Mediterranean Garden Society

Associazione Giardino Mediterraneo

Eventi

Prossimamente in programma

Mercoledì e giovedì 19-20 settembre, Roma e Caserta
Visita guidata ai giardini di Palazzo Reale La Reggia di Caserta
Primo giorno cena facoltativa a Roma. Secondo giorno partenza di prima mattina in pullman per Caserta con ritorno entro le 19.30. Tutti i dettagli a seguire.

Mercoledì 10 ottobre 2016, Bagno a Ripoli, FI
Riunione annuale della filiale italiana (BAM) e scambio di piante
La socia Jane Sacchi ospita l'evento di quest'anno. Ha costruito un rigoglioso giardino intorno alla sua proprietà medievale situata a 12 km a sud di Firenze. Oltre all'incontro annuale e alla vendita di piante sarà invitato un oratore esterno. Tutti i dettagli seguiranno.

Annual General Meeting (AGM) della Mediterranean Garden Society
Pre AGM tour: da sabato 20 ottobre a martedì 23 ottobre, Maiorca
Il tour includerà visite ai giardini storici di antiche case risalenti all'epoca araba e un programma di visite a molti giardini privati di stili contrastanti, dal cottage garden all'ultra-contemporaneo. Il tour culminerà con la visita all'iconico giardino della nostra ex presidente e decana del giardinaggio mediterraneo, Heidi Gildemeister.

Main Tour: da giovedì 25 ottobre a domenica 28 ottobre 2018, Alicante
I soci partecipanti avranno base ad Alicante e il programma di eventi includerà visite in tre regioni distinte della provincia. Primo giorno: visite a giardini pubblici e privati nella pianura fertile a sud della città. Secondo giorno: visite a giardini pubblici moderni e storici nell'entroterra montuoso della provincia. Terzo giorno, una passeggiata panoramica lungo la costa a nord di Alicante porterà al Giardino Albarda dove si terrà l'Assemblea Generale.

Post Tour AGM: Giardini di Valencia, da lunedì 29 ottobre a mercoledì 31 ottobre
Una fantastica opportunità di vedere alcuni dei migliori giardini, vecchi e nuovi, nella città di
Valencia.

Prenotazioni: all'inizio dell'estate tramite il sito web della MGS.

Eventi passati   2016   2015    2014

Maggio 2018
Assisi: Sulle orme di San Francesco

Abbiamo iniziato con una visita guidata al vivaio specializzato "Quando Fioriranno Le Rose" ambientato nello splendido scenario di Assisi. 

Roseto con Assisi come sottofondo

Il nome del vivaio deriva da una storia su San Francesco: andò a visitare Santa Chiara nel suo convento nella città di Assisi durante l'inverno con la neve sul terreno. Al momento di partire, lei gli chiese quando sarebbe tornato. La sua risposta fu "Quando fioriranno le rose", e nello stesso momento le rose crebbero dalla neve e sbocciarono e Santa Chiara ne raccolse un mazzo che gli presentò.

Rosa ‘Lady of the Lake’, Rambler

Gestito a partire dal 2011 dalla ideatrice la Signora Paola Bianchi e da suo marito Fabio (fotografo professionista da 30 anni), il vivaio propone una vasta selezione di rose inglesi e antiche, inimitabili per raffinatezza, per sfumature di colori e per le intense fragranze.  La nostra visita guidata è stata un modo splendido di sviluppare la nostra conoscenza sulle rose in un ambiente idilliaco.

Poi ci siamo spostati al Bosco di San Francesco. Mentre la Basilica di San Francesco è senza dubbio una delle maggiori attrazioni di Assisi, pochi conoscono o si avventurano lungo sentieri e boschi vicini dove Francesco e i suoi frati camminavano nella natura dedicandosi alla contemplazione.

Monastero di Santa Croce

Dopo un light lunch nell’Osteria Del Mulino abbiamo visitato, accompagnati da una gentilissima guida, il giardino attorno al complesso del monastero di Santa Croce, e l’adiacente parco boschivo recentemente restaurato dal FAI. Ha concluso la giornata una conferenza sulla cucina tradizionale Umbra fino dai tempi delle suore benedettine che gestivano questo ospizio ancora prima di San Francesco.

