Mediterranean Garden Society
Associazione Giardino Mediterraneo

Eventi

La foto in alto di questa pagina mostra il Piano Grande in Umbria, un grande altopiano pieno di fiori selvatici circondato dal vasto anfiteatro dei monti Sibillini a 1.500 metri sul livello del mare. A giugno vediamo la cosiddetta "infiorata": prati brillanti con i colori delle colture, tra cui le famose lenticchie di Castelluccio. I campi sono fioriti anche nel 2017 dopo un devastante terremoto che ha distrutto Castellucio e bloccato le strade che portano all'altopiano.

Prossimamente in programma

Mercoledì 12 giugno - via Zoom ore 18 (CET - Roma)
Robin Lane Fox, giardiniere, scrittore, editorialista del Financial Times, Regno Unito
Essiccamento: io e i miei giardini

Robin Lane Fox

Robin Lane Fox è un classicista inglese, studioso di storia antica e scrittore di giardinaggio. I suoi libri includono Alessandro Magno, Eroi in viaggio e Storia del mondo classico, oltre a molti altri tra cui due titoli di giardinaggio: Variazioni su un giardino e Giardinaggio contemplativo. Dal 1970 scrive una rubrica settimanale di giardinaggio per il Financial Times. Robin è Emeritus Fellow del New College, Università di Oxford e Garden Fellow responsabile dei giardini che attirano fino a 75.000 visitatori all'anno. Il suo giardino di due acri si trova nelle Cotswolds. Robin terrà un discorso piuttosto che una presentazione che senza dubbio sarà altrettanto istruttiva e divertente quanto la sua amata rubrica settimanale.

2024 Zoom Programma
(Le riunioni su Zoom si svolgono il secondo mercoledì del mese alle 18:00 CET, salvo diversa indicazione.)

Luglio
Eleftherios Dariotis (Liberto Dario), Plantsman and Nursery Owner, Greece 
“Plant Hunter Tales”

Settembre
Sergio Cummitini & Mario Faro, Piante Faro Sicily, Italy
Radicepura Garden Festival

Ottobre
No Zoom. MGS international meeting takes place in Adelaide.

Novembre 
Luciano Giubbilei, Landscape and Garden Designer, UK
“The Field: a gardening journey in Majorca”

Dicembre 
Daniel Hinkley, Writer, Lecturer, Explorer, Nurseryman, Garden maker, US
“The Flora and Gardens of Chile”

Eventi passati   2016   2015   2014

Maggio 2024 - Lazio
Giardini del Lago di Bolsena
Non era passata neanche un’ora dal mio rientro a casa dalla gita MGS al Lago di Bolsena che, armata con i miei guanti da giardinaggio, ero già a tirare su erbacce alla velocità della luce. Non c’è niente come una gita MGS che riesca a farmi fare il pieno di energie.

La gita è stata un’ispirazione. Bellissimi giardini, una visita a un palazzo principesco accompagnati dal principe in persona e una gita in barca sino all’isola Bisentina situata al centro del lago di Bolsena, il tutto meravigliosamente organizzato da Carol Smith.

Ci siamo incontrati all’ingresso del giardino di un famoso artista inglese e sua moglie Maura, e da qui la nostra visita è iniziata entrando per un bellissimo e romantico cortile ricco di profumate … rose bianche.

Il giardino amorevolmente curato (Carol Smith)

Il giardino progettato da Stuart Barfoot è amorevolmente curato dai proprietari.

L’uso combinato di composto residuale della coltivazione di funghi, di composto fatto in casa e di frequenti spruzzate di fertilizzante naturale, su un terreno vulcanico già ricco di per sé, si traduceva in una esplosione di rose, deutzia, clematide e molte altre specie. Una rosa rampicante Rambling Rector, grande quanto un piccolo appartamento londinese ospitava un rave party di insetti impollinatori. Maestose querce di età e saggezza considerevole sovrastavano i giovani ma vigorosi alberi di ciliegio da fiore, Cornus kousa e molti altri. Un paradiso per tutte le 600 specie di piante ospitate nel giardino.

