922 da Daniel Hanbury (figlio del fondatore dei Giardini Hanbury) e sua moglie Ruth che insieme hanno creato un giardino splendido con specie native mediterranee e altre più esotiche. L’attrazione principale però rimane la collezione di non meno 28 varietà di glicine. Fino al 1982 (quando morì Ruth) durante la primavera si tenevano delle feste per celebrare la loro fioritura. Nel 2006 la villa e il giardino furono acquistati dalla famiglia Ricci che commissionò a Paolo Pejrone il restauro del giardino per portarlo al suo antico splendore. Oggi il giardino crea lo sfondo perfetto per la villa che è gestita come un hotel esclusivo. La fioritura delle glicini non ci ha deluso!

Wisteria floribunda ‘Alba’

Wisteria brachybotrys con una bellisima rosa antica (non identificata)

Il giorno dopo abbiamo incontrato la nostra guida Paul Thomson ex-orticoltore e giardiniere che ha lavorato a Hanbury come RHS stagista e che ci ha accompagnato nelle visite della giornata. Abbiamo iniziato con il Jardin Esotique di Val Rahmeh. Questo giardino è stato creato alla fine del XIX secolo da Lord Radcliffe, ex governatore di Malta, per coltivare piante subtropicali e tropicali. Oggi appartiene al Museo Nazionale della Storia Naturale della Francia. Pur essendo un giardino botanico che vanta più di 3000 piante, Val Rahmeh mantiene l’atmosfera di un giardino privato.

A Val Rahmeh l’intonaco giallo caldo della villa è rispecchiato armoniosamente dai colori delle piante attorno

Una tappa breve in pullman ci ha portato a La Mortola per visitare I Giardini Hanbury. Questo giardino di fama mondiale è stato creato da una famiglia inglese (gli Hanbury) su un promontorio che si affaccia sul Mediterraneo. Il sito è drammaticamente bello con gradini, percorsi, laghetti, fontane e pergole e la collezione di piante (ora gestita dall’Università di Genova) è molto vasta. Nel mese di aprile ci si può aspettare di godere lo spettacolo della fioritura di iris, scilla, cisto, echium, glicine, Rosa banksia e la meravigliosa Rosa laevigata – dai grandi e profumati fiori bianchi.  Carolyn Hanbury, che risiede tuttora nella villa antistante il giardino ci ha offerto un tè e ci ha intrattenuto parlandoci della storia della sua famiglia e del giardino.

E’ tutto in grande scala ai Giardini Hanbury!

Nella mattina del terzo giorno ci siamo divisi in due gruppetti per poter visitare due giardini privati:

Le Clos du Peyronnet è stato creato da tre generazioni della famiglia Waterfield ed è, in effetti, un giardino dello stile “Arts and Crafts” trasportato in Riviera. Alcuni dei terrazzamenti sopravvivono da quando il giardino era un agrumeto. Ha un pergolato, passi aggraziati, piante eccellenti e una scalinata di laghetti successivi. Il proprietario William Waterfield ci ha accompagnato nella visita al suo incantevole giardino, dimostrando una vasta conoscenza botanica e uno spiccato “sense of humour”.

Il proprietario William Waterfield con Bletilla striata in vaso

Le Jardin des Antipodes, costruito dalla socia Alexandra Boyle, comprende 32 terrazze su un ripido pendio prospicente la baia di Mentone. Su alcune terrazze sono coltivate frutta e verdure antiche e rare per fornire primizie ai migliori ristoranti di Monaco. Su altre, Alexandra ha creato una straordinaria collezione di piante originarie dalla sua patria, Nuova Zelanda, che grazie al microclima della baia di Mentone hanno trovato perfetta dimora.

Dopo pranzo abbiamo visitato Serre de la Madone. Questo è il giardino francese creato da Lawrence Johnston, il ricco americano conosciuto meglio per il suo famoso giardino Hidcote, in Inghilterra. Ha impiegato una dozzina di giardinieri per mantenere la sua grande collezione di piante provenienti da tutto il mondo.  Come a Hidcote, il giardino di 9 ettari è diviso in compartimenti con siepi e muri a secco con terrazze, laghetti, fontane, statue e un bosco mediterraneo. Il capo dei giardinieri Claude Antonazzi ci ha fatto da guida portandoci prima nel bosco mediterraneo con larghe scarpate di Iris confusa. Passando attraverso una seria di fontane, laghetti e statue siamo saliti alle terrazze superiori con abbondanti fioriture di iris di Grecia, menta di tasmania, proteacee sud africane e grevillacee australiane. 

Panorama delle terrazze a Serre de La Madone

L’ultimo giorno siamo partiti per la vicina Ventimiglia per visitare Villa Piacenza Boccanegra, il cui giardino si estende su 4.5 ettari di terrazzamenti a strapiombo sul mare. Ci sono tre aree principali: un uliveto, un giardino roccioso con piante grasse e un giardino di acclimatazione che viene arricchito con esemplari che provengono da climi simili alla quelli della regione mediterranea. Il parco offre una miscela perfetta di piante spontanee e piante coltivate, e grazie alla varietà di specie mediterranee, mantiene il suo incredibile fascino in tutte le stagioni particolarmente in primavera. La proprietaria Ursula Piacenza é stata la nostra simpatica guida e ha generosamente condiviso con noi la sua esperienza di giardiniera mediterranea e… tante talee.  

Uno scorcio del folto giardino di Villa Bocca Negra

Dopo pranzo abbiamo visitato il Vivaio Noaro a Camporosso (tra Ventimiglia e Bordighera). Questo vivaio specializzato offre ai giardinieri una vera cornucopia di piante mediterranee. Il vivaio è normalmente chiuso il venerdì pomeriggio, ma i proprietari hanno consentito un’apertura straordinaria per i soci MGS.