Gruppo nel giardino di Santa Croce

Aprile 2018
Visita al Parco Nazionale del Circeo

Ci sono voluti più di 2400 anni per creare quello che è noto come Agro Pontino, la fertile pianura alluvionale e agricola appena al sud di Roma. Sporadici tentativi di bonificare le preesistenti paludi si ricordano fino dal 400 a.C. a opera dei Volsci una tribù rivale di Roma per centinaia di anni. Fu poi la volta dei romani che costruirono la via Appia attraverso le paludi verso Brindisi nel 312 a.C. Successivamente diversi imperatori e papi tentarono inutilmente di bonificare le paludi ma solo il governo di Mussolini nel 1928 riuscì a portare a termine una totale opera di bonifica, eliminando la malaria, disboscando la folta vegetazione delle paludi e insediando nella vasta piana agricola così formatasi centinaia di famiglie di contadini provenienti dal nord-est d’Italia.

L’unica vegetazione originaria di questa area rimane nel comprensorio del Parco Nazionale del Circeo che è stato la meta della visita in aprile della nostra filiale.

Il parco si compone di diversi e distinti ecosistemi. Il promontorio del Circeo si eleva fino a 541m per poi precipitare drammaticamente sul mare. Il versante a nord è coperto da dense foreste di carpino nero, leccio e roverella punteggiate dalle bianche fioriture dell’orniello. Alla base si estendevano vaste foreste di querce da sughero oggi ridotte a pochi esemplari. Nel versante a sud le temperature più elevate e l’aridità del terreno hanno favorito la classica macchia mediterranea: lentisco, mirto, corbezzolo e alaterno nelle zone più alte e palma nana e euforbia più giù.

Sulla punta più occidentale del promontorio immerso in una lussureggiante vegetazione si trova il bell’Hotel Punta Rossa dove il gruppo dei partecipanti si è incontrato e nel quale ha soggiornato per la notte. I partecipanti sono stati accolti da Maria Teresa Lombardi, garden designer, che ha presentato due bellissimi vasi di fiori provenienti dal suo giardino (che purtroppo non abbiamo potuto visitare essendo in fase di ristrutturazione). Un vaso era composto da un delizioso accostamento di blu, viola e rosa con fiori di tipo Polygonun capitata, Dianella tasmanica, and Dietes iriodes mentre l’altro era riempito dai fiori giallo tenue della Clivia citrinia. Sempre dal suo giardino Maria Teresa aveva portato un lungo ramo di Woodwardia radicans invitando i partecipanti a portarne a casa dei rametti per riproduzione. Siamo poi scesi con lei attraverso le scoscese terrazze del giardino dell’Hotel, creato da Alessandra Venuti Battaglia, fino ai bordi rocciosi del mare. Il giardino è la testimonianza della sua passione per le piante mediterranee native e per tante specie esotiche come Brunfelsia e Plumeria.

Il giardino dell’Hotel Punta Rossa

Il giorno seguente, accompagnati da una guida molto competente, abbiamo visitato le rovine della Villa di Domiziano del 1° secolo d.C., particolarmente interessante per il complesso termale, l’acquedotto e la grande cisterna. La Villa è situata all’interno di una foresta ai bordi del Lago Paola. Durante la passeggiata per raggiungere la Villa, e poi ritornare al limitare della foresta, abbiamo ammirato numerose piante autoctone e fioriture spontanee come Leopoldia muscari; Umbilicus ruprestris e Serapias lingua.

La passeggiata nella foresta per raggiungere la Villa di Domiziano

Umbilicus rupestris

Cyclamen repandum

Nel pomeriggio ci siamo spostati, sempre accompagnati dalla nostra guida, verso il mare per ammirare le imponenti dune a ridosso della spiaggia a nord del promontorio del Circeo. Queste dune sono un habitat naturale per conigli selvatici, volpi e istrici che si nutrono delle bacche del Juniperus oxycedrus macrocarpa. Tra i suoi massicci cespugli abbiamo potuto ammirare Pancratium maritimum, Euphorbia paralias, Helychrysum stoechas and Erica multiflora. Giunti alla spiaggia abbiamo trovato anche un egagropilo, una sfera rotonda composta dalla pianta Posidonia oceanica secca.