Il nostro gruppo (Angela Durnford)

Ho apprezzato tantissimo la decisione di lasciare aree di fiori spontanei con in mezzo dei sinuosi passaggi da poco decespugliati per vagare ed esplorare i quattro giardini incastonati nel verde lussureggiante.

La nostra sosta successiva è stata la visita ad uno dei più accogliente palazzi che io abbia mai visitato. Palazzo del Drago, situato al centro della storica cittadina di Bolsena, con le sue stanze piene di affreschi, quadri, arazzi, mobili e tappeti antichi ci ha offerto un piacevole feeling di un posto pieno di storia ma ancora pieno di vita.

Palazzo del Drago (Annemiek van Moorst)

Il nostro ospite, padrone di casa, il Principe Don Ferdinando del Drago, ci ha cortesemente guidato nella visita accompagnati dalla nostra preparatissima guida Maria Pace Guidotti. Il palazzo che era stato restaurato e portato al suo attuale splendore dal padre di Don Ferdinando, subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale, ci riservava un’ultima chicca, la ciliegina sulla torta, con il suo giardino pensile meravigliosamente curato dalla consorte del principe.

Il giorno seguente, ritrovo di buon mattino al molo del porticciolo e partenza in barca per l’isola Bisentina, posta al centro del lago.

Tutti a bordo

Maria Pace Guidotti era di nuovo con noi pronta a rispondere a tutte le nostre domande. La barca ha circumnavigato l’isola rivelandoci una serie di chiesette, affacciate sul lago, costruite dai monaci nel corso degli anni e mostrandoci le numerose e popolose famiglie di uccelli acquatici, dalle gallinelle d’acqua ai cormorani, e una parete completamente colonizzata da una popolazione di gabbiani reali.

Scogliere rocciose dell'isola con la piccola cappella in cima

L’isola era stata di recente acquistata da una famiglia milanese che aveva avviato una serie di ristrutturazioni alla chiesa e al convento per cui queste non erano al momento visitabili. Abbiamo però potuto girare l’isola a piedi visitando una chiesetta tutta affrescata e un antico bosco.

Il convento sopra l'imbarcadero

Salita alla cappella in cima alla scogliera

Affresco di Benozzo Gozzoli, allievo del Beato Angelico, metà del XIV secolo (Dinah Southern)

Poi la pioggia ci ha costretti a fare ritorno alla barca trovando riparo sotto la bellissima tettoia tutta in legno della piccola darsena utilizzata in passato per la costruzione e la riparazione delle imbarcazioni.

La cena, della sera prima, e il pranzo al rientro dall’isola sono stati momenti gradevoli per ritrovarsi con vecchi amici e incontrarne di nuovi, chiacchierando e conversando piacevolmente su temi che chiaramente orbitavano principalmente sul giardinaggio.
 
Il nostro ultimo, ma chiaramente non per importanza, giardino è stato quello di Antonella Fiaschi. Passione pura e dedizione sono indiscutibilmente le sue forze trainanti.

Antonella ci mostra il giardino roccioso

Appena arrivati, la prima impressione è stata quella di un giardino non particolarmente vasto. Alberi belli, certo, ma quando poi siamo stati guidati sul retro della villa ci è apparso un meraviglioso giardino roccioso. Le rocce giganti, tirate fuori durante i lavori di costruzione della casa erano stati disposti con cura a formare una parete degradante su cui erano state disposte secondo uno schema ben preciso una innumerevole varietà di piante mediterranee lambite da un piccolo ruscello di acqua prelevata dal proprio pozzo. Le salvie sono le piante preferite da Antonella e qui se ne trovano in abbondanza, insieme a molte altre nostre adorabili specie così resistenti al secco. Un giardino veramente bello.

Oxypetalum coeruleumha attirato l'attenzione di tutti

Le lezioni apprese dalla visita al giardino di Antonella sono quella dell’importanza del distanziamento fra le piante e quella di alcune veramente favolose combinazioni di colori, entrambe così importanti per poter arrivare a stupire chi l’osserva.