Partecipanti al tour di primavera 2016 della MGS Italia

Ottobre 2015
Giardini Storici di Lazio

Dopo l’assemblea generale dell’associazione, siamo partiti dall’Isola di Ischia per arrivare a Frascati, la nostra base per visitare le ville e i giardini storici del tour.

La nostra prima tappa era a Villa Aldobrandini che è considerata la più spettacolare delle ville del tardo rinascimento in questa regione ed è un esempio per eccellenza dello stilo barocco italiano. La tenuta, che si estende per 500 ettari, rimane tuttora proprietà della famiglia Aldobrandini. Particolarmente notevole è il Teatro delle Acque con le sue fontane e sculture mitologiche.

Il Teatro delle Acque a Villa Aldobrandini

Il giardino restaurato a Villa Aldobrandini

Il giorno dopo, la nostra meta era il giardino di Ninfa. Anche in ottobre questo famoso giardino romantico era pieno di colori provenienti in particolare dalla collezione di aceri Giapponesi e dai frutti delle tante rose nel giardino.

Il ponte sul fiume a Ninfa

Un acero autunnale riflesso nel fiume a Ninfa

Le ortensie che crescono tra tronchi caduti a Ninfa

Alla sera, abbiamo partecipato ad una interessante conferenza tenuta dalla Professoressa Christine Thomson sui giardini da visitare il giorno dopo: Villa Adriana e Villa d’Este.

Costruita tra 118 e 138 DC, la Villa Adriana rimase il modello per i giardini classici del rinascimento; infatti alcune delle sculture del giardino furono spostate alla vicina Villa d’Este quando questa fu commissionata dal Cardinale Ippolito II D’Este.

Il Canopus a Villa Adriana

La libreria con ulivi in aiuole rialzate a Villa Adriana

La Villa D’Este a Tivoli è rinomata per le sue fontane, ninfei, grotte, giochi d'acqua e musiche idrauliche e costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei manieristi e barocchi. L’insieme funziona grazie al costante flusso di acqua del fiume Aniene che attraversa Tivoli e la sapienza ingegneristica romana.

Le Cento Fontane a Villa d'Este

La fontana di Nettuno a Villa d'Este e alle spalle l’organo idraulico

Nell’ultimo giorno abbiamo visitato, a Castel Gandolfo, Villa Barberini, la residenza papale estiva che recentemente è stata aperta al pubblico da Papa Francesco. La villa risale al Seicento, che incorpora le rovine di una villa Domiziana che risale al 81 DC, fu ceduta al Vaticano nel 1929. Successivamente il Papa Pio XI avviò la ristrutturazione del vasto giardino.

Abbiamo inizialmente visitato le terme originali della villa Domiziana e una gentilissima guida ci ha accompagnato attraverso il circostante giardino punteggiato da cipressi e tassi potati che portano ad un piccolo laghetto nel quale si riflette una statua della Madonna.

Giardino della Madonnina a Villa Barberini

Il terrazzo inferiore del giardino include una serie di aiuole geometriche piantate con degli annuali e bordate dai cipressi, pini marittimi e cedri torreggianti.

Il terrazzo inferiore a Villa Barberini

Foto: David Parker

Settembre 2015
Giardini influenti del novecento a Fiesole e Settignano, Firenze

Abbiamo incontrato la nostra guida Jane Zaloga, che insegna storia dell'arte e dell'architettura per la Syracuse University a Firenze, e siamo scesi dalla piazza centrale di Fiesole lungo la ripida via Vecchia Fiesolana per raggiungere il piccolo cancello in ferro battuto che porta a Villa Le Balze che sorge su una ripida collina che domina Firenze.

Questa è la stessa entrata che usava Charles Strong, il filosofo americano che possedeva la proprietà e che era confinato su una sedia a rotelle. Nel passato invece, tutti i visitatori entravano nel giardino usando l’ingresso principale posto in cima a una ripida scalinata che portava ad un magnifico pergolato di Rosa banksia.

Fu Strong a chiamare Geoffrey Scott e Cecil Pinsent per progettare il giardino nel1914. Il giardino, lungo e stretto, fu da loro diviso in una serie di ‘stanze’ formali e una terrazza. Non si vede mai tutto il giardino nel suo insieme, ma si rivela stanza per stanza. Questo forse spiega il fatto che quando si lascia Le Balze si ha l'impressione di un giardino molto più grande di quello che effettivamente è.

Villa Le Balze si trova su un sito lungo e stretto

Nelle due “stanze giardino” più vicine alla villa, i progettisti hanno scelto di nascondere la vista su Firenze per creare tranquilli spazi verdi, perfetti per il loro proprietario contemplativo. E' solo dalle terrazze di fronte e ai lati della villa che la splendida vista della città può essere goduta.

Ville Le Balze - una “stanza” del giardino tranquilla e perfetta per la contemplazione

Vedute di Firenze dalla terrazza

Lasciata Villa Le Balze, basta attraversare la strada per entrare nel giardino della Villa Medici. Costruito nel 1450, da Giovanni de 'Medici ed ereditata da Lorenzo il Magnifico, la villa appartenne a diversi proprietari inglesi nel 1700 e 1800. Nel 1911 la proprietà fu acquistata da Sybil Cutting (madre di Iris Origo) che commissionò a Scott e Pinsent la direzione dei lavori di restauro.

La villa si trova in una posizione dominante sulla collina.