Dune con il promontorio del Circeo sullo sfondo

Composto di mare con Egagropilo da Erba di Nettuno

La nostra ultima tappa per la giornata è stata Torre Paola, una delle cinque torri di avvistamento dei pirati saraceni che punteggiano la costa del promontorio. Qui abbiamo potuto ammirare alcune specie di piante che crescono sui arenili come Crithmum maritimum, Glaucium flavum and Senecio leucanthemifolius.

Questa visita al Parco Nazionale del Circeo che offre variati e affascinanti paesaggi naturali e notevoli siti archeologici ha pienamente soddisfatto tutti i partecipanti.

Ottobre 2017
Giardini della Provincia di Siena

La vendita di piante e l’Assemblea Annuale della MGS Italia sono state il punto di partenza per una visita di due giorni nella provincia di Siena durante la quale i partecipanti hanno potuto visitare tre bellissimi giardini privati (due di quali appartenenti a nostri soci) e trascorrere piacevolmente del tempo insieme. Per il pernottamento è stata scelta una tipica fattoria toscana: la Fattoria del Colle a Trequanda.
La riunione per l’assemblea annuale è stata ospitata dal nostro socio MGS John Werich a Poggio all'Olmo. La casa e il giardino, ristrutturati in modo molto sapiente, sono completamente circondati da boschi nei quali sono stati raccolti i funghi porcini usati per preparare una delle pietanza del nostro pranzo delizioso.

Poi verso sera abbiamo proseguito per la Fattoria Del Colle, una bella azienda vinicola e olivicola situata nel panorama mozzafiato della Val D'Orcia. Donatella Cinelli e il suo team di collaboratrici   producono una vasta selezione di vini premiati, alcuni di quali abbiamo assaggiato durante la degustazione che ha preceduto una cena tipicamente toscana.

L’indomani abbiamo proseguito per il Bosco della Ragnaia, un parco boschivo e un giardino creato dall'artista americano Sheppard Craige (anche lui socio della MGS) a San Giovanni d'Asso. Anche se alcune parti sembrano antiche, il Bosco è un'opera contemporanea che ha avuto inizio nel 1996 e continua di svilupparsi ancora oggi. Il giardino è un'opera d'arte assolutamente unica: i suoi boschi e le radure ospitano sculture che inducono i visitatori a considerare tre temi universali di incertezza, natura e tempo.

Il Bosco è aperto al pubblico gratuitamente tutti i giorni (chiuso in Agosto) perché non fare un salto la prossima volta che si passa di li?

La nostra ultima visita è stata a Villa Treci, abitazione di Adelmo Borlesi, architetto e progettista di giardini, e su moglie Cinzia Sorlini. Il terreno di tre ettari ai piedi della villa, inizialmente incolto e infestato dai rovi, è stato gradualmente trasformato in un bellissimo giardino a basso consumo idrico.

Di particolare interesse è la nuova aiuola di 150 metri con circa 8.000 erbe ornamentali, perenni e bulbi resistenti alla siccità, creata con Enrico Carlon del vivaio Strano Ma Verde. Affascinante anche è il lago naturale che convoglia la fuoriuscita di acqua piovana dal giardino e contiene numerose piante acquatiche.

Giugno 2017
Toscani Giardini

Nel delizioso paesaggio collinare della Maremma vicino a Capalbio (GR) abbiamo visitato tre interessantissimi giardini tutti a pochi passi l'uno dall'altro.

Botanical Dry Garden©
Dal 2008 Luca e Roberta Agostini hanno trasformato il loro vivaio tradizionale in uno specializzato in piante per giardini aridi. Il loro giardino di dimostrazione, creato con coraggio e passione, si estende su 4 ettari e ospita oltre 1500 specie e varietà di piante adattate a sopravvivere nel clima mediterraneo senza irrigazione. La dimensione e la creatività sono molto stimolanti è istruttive.

Uno scorcio del giardino

Esempi di molte varietà di piante per scopi specifici sono stati esposti, come il topiario resistente alla siccità.

Almeno venti tipi di piante per l’arte topiaria

Eravamo sbalorditi dal ‘prato’ di Phyla nodiflora usato per tutti vialetti nel vivaio, che non richiede irrigazione.