Testo: Susan Brookes
Foto: Yvonne Barton salvo diversa indicazione

Maggio 2023
Jonny Bruce, giardiniere, scrittore e progettista consulente di piante, Regno Unito
“Prendersi cura di Prospect Cottage, la casa costiera e il giardino del fu Derek Jarman”

Jonny Bruce è un giardiniere e scrittore che si è formato a Great Dixter prima di trascorrere quattro anni formativi presso il vivaio biologico De Hessenhof, nei Paesi Bassi. Dopo la morte di Keith Collins nel 2018, Jonny è diventato il principale giardiniere del Prospect Cottage nel Kent, la casa costiera del defunto regista e attivista queer Derek Jarman. Oltre ai suoi impegni presso Prospect Cottage, Jonny lavora come giardiniere freelance e consulente di design e sta allestendo un vivaio biologico.

Jonny ci accompagna in una visita virtuale al giardino del Prospect Cottage a Dungeness, nel Regno Unito. Nel 1986 Jarman acquistò una piccola casetta di pescatori in legno nero sulla ghiaia. Morì di malattia correlata all'AIDS solo otto anni dopo, ma il giardino da lui creato, principalmente raccogliendo e assemblando pietre e detriti dalla spiaggia, continua ad avere una forte influenza sui giardinieri e sugli artisti di oggi.

Prospect Cottage sfida molti preconcetti su come dovrebbe essere un giardino ed è un esempio intuitivo dell'utilizzo delle piante giuste in un ambiente senza compromessi. Il giardino è privo di confini o recinzioni e di conseguenza si estende senza ostacoli fino all'orizzonte in tutte le direzioni. Non ci sono prati, né terra, solo ghiaia... È un giardino cottage su scala domestica ma anche illimitato e perfettamente inserito al suo posto dal dialogo aperto e diretto dei suoi giardinieri - Jarman, Collins e ora Bruce - con la natura.

Aprile 2024
Alice Notten, responsabile delle informazioni, Kirstenbosch Gardens, Sud Africa
“Kirstenbosch, il giardino più bello dell’Africa: uno sguardo al giardino botanico più famoso del Sud Africa”

Il giardino botanico Kirstenbosch è stato fondato nel 1913. È situato sulle pendici orientali della Table Mountain di Città del Capo. È dotato di un giardino informale di 36 ettari situato in una tenuta di 532 ettari di spettacolari montagne naturali che fanno parte del Parco Nazionale di Table Mountain.

Kirstenbosch è stato il primo giardino botanico a dedicarsi esclusivamente alla flora indigena della propria regione e ospita numerose collezioni viventi, tra cui bulbi, cicadee, piante grasse, alberi, protea, erica, restios, pelargoni, clivias, welwitschia, ecc., la maggior parte dei quali può essere vista crescere nel giardino o essere esposta nel Conservatorio della Botanical Society, una serra aperta al pubblico. Ci sono anche diversi giardini dimostrativi come il Giardino saggio dell'acqua, il Giardino dell'estinzione e il Giardino delle piante utili che si concentrano su un tema particolare. Per celebrare il suo centenario nel 2013, è stata inaugurata la Tree Canopy Walkway che consente ai visitatori una vista ravvicinata attraverso e sopra gli alberi dell'Arboreto fino al paesaggio circostante.

Alice ci mostra dove si trova il giardino, parla del clima e delle stagioni; precipitazioni e acqua; geologia e suolo; la storia del giardino e le idee fondatrici. Poi ci accompagns in un tour virtuale del giardino, mostrando la bellezza del suo paesaggio e la diversità delle sue piante e della sua fauna selvatica.

Marzo 2024
Daniel Nolan, progettista di giardini e paesaggi, autore di “Dry Gardens”, USA
Design resistente alla siccità in tutta San Francisco
La carriera di Daniel nella progettazione del paesaggio è iniziata per caso quando si è sentito disconnesso dai suoi studi alla scuola d'arte e ha iniziato a esplorare corsi di progettazione del paesaggio. Il suo primo progetto è stato nella nuova casa dei suoi genitori nella Carolina del Sud, che ha portato i vicini a informarsi e richiedere rapidamente progetti. Costruì un portfolio e alla fine fu assunto da Flora Grubb, una rinomata piantatrice e proprietaria di vivaio a San Francisco. Daniel ha iniziato nelle vendite, lavorando con i clienti e progettando gli espositori con combinazioni di piante a strati nel negozio. Tuttavia, quando i clienti iniziarono a richiedere progetti per le loro case, fu creato un reparto di progettazione all'interno del negozio e lui iniziò ad abbellire tutta la Bay Area.