Ville Medici occupa una posizione dominante

Il giardino è disposto su due livelli: nel giardino superiore c'è una limonaia, un prato grande dominato da due enormi alberi di Paulownia fiancheggiato da rose e arance amare a spalliera. La dimensione del giardino è imponente e grandiosa.

Il giardino di Villa Medici ha dimensioni molto più ampie di quelle di Villa La Balze

La pendenza della collina è estremamente ripida e Pinsent e Scott hanno posto tra il giardino superiore a quello inferiore (diviso in quattro aiuole con prato, magnolie e bosso), una terrazza intermedia con un altro grande pergolato di Rose banksia.

Villa Medici - pergolato con Rosa banksia

Villa Gamberaia, nominata dalla storica di giardini, Georgina Masson, come un perfetto esempio di una villa con giardino toscana si trova a poche kilometri di distanza a Settignano. La villa è circondato dalle splendide colline ancora incontaminate di Firenze dove ulivi, cipressi e muri secchi sono il motivo dominante.

Villa Gamberaia - guida Carol Smith e altri partecipanti con la splendida campagna toscana come sfondo

L’originaria costruzione è del Cinquecento ma il giardino fu iniziato nel 1610 quando l’attuale villa è stata costruita da Zanobi di Andrea Lapi. Fu proprietà della famiglia Capponi nel Sette e Ottocento fino a quando è stata comprata dalla Principessa Ghyka nel 1896. Intorno al 1910 ella ha commissionato a Luigi Messeri e al suo capo giardiniere Martino Porcinai (padre di Pietro Porcinai, il grande paesaggista) la creazione del giardino moderno diventato il modello per tanti altri giardini. La principessa ha costruito un parterre ‘di acqua’, per rimpiazzare il settecentesco parterre ‘di broderie’ e un belvedere di cipressi, bordure di lavande, iris, gigli, rose ed oleandri.

Villa Gamberaia – un “parterre” con acqua

L’elemento centrale è un grande ‘viale’ erboso, il cosiddetto ‘campo da bocce’, che finisce in un ninfeo. Accanto un piccola costruzione rustica collega la limonaia alla zona selvatica del giardino e nel giardino della limonaia si trovano rose e peonie.

Giugno, 2015
Umbria:  Il Lavandeto di Assisi e Fondazione Barbanera

Era una perfetta giornata per visitare questi giardini umbri – ben soleggiata con nessuna nuvola nel cielo e con un paesaggio attorno nitido e lussureggiante grazie alle piogge recenti.

La nostra prima tappa era al vivaio specializzato Il Lavandeto di Assisi con una visita guidata dal proprietario Gino Perticoni.

Il vivaio, che organizza ogni anno in giugno la 'Festa della Lavanda', ha creato un giardino di esposizione diviso in alcune “garden room” per mostrare i diversi tipi di lavanda, numerose piante aromatiche e salvie ornamentali. Sullo sfondo i campi colorati di lavanda si estendevano verso Assisi.

Camp di lavanda con Assisi sullo sfondo

Il primo giardino conteneva la lavanda ‘inglese' che viene potata drasticamente (12-16 cm) ogni anno per impedire che il cespuglio diventi legnoso. Cresciuti da seme, i diversi tipi di ‘angustifolia’ da noi visti, fioriscono dalla metà di maggio, e amano crescere in pieno sole.

Nel secondo giardino tra le lavande intermedie, dette “francesi”, era la varietà ''Grosso'” (con il suo gambo lungo e fiorito di colore blu intenso) che emanava il più forte profumo. Infatti abbiamo sentito da Gino che è questa varietà che viene utilizzata per i profumi in Provenza. Se viene potata immediatamente dopo la sua prima fioritura potrebbe rifiorire in settembre e Gino ci ha raccomandato di lasciare sempre circa 2 cm di 'verde' sui fusti e non tagliare mai il legno.

Gruppo nel giardino delle lavande intermedie

Il tempo di raccogliere la lavanda per il profumo è da fine luglio a metà agosto, invece per essiccare i fiori di lavanda da mettere in sacchetto, gli steli devono essere raccolti all'inizio della fioritura.

Il vivaio ha sperimentato alcune piantagioni di lavanda dentata ma finora senza successo, probabilmente a causa del suolo troppo argilloso e degli inverni rigidi.

Un delizioso pranzo a Spello (Ristorante La Bastiglia) è stato poi seguito da una visita al giardino dell’Editoriale Campi che pubblica il celebrato almanacco Barbanera da oltre 250 anni.

Fondazione Barbanera e giardino

Il giardino è gestito secondo i principi dell’Almanacco Barbanera a partire dal rispetto delle fasi lunari. Per prima cosa abbiamo visitato l’orto fiorito dove Isabella dalla Ragione, stimata storica agricola, ci ha tra altro spiegato l’importanza che gli insetti hanno nei nostri giardini, incoraggiandoci a favorire metodi esclusivamente biologici.

Albergo per gli insetti

I giardino ornamentale della Fondazione include erbe aromatiche, lavande, rose, melograni e una collezione spettacolare di ortensie, comprese una straordinaria ortensia quercifolia con fiori bianchi lunghi 25 centimetri della varietà Snow Queen.

Piante aromatiche nel giardino Barbanera

Pergola nel giardino Barbanera

Signora Campi con ortensia

Alle fine della nostra visita l’archivista della Fondazione Barbanera ci ha mostrato una collezione importante di almanacchi, sia di loro produzione che provenienti da tutta Europa, con edizioni risalenti alla metà del 1700.

Abbiamo molto apprezzato l'ospitalità e la possibilità di conoscere piante e storia in entrambi i giardini.