Phyla nodiflora usata come un prato

Il Giardino La Ferreira
La Contessa Giuppi Pietromarchi, giardiniera e autrice di tre libri di giardinaggio, ci ha ospitato per un
pranzo nel suo giardino. La sua passione, per cui è particolarmente rinomata, sono le rose che riesce a coltivare bene pur nella calda e ventosa Maremma e il suo giardino vanta oltre 100 varietà di rose noisette e cinensis. Ci erano molte altre piante da ammirare, alcune portate in Italia nel corso degli anni trascorsi all'estero come la moglie di un diplomatico da luoghi come Egitto, Marocco e Cile. Eravamo rimasti schioccati quando abbiamo saputo che non c’era pioggia lì da oltre un anno e che a dicembre e ad aprile la temperatura ha sceso a cinque gradi sotto zero, in una zona dove di solito il clima è temperato. Inoltre, la contessa era amica di Niki de Saint Phalle e ci raccontò alcuni aneddoti sull'artista e la costruzione del Giardino dei Tarocchi che abbiamo visitato dopo pranzo.

Il Giardino dei Tarrocchi
L’ultima visita della giornata era riservata all’Giardino Dei Tarocchi creato dell'artista franco-americana Niki de Saint Phalle.  Lungo la strada si intravedono tra gli alberi le sculture monumentali di colori vivaci, ma niente ti prepara per l’impatto che ne ricevi quando le vedi da vicino.

Le grandi statue furono costruite durante un periodo di 17 anni. Niki, lavorando in collaborazione con artisti locali e internazionali, fabbricava personalmente i telai in acciaio che venivano poi ricoperti da cemento e infine rivestiti con specchi, vetri colorati e ceramiche. Le forme sono fantasiose, la scala è monumentale, i colori sono caleidoscopici e le infinità dei decori è molto stimolante.

L’Imperatrice

Tra le sculture più rappresentative del complesso sicuramente è l'Imperatrice, gigantesca statua all'interno della quale Niki de Saint Phalle ha anche abitato per lunghi periodi durante i lavori. Questa gigantesca scultura al suo interno ospita una stanza da letto, un soggiorno, una cucina e un bagno con pareti interamente rivestite da migliaia di frammenti di specchi veneziani. Enorme ed opulenta, con il corpo esageratamente formoso rivestito di una fantasmagoria di ceramiche, questa statua incarna forse meglio di qualsiasi altra scultura lo stile adottato dall'artista.

L’interno della statua L’Imperatrice

L’artista riteneva questa colossale opera l'espressione del lavoro della sua vita ed è veramente un posto magico da visitare.

Maggio 2017
Giardini di Piemonte

Durante il nostro recente tour in Piemonte abbiamo avuto la possibilità di ammirare bellissimi paesaggi, parchi famosi e diversi giardini privati disegnati da rinomati architetti.

Il PRIMO GIORNO, lasciato l’aeroporto di Torino - luogo di incontro - ci siamo diretti verso il vivaio collinare di Anna Peyron che ha impostato e coltivato con passione una incredibile collezione di rose. Sua figlia Saskia, preferendo le ortensie e le clematidi, ne ha creato un’altrettanta importante collezione. La loro filosofia è di consentire ai clienti, prima di effettuare i loro acquisti, di ammirare le piante adulte nel contesto del loro vasto giardino. Ciò ci ha permesso di ammirare la fioritura di alcune piante veramente speciali.

Vivaio Peyron

Ci siamo poi diretti verso il Santuario di Oropa, patrimonio Unesco, che è il più importante e vasto Santuario Mariano di tutte le Alpi e nella cui foresteria abbiamo trascorso la prima notte. Dall’imponente complesso monumentale, attorniato da altrettanto imponenti montagne, si accede alla incontaminata natura della Riserva Naturale del Sacro Monte e al contiguo giardino botanico. Abbiamo visitato questo giardino che è gestito dal WWF e che ospita circa 500 specie e varietà di piante. La buona disposizione del giardino, pure in un’area ristretta, consente di ammirare tutti gli esemplari della flora spontanea della Riserva e include un grazioso giardino roccioso e un bosco di faggi. La stagione della fioritura delle bulbose era purtroppo passata ed era troppo presto per la fioritura estiva, ma abbiamo trascorso una piacevole ora nel sole del tramonto.