Sei anni fa, Daniel si è messo in proprio sotto la bandiera del suo studio e ora crea paesaggi con progetti in tutta la California. È stato nominato come uno dei designer della prossima generazione della Bay Area da Architectural Digest e il New York Times lo ha descritto come uno dei paesaggisti al mondo che "ridefinisce il proprio mestiere". Nel 2018 ha pubblicato ‘Dry Gardens, High Style for Low Water Gardens’ (Rizzoli Press).

Daniel crea splendidi spazi che riflettono la cultura innovativa dell'area della Baia di San Francisco. La sua caratteristica tavolozza lussureggiante presenta piante xeriche e resistenti alla siccità, che utilizza per bilanciare le esigenze di calore e verde dei suoi clienti mentre affronta la realtà della crisi di siccità in corso in California. Dalle aziende vinicole della Napa Valley alle moderne case della Silicon Valley, Daniel può superare i limiti dell'orticoltura nel variegato paesaggio di San Francisco, dove esistono molteplici microclimi e zone di coltivazione. In questo discorso Daniel ci conduce attraverso molteplici progetti, discutendo della sua filosofia di design, delle combinazioni di piante preferite e del perché non sarà mai un fan del colore rosso! Daniel ha anche gentilmente preparato un elenco delle sue 30 migliori piante paesaggistiche da inviare ai partecipanti.

Febbraio 2024
Lucie Willan, capo giardiniere, MGS Sparoza, Grecia
Viaggio attraverso la Grecia: il Giardino degli Dei
Lucie Willan è attualmente capo giardiniere a Sparoza, sede della Mediterranean Garden Society. Si appassiona fin da piccola alle piante e ai giardini storici. Dopo aver studiato Storia dell'Arte a Cambridge, ha trascorso i primi dieci anni della sua carriera lavorando nel mondo dell'arte, ultimamente come specialista di tappeti orientali presso Christie's. È stata una transizione ragionevole dai campi di fiori intrecciati a quelli veri. Ha lavorato in diversi giardini storici in Inghilterra come Bramdean House, Sissinghurst, Hidcote e Monk's House. Fu a Sissinghurst che si interessò alla flora greca e al giardinaggio ‘arido’ dopo aver creato progetti per un'area del giardino conosciuta come il deserto vivente e grazie a una borsa di studio della Alpine Garden Society viaggiò per la prima volta in Grecia e si innamorò del paese e la sua flora.

Il giardino di Sparoza è in sostanza un giardino selvaggio che celebra la flora della Grecia e le piante delle diverse zone climatiche mediterranee di tutto il mondo. È un paradiso per gli amanti delle piante bulbose. Fin dalle prime piogge autunnali il giardino si tappezza di un susseguirsi di geofite autoctone. Cyclamen graecum e Sternbergia lutea lasciano il posto a un mare di Muscari comosum, Anemone coronaria e Iris tuberosa costellato da diverse specie di Ophrys. La Grecia è considerata il paradiso botanico d'Europa con circa 6.000 specie diverse di flora e circa 1.000 specie endemiche.

Nel suo tempo libero, a Lucie non piace altro che esplorare le montagne alla ricerca di piante nei loro habitat naturali. La Grecia è per l'80% montuosa e ci sono oltre 4.000 montagne con nome in Grecia, quindi per restringere l'ambito del discorso Lucie parlerà della caccia alle piante in luoghi collegati ai miti greci e dell'ispirazione che questi luoghi selvaggi possono avere per i giardinieri e la realizzazione di giardini.

Gennaio 2024
Michael McCoy, Garden Designer, Writer, Broadcaster, Australia
"Mediterranean Gardening Dilemmas"

A parte il suo lavoro come progettista di giardini, Michael è uno scrittore, conduttore televisivo, guida turistica internazionale di giardini e conduttore di Dream Gardens della TV australiana ABC. Il suo lavoro di design è stato presentato in riviste e libri, in particolare in Dreamscapes, Australian Dreamscapes e Wild di Claire Takac.