Testo: Anna Bramwell
Photos: Sergio Ungaro

Maggio 2015
Giardini Romantici di Lazio

25 soci MGS si sono incontrati all’ingresso di Ninfa con grandi aspettative per la visita a quello che il New York Times descrive come "il più bel giardino del mondo" (16 giugno 2002). Accolti da Giulia, la nostra guida, attraversando un piccolo cancello siamo entrati subito in un altro mondo dove la mancanza di ogni suono che non fosse il glorioso canto degli uccelli o il fruscio dell’acqua corrente ci ha stordito.

Rosa ‘Kiftsgate’ con torre fortificata (1300) in secondo piano

Il giardino fu realizzato nel 1920 tra le rovine del piccolo borgo medievale chiamato Ninfa. Il nome deriva da un piccolo tempio romano dedicato alle ninfe delle acque costruito vicino ad una sorgente. Oggi, un fiume scorre attraverso il giardino da un lago leggermente sopraelevato appena a un po’ a nord ed è l'abbondanza e la purezza di quest'acqua che consente a questo giardino un verde lussureggiante in un clima così arido. Inoltre il terreno ricco, ben drenato e umido favorisce la rapida crescita delle piante. L'altezza incredibile anche di alberi piantati di recente testimonia la fertilità del suolo e il clima mite (protetto dalle montagne a nord e temperato dalle brezze del mare ad est). Non meno di 1300 piante provenienti da tutto il mondo crescono rigogliosamente nel giardino.

Ninfa è stato trasformato a partire dal 1920 da tre generazioni di donne anglo-americane e l'influenza inglese sul giardino è chiara nel suo stile libero e informale. Le uniche linee rette sono formate dai viali di cipressi che costeggiano le vie del centro storico e da una siepe di lavanda che attraversa il Piazzale della Gloria. Qui abbiamo particolarmente ammirato il giardino roccioso creato da Donna Lelia con le sue abbondanti piantagioni di anemoni, verbene, hebi, salvie, alyssum ed escoltzie.

Ninfa - il giardino roccioso

Il tutto si inserisce perfettamente nella natura. Quando si guarda attraverso gli alberi svettanti, la vista sulle pendici dei monti Lepini crea uno sfondo armonioso e nulla disturba l'occhio. La scala è imponente: qui le piantagioni di sottobosco sono talmente grandi che potremmo averle come volte nei nostri giardini.

Verso la fine della nostra visita siamo tornati sulla riva del fiume che alimenta tanti ruscelli e cascate d'acqua che attraversano il giardino. Ci ha incantato l’acqua cristallina, cosi chiara da sembrare  luminosa, nella quale si rispecchiano rose, calle, iris acquatici e le rovine sormontate da glicine, valeriana e tecoma.

L’insieme crea uno struggente e bellissimo giardino che ti prende il fiato e ti convince che l’opinione del NYT è corretta.

Ninfa – il fiume con le rose e rovine

Ninfa – l’acqua luminosa

Il giardino della Tenuta La Torecchia Vecchia si annida tra le rovine di un borgo e castello medievale, arroccato su una collina vulcanica con una vista spettacolare sulla grande tenuta all’intorno. Nel 1995 i proprietari Carlo Caracciolo e Violante Visconti commissionarono al famoso architetto Dan Pearson la progettazione di un giardino di 15 ettari con il compito di creare un'oasi di fresco per alleviare la calura estiva della zona. La tavolozza dei colori venne ristretta ai verdi di varia tonalità, al blu e al bianco.

La Torecchia - orto e frutteto fioriti

Un altro progettista di giardini, Stuart Barfoot, ha preso le redini nel 1998 e ha continuato a sviluppare il giardino, sperimentando uno stile che lui chiama "selvatico-curato", e che definisce come “un sottile equilibrio tra il selvaggio e il controllato" introducendo inoltre più colori nel giardino.

La Torecchia – la digitalis con i sui tenui colori

Il giorno della nostra visita la mancanza del sole bene si adattava ai colori sobri del giardino caratterizzato comunque da aiuole ampie e rigogliose che beneficiano dello stesso terreno fertile della vicina Ninfa. Anche in questo giardino l'acqua gioca un ruolo quando scende lungo il pendio ripido del giardino e appare qua e là, sotto forma di una piscina, di un ruscello e di un lago, il tutto collegato da pompe che assicurano il riciclo dell’acqua.

Siamo stati accompagnati nella visita dai due giardinieri Angelo e Angelo che hanno lavorato sotto la guida dei due architetti e continuano a mantenere il giardino secondo le loro prescrizioni.

La Torecchia - Gunnera, Arum e Nasturtium officinalis (crescione) in primo piano, lungo le rive del ruscello

La Landriana si trova lungo la costa di Anzio, luogo famoso per lo sbarco alleato e l’enorme battaglia della seconda guerra mondiale. Il giardino è stato creato nel 1956 dalla marchesa Lavinia Taverna che, da appassionata botanica, ha sviluppato da zero un sito poco promettente anche sovrintendendo alla rimozione delle mine inesplose.

Nel 1967 la marchesa ha invitato Russell Page "ad imporre una struttura su questo disordine" e sono i suoi disegni che ancora formano il layout di base del giardino con delle siepi che dividono un susseguirsi di "stanze" (30 in tutto). Ognuna di esse è caratterizzata da raggruppamenti di piante originali scelti sia per il colore che per la forma.

Landriana – Il Viale Bianco

Una “stanza/giardino”, la Valle delle Rose, ci ha particolarmente affascinato con il suo suolo completamento coperto da erigeron che contrastava meravigliosamente con l'ampia varietà di gloriose rose antiche. Apparentemente Russell Page permetteva ai suoi cani di correre liberamente prima di tracciare i sentieri che qui sono larghi e consentono una perfetta visione delle aiuole rigogliose.