Santuario d’Oropa

Il SECONDO GIORNO, dopo un breve tragitto in autobus, abbiamo visitato il Parco Burcina Felice Piacenza. A partire dal 1850, prima Giovanni e poi il figlio Felice Piacenza, facoltosi imprenditori lanieri, hanno trasformato i 57 ettari della collina sovrastante la fabbrica originaria in uno splendido parco-giardino dove piante esotiche e native coesistono in perfetta armonia. Oggi l’attrazione principale del Parco è la fioritura dei rododendri che si estendono per due ettari attorniati dai boschi originari di faggi, castagni, aceri, frassini, querce e betulle. Una visione incantevole! La nostra deliziosa guida è stata Guido Piacenza, nipote di Felice, che continua la tradizione e la visione della famiglia.

Parco Burcina

Successivamente abbiamo percorso la Strada Panoramica Zegna costruita nel 1938 da Ermenegildo Zegna, fondatore della nota casa di moda maschile, come parte integrante della sua visione filantropica di creare benessere e salute per il suo paese natale Trivero e per quelli circostanti. Per arricchire il suo progetto Zegna mise a dimora più di 500.000 conifere e rododendri che si possono ammirare dalla Strada Panoramica. Al ritorno, guidati da Laura Zegna, discendente di quarta generazione da Ermenegildo, abbiamo visitato il delizioso giardino circostante la casa dei suoi genitori. Il giardino lussureggiante, disegnato da Pietro Porcinai (Firenze 1910-1986) uno dei più celebri architetti paesaggisti del secolo scorso, si adagia sulla collina antistante la casa integrandosi in perfetta armonia con il paesaggio. Molto particolare, sempre disegnato da Porcinai, il giardino d’inverno con ampie vetrate e pareti di sughero.

Il primo giardino visitato il TERZO GIORNO è stato quello della Tenuta Spinola Banna, una delle più belle dimore della pianura piemontese, arricchita da un imponente castello. Per arrivarvi si attraversano distese di campi coltivati, ma una volta giunti all’interno della tenuta, ci si trova in un mondo fatato. L’incantevole giardino è stato restaurato e ridisegnato negli anni novanta dal più rinomato architetto paesaggista italiano vivente, autore inoltre di libri di giardinaggio, Paolo Pejrone. Incoraggiato da Porcinai, Pejrone si è formato ispirandosi a due tra i più grandi giardinieri del ventesimo secolo: Russell Page e Robert Burle Marx. Questo giardino si articola in sette ampie stanze a cielo aperto che si affacciano su quattro laghetti. In questa stagione abbondano rose, glicini, peonie e iris.

Lago di Tenuta Spinola Banna

La visita successiva è stata dedicata al giardino privato di Villa Peyrani: in un esteso parco abbiamo ammirato questo bellissimo giardino, disegnato in parte ancora da Paolo Peyrone e curato amorevolmente dalla proprietaria, caratterizzato da un orto e frutteto fiorito, un bellissimo roseto e diversi zone piantate con creatività.

Pergola a Villa Peyrani

Nel pomeriggio, a Saluzzo, ci attendeva Domenico Montevecchi proprietario e creatore del Giardino Botanico di Villa Bricherasio. Frutticoltore di professione, Domenico con passione ed esperienza ha incoraggiato a convivere e svilupparsi piante provenienti da tre differenti zone fitoclimatiche: mediterranea, temperata e continentale. Rigogliose bordure in stile inglese fiancheggiano i vialetti che conducono alla visita delle innumerevoli piante che arricchiscono questo fantastico giardino botanico.

Villa Bricherasio

L’ultima visita, il QUARTO GIORNO, è stata dedicata ai giardini privati di Paolo Pejrone: Bramafan.
Inerpicati sulla collina che domina Revello, e solcati da gole profonde, appaiono come una verde foresta rigogliosa con una meravigliosa collezione di piante che evidenziano l’amore di questo famoso architetto paesaggista per la botanica. Abbiamo ammirato in particolare Rose – ‘Iceberg’, ‘Sugar Moon’ e ‘Alberic Barbier’ – Cistus × purpureus‘Alan Fradd’, Silene coronaria ‘Alba’ (syn. Lychnis coronaria ‘Alba’), Davida involucrata, Punica granatum ‘Alba’. Ancora il bianco in una foresta di magnolie creata dall’architetto che comprende M. delavayi, M. tripetala, M. ‘Maryland’ e M. macrophylla l’ultima dai giganteschi scintillanti fiori bianchi che spiccano nel verde intenso delle foglie.