Dopo aver conseguito una laurea in botanica, Michael si è poi qualificato come giardiniere e ha trascorso dieci anni lavorando in grandi giardini privati, tra cui un soggiorno estivo e lavorando con Christopher Lloyd a Great Dixter, nell'East Sussex, in Inghilterra. Ha scritto per la stampa per oltre 30 anni ed è autore di tre libri sul giardinaggio e il design.

Michael fa i giardini a Woodend, a circa 80 km a nord di Melbourne, nello stato di Victoria, in Australia, dove le estati sono generalmente calde e secche, ma i terreni relativamente produttivi e non perfettamente drenati rendono impegnativo il classico giardinaggio mediterraneo. Gran parte del suo lavoro di progettazione professionale consente livelli moderati di irrigazione, ma a casa ha solo acqua sufficiente per l'uso domestico di base, e il giardino, che secondo Michael deve mostrare stravaganti cambiamenti stagionali, deve sopravvivere - preferibilmente prosperare - sul precipitazioni naturali.

Dicembre 2023
Nicholas Staddon, portavoce dell'azienda e coltivatore, Everde Growers
“Una visione dall’interno dell’industria orticola americana: pratiche, tendenze e sfide”

Originario dell'Inghilterra, Nicholas Staddon è un appassionato amante delle piante e ha trascorso quasi tre decenni nel settore dell'orticoltura statunitense, più recentemente come portavoce dell'azienda per Everde Growers. Everde è un attore importante con 6.700 acri di produzione in 15 aziende agricole che coltivano 33 milioni di piante e 5.000 varietà all'anno. In precedenza, Nicholas ha lavorato con Monrovia per 25 anni come direttore del programma New Plants, dove ha lavorato a stretto contatto con ibridatori, ibridatori ed esploratori di piante professionisti per creare nuove varietà di piante per il settore vivaistico: adattando la resistenza ai parassiti e alle malattie, i requisiti di cura, le dimensioni, i fiori e produzione di fogliame ecc. I ruoli di Nicholas significano che nessuno è nella posizione migliore per darci una visione dall'interno del settore vivaistico in America. Ci parla delle attività di Everde, del suo nuovo programma di introduzione di piante e di alcuni degli allevatori con cui lavora in tutto il mondo. Discute le attuali tendenze delle piante e i cambiamenti culturali in America. Parla di alcune delle restrizioni sulla piantagione e dei problemi idrici che la California sta affrontando attualmente e delle prove di irrigazione paesaggistica dell'Università della California. Suggerisce anche alcune buone scelte di piante per la regione sud-occidentale dell'America e altre aree di giardinaggio con acque basse. Per concludere la sua presentazione, condivide l'elenco dei libri e delle riviste consigliati.

November 2023
Cassian Schmidt, Director of Hermannshof Garden, Germany
Meadow inspirations from nature: designing resilient combinations of grasses, perennials and bulbs for dry habitats.”

Sotto la guida di Cassian Schmidt dal 1998, Hermannshof, un giardino pubblico in Germania, ha aperto nuove strade e stabilito tendenze internazionali con la sua miscela innovativa di ecologia, arte e immaginazione. Cassian è particolarmente focalizzata sullo sviluppo di miscele di piantagioni perenni basate sull'habitat e a bassa manutenzione per concetti di manutenzione efficaci basati su strategie ecologiche.

Ci parla del mix dinamico del giardino di piante perenni uniche ed erbe naturalistiche disposte per habitat e origine che creano un caleidoscopio per tutte le stagioni che si ispira alla natura, senza replicarla.

Dimostra come la vegetazione stilizzata delle praterie nordamericane e delle praterie secche eurasiatiche, così come la gariga mediterranea, sono state modificate e migliorate per esigenze estetiche e pratiche per ottenere piantagioni resilienti al clima.

Ottobre 2023
Jennifer Gay, architetto paesaggista, giardiniere, scrittrice, Grecia
“Progettare giardini di successo per un clima mediterraneo”

Jennifer si occupa di giardinaggio e crea giardini nel Mediterraneo da 25 anni, e in particolare in Grecia dal 2004. I paesaggi naturali mediterranei sono sempre stati la base della sua ispirazione, e la creazione di habitat e l'arricchimento della biodiversità sono fondamentali per i suoi design multistrato.