Landriana - la Valle delle Rose

Incantevole anche ci è apparso l'immenso lago, con le sue vaste distese di ninfee e fasce di iris acquatici gialli e tutti i soci hanno molto apprezzato il Giardino Degli Ulivi con la sua grande selezione di piante mediterranee gialle, grigie e malve attorno agli ulivi secolari.

Landriana - lago con ninfee e iris

Testo: Angela Durnford
Foto:  Sergio Ungaro

Aprile 2015
Giardini, ‘masserie’ e paesaggi della Puglia

La nostra escursione in Puglia è iniziata con una visita alla Lecce storica - romana, medievale e barocca - accompagnati da Fabio Ippolito, direttore dell’Orto Botanico di Lecce. Abbiamo cosi appreso alcune notizie storiche della Lecce antica, ammirando lungo tutto il percorso balconi e cortili in fiore. Abbiamo anche visitato il bellissimo giardino e alcune stanze del Palazzo Tamborino Cezzi.

Lecce: balconi e cortili in fiore

Il giorno seguente siamo andati al Parco della Costa Otranto–Leuca che offre 56 km di costa mozzafiato composto da diverse aree di grande interesse botanico: boschi, garighe, prati aridi, coste sabbiose e rocciose e zone umide. Il tutto arricchito da una abbondante fioritura spontanea. Ci siamo fermati diverse volte per identificare fiori endemici (vedete sotto per un elenco dei fiori identificati).

Parco della Costa Otranto–Leuca

Fiori endemici

La meta successiva era Salve, nella punta più a sud del tacco d'Italia, dove si trova la masseria privata di Santu Lasi. La quattrocentesca masseria fortificata è stata restaurata dall’attuale proprietario Professore Vincenzo Cazzato con raffinata cura, utilizzando esclusivamente materiali di recupero. Abbiamo fatto un giro nel giardino molto naturale con ulivi, noci e altri alberi di frutta mentre lui spiegava la storia della fattoria. Infine abbiamo pranzato al fresco nel cortile gustando le deliziose specialità del luogo.

Il giardino a Santu Lasu

Vincenzo e la squadra

Nel pomeriggio abbiamo fatto una visita al giardino botanico La Cutura, dove il proprietario - Salvatore Gessi, ci ha guidato nelle diverse aree del giardino: mediterraneo, italiano, aromatico, e roseto e in una serra che contiene un’eccezionale collezione di oltre 2000 piante grasse e tropicali. Ha spiegato come alcune delle succulente sono state alterate producendo forme nuove e strane con effetti comunque molto interessanti.

Giardino botanico La Cutura: piante grasse

Nel terzo giorno la prima sosta è stata nel Parco Regionale di Porto Selvaggio con una passeggiata lungo uno dei sentieri costieri per osservare piante e fiori selvatici fino ​ad un belvedere panoramico che si affaccia sulla pineta, e su scogli e calette del Mare Ionio. Questo parco apparteneva fino agli anni 50 alla Masseria dell'Alto che abbiamo successivamente visitato. Si tratta di una costruzione imponente che sorge tra ulivi secolari, aranceti, molte piante mediterranee e che include una preziosa cappella con affreschi del 1100 dedicata a Santa Maria dell’Alto.

A pochi kilometri di distanza, verso Nardò, abbiamo visitato la fattoria della Masseria Brusca. Costruita nel XVI secolo, oggi la masseria produce prodotti lattiero-caseari, olio e verdure biologiche. Il proprietario ci ha accompagnato prima nel lussureggiante giardino ombreggiato, chiamato 'Il Giardino dei Continenti' per le sue eleganti statue femminili che rappresentano i quattro continenti e poi alla fattoria dove abbiamo gustato come aperitivo le mozzarelle fatte espressamente per noi. Ci aspettava dopo un pranzo delizioso preparato con tutti i prodotti della fattoria.

Brusca: statue con Keay e Ferdinando

Nel pomeriggio abbiamo lasciato il Salento per la Valle dell’Itria. La destinazione era la Masseria Brancati vicino ad Ostuni con i suoi 30 ettari di uliveti secolari. Alcuni alberi hanno tra 2000 e 3000 anni (questo uliveto infatti è stato creato in epoca Romana) e 800 piante sono registrate come monumenti naturali, protette da una sorveglianza via satellite e candidate per diventare patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Le forme di questi alberi sono assolutamente incredibili, come grandi vecchi giganti e alcuni con rami contorti, puntellati da sostegni. Il proprietario Corrado Rodio ci ha raccontato la storia della fattoria, che risale al 16 secolo (molti degli attrezzi originari sono esposti in un piccolo museo) e ci ha illustrato i vecchi metodi di frangere accompagnandoci nell’antico frantoio sotterraneo (ipogeo). Infine siamo stati invitati ad una degustazione di olio d'oliva prodotto dalla fattoria.

Masseria Brancati: Ulivo

L’ultima sosta della giornata è stata presso un trullo privato con 11 coni, “Casa Tumbinno”, nei pressi di Locorotondo. Quest’edificio è stato completamente restaurato con molto gusto e attenta cura. Ci è stato offerto un rinfresco e sotto i nostri occhi la gentilissima Signora Violetta ci ha preparato i deliziosi 'morbidini', dolci tipici della zona.

Trulli

La nostra ultima mattina è trascorsa alla Lama degli Ulivi, vicino a Monopoli. Questo giardino botanico è stato creato in un ambiente naturale unico: in una lama, cioè in una depressione carsica tipica di questo territorio tra le colline e il mare creatasi nei secoli dai corsi d'acqua che attraversano la zona. La particolare lama, dove il giardino si trova, è ricca di grotte e vanta una chiesa rupestre del 1200.