L‘Architetto Pejrone, che ci ha guidato nella visita, si è poi soffermato con noi durante il successivo rinfresco e ci ha esposto i suoi pensieri in tema di disegno e coltivazione dei giardini. Semplicità nel disegno e anarchia tra le piante sono le parole d’ordine di questo piacevolissimo gentiluomo, ospitale e alla mano che attribuisce alla sua umiltà l’avere raggiunto il successo relativamente tardi nella sua vita. Ci ha detto salutando che il suo giardino è un luogo per fare contente le piante ma sicuramente molto contenti se ne escono i visitatori!

Aprile 2017
Giardini di Roma

In esclusiva per i soci di MGS si è svolta a Roma e dintorni una visita guidata di 3 giorni per ammirare alcuni tra i più belli e famosi giardini.
 
Primo giorno: Castel Gandolfo
La cittadina, nota soprattutto come residenza estiva dei Papi, si affaccia sul lago Albano. Qui, dopo aver pranzato in un ristorante sul lago, abbiamo visitato il giardino di Villa Barberini, annessa alle pertinenze della S. Sede in Castel Gandolfo dal 1929 con i Patti Lateranensi. I giardini, molto curati, costituiscono il cuore verde delle ville pontificie ed incantano per le meraviglie naturalistiche, botaniche ed archeologiche: sono infatti ben visibili diversi resti della villa dell’imperatore Diocleziano. Abbiamo ammirato il giardino delle magnolie, il viale delle rose, il viale delle erbe aromatiche e quello dei Ninfei, il Piazzale dei Lecci ed il giardino del Belvedere

Villa Barberini

Secondo giorno: Roma - alla mattina i Giardini Vaticani Città del Vaticano e nel pomeriggio Villa Medici
I giardini Vaticani occupano circa due terzi della superficie dello Stato del Vaticano e si estendono da sud a nord-ovest del piccolo Stato. Grazie all’intervento della nostra guida siamo riusciti ad evitare la folla e la lunga coda all’ingresso ed entrare direttamente nei giardini, una vera oasi di pace e magnificenza. Essi sono luogo di riposo e meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando papa Niccolò III riportò la sede papale dal Laterano al Vaticano e fece impiantare un frutteto (pomerium), un prato (pratellum) e un vero e proprio giardino (viridarium).  Ma il periodo di maggiore sviluppo architettonico dei giardini è tra i cinquecento e il seicento, quando vi lavorarono architetti, pittori, scultori e incisori famosi. Innumerevoli sono infatti le fontane (fontana della Galera e fontana dell’Aquila), e oltre alle Mura, alle Casine e ai giochi d’acqua, abbiamo ammirato tempietti, santuari e grotte dedicate alla Madonna.  A fare da sfondo a tutti questi importanti simboli della storia e della fede è la natura. I giardini, composti di varie zone (Giardino all’Italiana, Giardino all’inglese, Orto del Papa) sono anche sede di uffici statali, come il palazzo del Governatorato e il Tribunale di Stato, la Radio Vaticana e la Stazione ferroviaria.

Giardini del Vaticano

Dopo pranzo ci siamo diretti verso Villa Medici, la più panoramica tra le residenze patrizie entro le mura. E’ situata sul Pincio, colle romano conosciuto in epoca imperiale come colli horticolorum per la presenza di splendidi giardini, fra cui quelli di Lucullo, Sallustio e Domiziano. Nel 1576 il cardinale Ferdinando dei Medici acquistò ampliò e abbellì la villa, già precedentemente trasformata per volere del cardinale Ricci da Montepulciano, costruendo sul lato destro la galleria delle statue. Questa preziosa collezione archeologica rese il giardino meta di molti visitatori e ben presto, il più ammirato dell’Urbe. Il giardino occupa una superficie di 7 ettari. Un lungo viale costeggia il terrapieno, al di sopra del quale è situato il boschetto dei lecci, prosegue nell’arioso parterre antistante la dimora, per terminare davanti alla statua della dea Roma, situata nel vasto giardino rettangolare. Quest’ultima area è suddivisa in 16 aiuole quadrate, cinte da siepi di alloro e di bosso e ornate con lecci, pini e cipressi. E’ percorsa da una serie di vialetti rettilinei che si intersecano perpendicolarmente, formando una specie di labirintico corridoio. Ad ogni incrocio si ammirano statue e busti di marmo. 6 aiuole racchiuse da siepi di bosso circondano la fontana dei Delfini formando il parterre antistante la facciata secondaria, ancor oggi abbellita da bassorilievi del 500.
La villa rimase di proprietà della famiglia Medici fino al 1803, quando fu venduta alla Francia per ospitarvi la sede dell’Académie Française.