Nel suo discorso discute di vari progetti in aree contrastanti della Grecia, del suo approccio alla creazione di paesaggi adatti al clima e del movimento sempre più verso un giardinaggio a basso input per giardini più sostenibili.

Maggio 2023
Peter Korn, Plantsman e Garden Designer, Klinta Trädgård, Svezia
"Piantagioni di ispirazione selvaggia, resistenti al clima e ad alta diversità"

Da quando si è innamorato delle piante, Peter ha cercato di capire cosa fa stabilire una pianta nel luogo specifico in cui si trova allo stato selvatico. Ecco perché, guidato da 20 anni di sperimentazione nel suo orto botanico di cinque acri autocostruito a Eskilsby, è stato in grado di ricreare le condizioni per far crescere migliaia di specie dove il terreno è troppo acido e poco nutriente per la maggior parte delle piante.

Peter ci parla di come possiamo piantare per il futuro creando aiuole di sabbia: utilizzando terreno povero o sabbia è possibile creare piantagioni a manutenzione molto bassa e prive di irrigazione che prospereranno in un futuro più caldo e arido. Illustra il suo intervento con un'ampia gamma di progetti internazionali, dai parchi cittadini ai giardini, rotatorie, prati e cortili scolastici, dagli habitat degli insetti, ai giardini pluviali, muri verdi e giardini pensili per città con spazio limitato.

Discute dei vantaggi di coltivare le proprie piante e delle aiuole di prova a Klinta Trädgård vicino a Malmö, dove lui e la sua compagna Julia Andersson hanno ora sede e hanno costruito una sequenza visionaria di giardini e un vivaio specializzato per i progetti di Peter.

Aprile 2023
Gerald Luckhurst, architetto paesaggista e orticoltore, Portogallo
“I tre giardini di Sintra di Monserrate, Regaleira e Queluz”

Gerald Luckhurst ha conseguito un Master in Architettura del paesaggio presso l'Università del Massachusetts, USA e un dottorato di ricerca presso l'Università di Bristol, Regno Unito. È membro iscritto al Landscape Institute e all'Institute of Horticulture e membro della Linnean Society di Londra. Ha scritto ampiamente sulla storia dei giardini portoghesi, inclusi libri e articoli su Monserrate, Regaleira e Queluz. Dagli anni '80 il suo studio ha sede in Portogallo. Il suo lavoro comprende: la conservazione e la conservazione dei paesaggi storici; progettazione esecutiva alberghiera e turistica; progettazione e sviluppo di progetti commerciali e residenziali in Portogallo e Africa; consulenza ad enti pubblici comunali e nazionali; progettazione e gestione paesaggistica di grandi patrimoni privati; e volontariato per organizzazioni di beneficenza. È consulente permanente del Parques de Sintra, Monte da Lua S.A., una società per azioni pubblica responsabile della gestione di gran parte del paesaggio culturale di Sintra in Portogallo, classificato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, dove si è occupato del restauro del parco storico di Monserrate è stato insignito dell'European Garden Award nel 2013 e per il progetto di restauro del Giardino Botanico del Palazzo Nazionale di Queluz, European Heritage Award - EuropaNostra 2018.
 
Gerald scrive: “Questi giardini storici sono stati la ragione per cui sono venuto per la prima volta in Portogallo e hanno attraversato la mia carriera. Sintra è più atlantica che mediterranea, ma anche se si ritiene che abbia un clima mite e umido, sta vivendo un cambiamento climatico. Perdono più piante a causa del caldo estivo e della siccità che del freddo invernale, eppure molti vecchi alberi sono caduti con la crescente violenza delle tempeste invernali. Adattare i giardini a questi cambiamenti, senza alterarne il carattere storico, è stata parte della sfida. Erano tutte "Belle Addormentate", quasi perdute dopo decenni di benigna negligenza. Il lavoro ha comportato letteralmente portare alla luce le loro glorie nascoste da sotto mucchi di muffe di foglie, foreste di alberi invasivi e "nuove" piantagioni ben intenzionate, ma totalmente inappropriate. Ma giardini altrettanto storici richiedono molto tempo trascorso in archivi oscuri e polverosi, biblioteche cupe e rivisitare le vite di giardinieri, architetti e proprietari visionari che li hanno creati da tempo.
 