Il giardino è stato concepito dal proprietario e vivaista Stefano Capitanio come il luogo ideale per ospitare le diverse piante, provenienti da tutto il mondo, raccolte da lui durante i suoi viaggi.

Il presente curatore Francesco Intini ci ha amorevolmente guidato attraverso il giardino soffermandosi per farci ammirare gli esemplari più notevoli come alcune specie di palme rare, diversi cactus, alberi, arbusti e piante perenni di clima mediterraneo. Nel vivaio accanto c’era una vastissima selezione di piante in vendita e alcuni partecipanti hanno fatto acquisti.

Lama degli Ulivi

La maggior parte di questi luoghi meravigliosi appartengono alla Associazione Ville e Giardini di Puglia, una nuova iniziativa molto lodevole per la salvaguardia dei beni storici di Puglia e dei suoi giardini di ieri e di oggi: villegiardinidipuglia.it.

Elenco dei fiori identificati: Anacamptis pyramidalis; Anthyllis vulneraria subsp. rubriflora (syn. Anthyllis vulneraria subsp praepropera); Asphodelus microcarpus; Buglossoides purpurocaerulea; Campanula versicolor; Glebionis coronaria (syn.Chrysanthemum coronarium); Cistus creticus; Cistus monspeliensis; Crepis rubra; Dorycnium hirsutum; Euphorbia dendroides; Filago pygmaea (syn.Evax pygmaea); Galactites tormentosa ; Knautia integrifola; Malva sylvestris; Matricaria chamomilla; Muscari comosum; Ophrys bertolonii; Papaver rhoeas; Phlomis fruticosa; Plantago lagopus; Serapias orientalis; Serapias vomeracea; Tordylium apulum; Tragopogon porrifolius; Trifolium incarnatum; Trifolium stellatum; Trifolium campestre; Umbilicus chloranthus; Urospermum dalechampii.

Marzo 2015
Roma: Giardinaggio in vaso per terrazze, patii e cortili

Eugenia Conti e Roberto Campanozzi sono maestri giardinieri e professionisti del design con anni di esperienza nella creazione di spazi nei giardini. Giardini e piante sono infatti la loro passione. Dopo anni di lavoro a New York e Londra hanno entrambi deciso di tornare in Italia e stabilire la loro azienda a Roma.

Noi li abbiamo incontrati sulla grande terrazza del nostro socio Brent Larson. Sulla terrazza erano ammassate un centinaio di piante ereditate da amici e conoscenti, ma che Brent aveva deliberatamente lasciato in ordine sparso prima del nostro workshop. La terrazza, di circa 100mq è divisa in due parti con un balcone comunicante e gode di una bella vista sulla città e le colline circostanti.

Robert e Eugenia hanno iniziato esaminando gli elementi chiave: dimensioni, forma, luce o ombra e i requisiti funzionali di Brent. Poi hanno parlato di “hardscaping” (pavimentazione, strutture, vasi e fioriere) e poi degli elementi essenziali di “landscaping” (alberi, arbusti, piante perenni) che sarebbero appropriati sulla terrazza. Hanno parlato in dettaglio di come piantare in vasi e come curare le piante dopo l’installazione. I soci partecipanti hanno aggiunto tantissimi suggerimenti sia per la disposizione della terrazza sia per le piante suggerite sulla base della loro esperienza personale.

Novembre 2014
Vendita di piante e Assemblea Annuale della MGS Italia a San Casciano dei Bagni (SI)
Questo raduno annuale della MGS Italia era ospitato quest’anno dai soci Lidia e Ian Campbell nella loro splendida dimora. Abbiamo parlato del programma di eventi/ per l’anno prossimo ed altri argomenti che riguardano la MGS. E’ seguito uno scambio di piante e sementi portati dai soci e successivamente un pranzo in una trattoria a San Casciano dei Bagni.

Colori autunnali nel giardino di Lidia e Ian Campbell

Ottobre 2014
Congresso Internazionale della MGS, Mentone, Francia
Tour dei Giardini della Riviera, Mentone, Francia

Il Congresso Internazionale della MGS si è tenuto al Forte dell’Annunziata, Ventimiglia (IM).

Il soci hanno visitato i giardini famosi, pubblici e privati, della zona compresi: La Serre de la Madone, Jardins Ephrussi de Rothschild, Jardin Exotique de Monaco, I Giardini Botanici Hanbury, Bocca Negra, Les Colombieres, Clos du Peyronnet, Jardin Botanique Val Rahmet.

Per un resoconto in dettaglio (in inglese) e foto delle gite rivolgersi qui.

Ottobre 2014
Gita a Padova & Treviso: delizie della Pianura Padana 

A soli 15 giorni dalla inaugurazione del Giardino della Biodiversità, un progetto multimilionario presso il Giardino Botanico di Padova, la MGS Italia l’ha visitato in un gruppo di circa 20 soci.

La facciata vetrata della grande nuova serra misura 100 m x 18 m. L'edificio, "solare attivo", è stato progettato per mantenere e trasformare l'energia solare; incorpora anche un sistema complesso di raccolta piovana e un sistema di modulazione computerizzato dell’aria e della luce.

L’esterno del nuovo complesso

Si tratta di uno splendido complesso, sia all'esterno che all'interno, dove il visitatore è condotto attraverso l'evoluzione delle piante su quattro continenti di Africa, America, Europa ed Australia.