Villa Medici

Terzo giorno: Alla mattina - i Giardini segreti di Villa Borghese e il Giardino di Palazzo Colonna
Il Giardino segreto, derivazione diretta dell’Hortus conclusus medievale, è una costante nelle ville rinascimentali e barocche, Villa Borghese aveva 3 giardini segreti, realizzati nel 600, allineati lungo i lati minori del Casino nobile (quello che ospita il Museo). Il Giardino Vecchio dedicato ai fiori e agli agrumi, conteneva oltre a piante medicinali e coronarie, un’esposizione di vasi di limoni, aranci e cedri posti su piedistalli. Il secondo, il giardino dell’Uccelliera, nato per esporre le bulbose da fiori esotici di moda all’epoca, è un giardino di gran pregio. L’impianto evoca le mode orticole del 600 con bulbose da fiore: il tulipano, il giacinto orientale, il ranuncolo asiatico, l’anemone e piante di ananas, nuovo oggetto di culto, importato dalle Americhe. Il giardino della Meridiana, giardino dei fiori, riprende forme geometriche caratteristiche del periodo e pone l’accento sul carattere scenografico del giardino all’interno del quale era posto il “teatro dei fiori”, una struttura a scalini dove venivano esposti vasi di fiori esotici per essere comodamente osservati dai visitatori.
Oggi i Giardini segreti di Villa Borghese si presentano in maniera molto diversa rispetto agli originali del 600. Mancano le mura protettive che ricreavano il medievale Hortus conclusus: giardino chiuso, dove germogliavano i prodotti più ricercati, pregiati e squisiti della terra. La manutenzione, affidata al Comune, risente della mancanza di fondi e risulta spesso trascurata, ma la nostra brava guida, il capo giardiniere, ci ha mostrato con competenza la grande quantità di piante e fiori progettate per ricreare gli stessi effetti come in passato. L’Iris germanica e la Drimia maritima, (Scilla maritima), erano ancora in fiore e un paio di settimane prima avremmo potuto ammirare fino a 250 varietà di narcisi e tulipani. Dietro la villa abbiamo visitato il Parco dei Daini con lunghi viali di leccio, dedicato alla caccia. Infine nella valle del Graziano, un rigoglioso bosco, abbiamo visto i platani più antichi di Roma: magnifici esemplari di Platanus orientalis, originario dell’Europa meridionale, alberi che hanno 600 anni.

Villa Borghese

La visita al giardino di Palazzo Colonna al Quirinale ha chiuso il nostro itinerario romano. Questa è una delle ville più antiche e grandi di Roma risalente al XII secolo. Il suo magnifico giardino è stato continuamente sviluppato e arricchito nei secoli dalla famiglia Colonna, che ancora vi risiede stabilmente da otto secoli. Il giardino si compone di tre grandi terrazzamenti che colmano il dislivello tra Via della Pilotta, su cui sorge il palazzo e il piazzale del Quirinale.  Al primo livello. quello inferiore, si trova un giardino all’italiana, con siepi di mirto e bosso che delimitano le aiuole. Per risalire la pendenza si salgono due scalinate tra le quali scorre l’acqua proveniente dal secondo livello del giardino e che crea giochi d’acqua tra statue e teste di antichi personaggi.  Al secondo livello si trova un ninfeo con mosaici che rappresentano i simboli araldici del Casato. Al terzo livello, dalla terrazza panoramica del giardino, si può ammirare tutta la città. Ritornati all’interno del palazzo abbiamo infine visitato la magnifica Galleria Colonna, autentico gioiello del barocco romano.

Palazzo Colonna al Quirinale