I giardini sono cose viventi. Germogliano da idee seminali. Accuratamente nutriti durante i loro primi anni, crescono bene e sani nella loro bellezza giovanile e sviluppano interesse per un lungo periodo di lenta maturazione. Durante questo periodo alcuni dei lampi creativi di ispirazione sono forse offuscati; ma questo è ampiamente compensato da una delicata fusione di colori e arrotondamenti di forme che derivano dall'età. Inevitabilmente sono assaliti dal decadimento e svaniscono con grazia o, come spesso accade, scompaiono quando la terra viene sviluppata per qualche altro uso. Tutti i paesaggi culturali cambiano nel tempo. Ma ci sono alcuni giardini che sopravvivono e lo fanno grazie al loro significato e al loro carattere distintivo. Sono luoghi che mostrano segni di immortalità. La loro bellezza è profondamente radicata, satura l'aria e risplende attraverso gli alberi. Questi sono tre Giardini del genere.

Marzo 2023
Leon Kluge, Plantsman e International Garden Designer, Sudafrica
"Progettare e coltivare i giardini della fattoria Sterrekopje a Franschhoek, in Sudafrica."

Leon Kluge è cresciuto nei giardini botanici nazionali di Lowveld vicino a Nelspruit in Sudafrica. Fin dalla tenera età ha coltivato una grande affinità per le piante: suo nonno era il curatore del Betty's Bay Botanical Garden e del Lowveld National Botanical Garden, mentre sua madre possiede e gestisce un rinomato vivaio all'ingrosso a Nelspruit. Ha studiato orticoltura e progettazione del paesaggio in Israele e ora è un pluripremiato paesaggista che ha lavorato per Disney, le Nazioni Unite, varie celebrità di Hollywood e governi nazionali in tutto il mondo. Ha fatto parte della squadra sudafricana di successo a Chelsea nel 2010 e 2012, e della Coppa del mondo di giardinaggio in Giappone nel 2011, vincendo una medaglia d'oro nel 2013. Leon è noto per i suoi paesaggi moderni e contemporanei e per i progetti di comunità sostenibili. La sua azienda Leon Kluge Landscape Design ha sede in Sud Africa.

Da tre anni Leon crea 10 ettari di giardini selvaggi e dallo spirito libero presso la Fattoria Sterrekopje. I giardini sono progettati per nutrire il benessere e la guarigione spirituale dei clienti che visitano la fattoria, un rifugio esclusivo situato nel cuore della Franschhoek Valley, nelle terre vinicole del Capo in Sudafrica. Condividerà con noi il viaggio di questo giardino, parlando del sito, del clima, del suolo, del design, delle scelte delle piante, dell'installazione e della manutenzione.

Febbraio 2023
Caroline Bourdillon, Responsable Technique, Spécialité Espaces Verts, Capitoul Estate, Francia
“Giardinaggio a Château Capitoul senza innaffiamento; vincita e obiettivi”

Caroline Bourdillon è originaria di Béziers nella regione francese della Linguadoca. Ha conseguito diplomi in orticoltura e paesaggistica e una laurea in paesaggistica presso L'Ecole Méditerranéenne des Jardins et du Paysage di Grasse. Fu mentre studiava a Grasse che incontrò per la prima volta James Basson, un insegnante lì. Dopo diversi anni di gestione della propria attività di progettazione e manutenzione, quando James le ha chiesto di assumere la direzione del sito di Château Capitoul, ha accettato.