Il gruppo nella serra nuova

Padova ospita il più antico giardino botanico del mondo che ora si trova nell’elenco di patrimonio mondiale dell'UNESCO. E’ stato qui, nello storico, murato giardino cinquecentesco, che abbiamo trovato le piante più adeguate per i nostri giardini mediterranei tra i 6000 esemplari in mostra. Tutto era ben curato e ogni pianta era bene etichettata. Un giardino da visitare in ogni stagione.

Etichette: tutto a posto

Dopo una merenda siamo andati in tram a visitare la magnifica Cappella degli Scrovegni, dove la socia Dinah Southern, storica dell'arte specializzata nel Rinascimento, ci ha parlato di questo capolavoro di Giotto. Poi ci siamo diretti a Treviso per la cena.

Il giorno dopo il gruppo ha partecipato all’evento I Giorni Dell Autunno organizzato da Pier Luigi e Gabriella Priola, presso il loro vivaio di Treviso che rappresenta senza dubbio una eccellenza nel mercato in Italia per le piante perenni, ma anche per la produzione di graminacee, felci e arbusti insoliti. Quest’anno il primo giorno dell’evento aveva come tema, suggerito da MGS Italia, “I Giardini Mediterranei” “ e la socia MGS Alessandra Vinciguerra, direttore dei Giardini La Mortella, Ischia ha presentato il suo giardino (che ospiterà il Congresso Internazionale della MGS in ottobre 2015).

Angela Durnford (a destra); Alessandra Vinciguerra (a sinistra), Pier Luigi e Gabriella Priola (centro)

L’ultimo giorno, sempre presso il Vivaio Priola, dove l’evento aveva come tema “I Giardini Romantici” abbiamo ascoltato un meraviglioso intervento di Lauro Marchetti, Curatore del Giardino di Ninfa, che ha sottolineato le responsabilità e le sfide nella cura del “giardino più romantico del mondo". Una visita a questo giardino sarà nel programma MGS Italia del 2015.

Settembre 2014
L’arte nel giardino, Campello-Sul-Clitunno (PG)

Quando il socio MGS Gary Jo Gardenhire, un pittore, e il suo compagno Tim Rees, un architetto paesaggista, hanno cominciato a creare il giardino a Campitello-sul-Clitunno, non riuscivano a trovare le sculture adatte. Così Gary ha cominciato a fare lo scultore lui stesso.

Il risultato è una collezione eclettica di opere d'arte che diventano decorazioni e punti focali, creando uno spirito unico in questo suggestivo giardino in collina. Le sculture sono realizzate con oggetti "trovati", strumenti saldati di metallo, tappi di bottiglia scartati, e con cemento modellato usando utensili da cucina come stampi. L’esposizione non è statica: le sculture vengono sostituite regolarmente e i pezzi colorati sono ridipinti ogni anno.

Sculture ‘Simon’ e ‘Caroline’

Gary ci ha accompagnato in un giro per il giardino e ci ha spiegato il suo lavoro, come ogni pezzo era stato sviluppato, e come aveva scelto la sua posizione e l'aspetto.

Gary ci spiega il giardino e l’arte

Sculture ‘Antilope’ e ‘Gnomo’

Di seguito, Tim ha tenuto un discorso su come progettare un giardino con sculture e la socia Carole Cross ci ha parlato di come abbinare le piante con materiali diversi. Poi il socio David Dickinson, che fa giardinaggio su una terrazza a Roma, ci ha parlato di un progetto su scala ridotta e in fine, Matteo di Civita ha fatto un presentazione sulle peonie spontanee nel bacino mediterraneo.

Giugno 2014
Giardinaggio senza innaffiamento su terra argillosa, Montepulciano (SI)

La MGS italiana ha visitato Villa Trecci, un giardino di tre ettari creati da Adelmo Borlesi e sua moglie Cinzia Sorlini, e il vicino giardino di Steven e Susan Kiviat progettato da Adelmo. Lo scopo era quello di scoprire un approccio sistematico per giardinaggio senza innaffiamento quando la terra è argillosa. Villa Trecci è immersa tra gli ulivi con vista di Montepulciano – uno sfondo fantastico.

Rosa ‘Iceberg’ e Montepulciano nello sfondo

Il giardino è basato su argilla / tufo (calcare), ma Adelmo ha cambiato completamente la struttura della terra al fine di a) coltivare una vasta gamma di piante senza ricorrere a irrigazione nella siccità estiva e b) per evitare di perdere piante a causa di mancanza di drenaggio in un inverno piovoso.

La zona a giardino grigio è stata rialzata su una serie di muri in pietra e le aiuole sono attraversate da tubi sotterranei di drenaggio del diametro 10 cm. Questi sono avvolti in tessuto non tessuto e posti alla base delle pareti su uno strato di ghiaia di 10 cm, poi coperti con altri 10 cm di ghiaia e poi finalmente con almeno 30 cm di terra preparata.

Terra argillosa prima del trattamento

La terra argillosa è stata trasformata con una miscela di 50% terra, 20% letame, 10% ghiaia piccola, 10% sabbia grossa di fiume e il 10% composto di giardino.

La terra dopo il trattamento

Il letame pastorizzato è un misto di cavallo e di mucca, anche se a quanto pare il letame di cavallo è preferibile. La terra arriva a un pH 5,5 - 6.5. Ad eccezione delle rose, che sono concimate con stallatico ogni anno, Adelmo non usa né fertilizzanti né acqua.

Dopo un piacevole pranzo sulla terrazza della Fattoria Pulcino a Montepulciano, siamo andati al giardino suggestivo di Stephen e Susan Kiviat. Qui avevano inizialmente piantato tutte le solite piante grigie in stile classico toscano, ma le hanno perse tre volte a causa del drenaggio insufficiente. Adelmo ha fatto il trattamento della terra e messo a dimora le piante, selezionate di lui stesso, nell'autunno del 2013 e il giardino sembra già completamente stabilito.

Adelmo con il gruppo nel giardino grigio

Aprile 2014
Tour dei giardini della Sicilia dell’est, Taormina (ME)

"A Taormina si trova tutto ciò che sembra creato sulla terra per sedurre gli occhi, la mente e l'immaginazione." Con le parole di Guy de Maupassant in mente, la MGS Italia ha scelto Taormina come base da cui partire per esplorare i giardini della Sicilia orientale.

Il nostro tour leader era Clare Littlewood, autrice di “Giardini di Sicilia” e residente nell’isola da lungo periodo.

Il programma è cominciato all’ Orto Botanico di Catania dove si trova una collezione interessante di piante autoctone di Sicilia in mostra nel loro habitat naturale (Hortus Siculus).

Al tramonto, abbiamo preso un aperitivo nei giardini monastici del San Domenico Palace Hotel che offrono una magnifica vista dell'Etna.  Da questo luogo incantato, DH Lawrence scrisse dell'Etna: "lei traccia una lunga, magica, linea flessibile dalla riva del mare al suo cono smussato ... Remota sotto il cielo, in disparte, così vicina, eppure sempre con noi ... "

Vista dal Hotel Villa Schuler con Etna sullo sfondo (Disegno fatto dal socio Jaques Thompson)

Il secondo giorno è cominciato con una visita alla Villa Paradiso - nome appropriato - dove Giulia Gravina ha creato un giardino mediterraneo tra le effusioni laviche da un vulcano estinto, con vista del Golfo di Catania. Nella merenda offertaci, da ricordare in particolare gli squisiti kumquat caramellati, fatti da Giulia in casa.

Effusioni laviche alla Villa Paradiso

Poi abbiamo visitato la tenuta della Villa Trinità. Qui il giardino è stato ‘persuaso’ a crescere, pur nella lava dove è ubicato, dalla passione e dagli sforzi dell’ultimo di otto generazioni di proprietari, il Barone Salvatore Bonajuto. Qui si trova anche un sistema antica di origine Araba di canali di irrigazione o saie.

Nel pomeriggio Valeria Ciancio, giardiniera appassionata, ci ha ricevuto nel privatissimo giardino circostante la sua villa ottocentesca. Un aranceto originale si accosta a un esteso giardino naturalistico arricchito di un vasto assortimento di piante con angoli remoti dove i suoi numerosi nipotini amano giocare e nascondersi.  

Una vista sull’Etna dall’ Hotel Schuler, Taormina, raffigurata in un dipinto su piastrelle

Nella vicinanza si trova Le Stanze in Fiore, dove Rossella Pezzino de Geronimo ha creato il suo giardino di ‘stanze’ interconnesse sulle terrazze che circondano la villa neo-classica. L’ambiente, ispirato dalla esperienza di vita di Rosella, era sorprendentemente tranquillo e privato pur essendo inserito nelle prime vicinanze di Catania.

Il terzo giorno il programma prevedeva tre gite opzionali  (Etna, Taormina storica, o la mostra mercato di fiori Ciuri Ciuri), seguite da una visita a Casa Cuseni. Questa villa e il giardino di stile ‘Arts e Crafts’ furono costruiti dall’inglese Robert Kitson nel 1905 e sono stati curati poi con amore per oltre 50 anni dalla nipote Daphne Phelps, fino alla sua morte nel 2005; ora è monumento nazionale.  

Il quarto giorno abbiamo visitato la tenuta privata e il giardino di San Giuliano, proprietà dei Marchesi Paternò Castello di San Giuliano per oltre 800 anni. Il giardino è curato da Rachel Lamb che ci ha accompagnato nella visita soffermandosi in particolare nello stupendo ‘percorso del pompelmo’ e nella ricca collezione di cactus.

"Il percorso del pompelmo" at San Giuliano

L’ultima tappa era a Lentini, dove la Principessa Maria Carla Borghese ci ha accolto nel suo delizioso “giardino che non c’era”. Il Giardino del Biviere, infatti, è stato trasformato dalla Principessa, a partire dagli anni sessanta, da un lago drenato a un esotico e rigoglioso giardino.

Marzo 2014
Lezione di sementi e una visita ai giardini dei soci, Lariano (RM)


Chantal Guiraud, l’esperta che gestisce il servizio per lo scambio delle sementi per MGS, è venuta dalla Francia per una conferenza sul tema della raccolta delle sementi, la loro conservazione e classificazione prima del momento opportuno per la semina. Ci ha spiegato come i semi sono diversi per dimensione, struttura e requisiti, ha esaminato i vari terricci, illustrato l’utilizzo di vasi di diverse forme e dimensioni, e ci ha dato pratici consigli per la immediata assistenza delle sementi appena piantate.

Chantal Guiraud, che gestisce il servizio per lo scambio delle Sementi MGS

Questo evento è stato ospitato dalla nostra socia Dorisanne Hernderon Angro che alla fine della presentazione ci ha accompagnato a visitare il suo delizioso e ben curato giardino sotto il sole primaverile. Dopo una colazione preparata da lei, siamo andati a trovare, nella campagna al sud di Velletri, un’altra socia, Keay Burton-Pierconti. Il suo giardino è da assaporare: sviluppato nel arco di vent’anni intorno a ulivi e alberi da frutto preesistenti, il giardino ha un’aria proprio naturale ed è volutamente un po’ disordinato!

Chantal e il socio Brent Larson

Per un resoconto degli eventi negli anni precedenti (in inglese) e foto cliccare qui.