La tenuta di 80 ettari si trova nel Massif de la Clape, vicino a Narbonne, che è una delle regioni più aride della Francia. Il suo proprietario, Karl O'Hanlon, aveva l'idea di creare un'azienda enoturistica che fosse “un'espressione distillata dell'ambiente circostante di gariga e vigneti”. Accanto alle viti, un gigantesco giardino secco presenta piante specificamente adattate al paesaggio arido e roccioso, in grado di prosperare senza fertilizzanti, erbicidi e persino acqua. Olivier Filippi ha prodotto le piante. James Basson ha progettato il paesaggio.*

Caroline è entrata come manager nel 2020 proprio mentre stava per iniziare piantare. Mentre James Basson è ancora coinvolto nel monitoraggio del sito, nessuno meglio di Caroline, responsabile della gestione quotidiana, può parlare di come si è evoluto il progetto due anni dopo. Cosa deve essere migliorato? Come gestisci un giardino secco su questa scala?

* Puoi vedere la presentazione del progetto di James a MGS nel gennaio 2021 qui.

Gennaio 2023
Yvonne Barton, Socia della MGS e Giardiniera, Umbria, Italia
“Che fine ha fatto l'inverno? Una giardiniera dell'Italia centrale sta cercando di far fronte ai cambiamenti climatici".
Nelle regioni mediterranee facciamo affidamento sull'inverno per portare la pioggia per rinfrescare la terra e il freddo per tenere a bada i parassiti: un momento di rigenerazione. Ma negli ultimi anni nell'Europa meridionale abbiamo assistito a quadri meteorologici molto diversi. Yvonne parlerà di cosa è cambiato. Importa o no? È questo il futuro? E come dovremmo farcela noi giardinieri? Possiamo, facendo del nostro meglio per ridurre al minimo il fabbisogno idrico e l'uso di pesticidi e fertilizzanti, ridurre questi impatti ambientali per sopravvivere e prosperare? Yvonne ha condiviso con noi alcuni piante che fioriscono adesso nel suo giardino.
Dott. Ing. Yvonne Barton è un ingegnere civile che vive e fa giardinaggio nel centro Italia. Il suo giardino, che dispone di un laghetto naturale balneabile, è stato progettato per non richiedere l'irrigazione fin dall'inizio.

Dicembre 2022
Peter Amman, giornalista, guida turistica, botanico ed ecologista del paesaggio, Germania/Italia
“Giardino di Hera”: Un'avventura di giardinaggio senza irrigazione nel sud d’Italia
Lavorando come guida turistica e giornalista di viaggio, Peter Amman divide il suo tempo tra Monaco, il sud d’Italia e la Sicilia. Nel 2004, durante un viaggio di ricerca con la sua compagna Gundula, si innamorano del piccolo paese di Giungano e del paesaggio circostante racchiuso nel magnifico Parco Nazionale del Cilento. La città si trova vicino agli antichi siti di Paestum e Pompei e si affaccia sulla Costiera Amalfitana e sull'isola di Capri. Due anni dopo riuscirono ad acquistare tre ettari di uliveto abbandonato con il suo rudere. Ancor prima di iniziare i lavori di ristrutturazione della casa, si sono immersi nel giardino. Con l'aiuto di muratori professionisti, hanno ricostruito alcuni muretti a secco e si sono fatti aiutare dai contadini locali per la potatura dei vecchi ulivi. Nell'antichità, Paestum era famosa per le sue rose profumate, quindi il loro passo successivo fu piantare rose antiche - non un successo complessivo poiché avevano optato per un giardino senza irrigazione. Una strategia di maggior successo è stata quella di usare le specie di piante rigorosamente dai climi mediterranei (principalmente Europa) e utilizzare un approccio paesaggistico al giardinaggio che incorpori la macchia naturale, i boschi e i prati. Peter ha tenuto un discorso illustrato su questo viaggio nel giardinaggio. I successi, i fallimenti, le sfide, le sorprese e le prospettive per il futuro in un clima che cambia.

Novembre 2022
Dan Pearson, paesaggista, orticoltore, scrittore e giardiniere, Regno Unito
“Ricreare il giardino di Delos a Sissinghurst”
Nel 2014 Dan Pearson è stato nominato Garden Advisor del National Trust a Sissinghurst. Per i successivi tre anni ha fatto una visita annuale per incontrare il capo giardiniere Troy Scott-Smith che fungeva banco di prova per i suoi piani in evoluzione per restituire ai giardini il romanticismo d'epoca e il senso del luogo. Nel 2018 Troy ha chiesto a Dan se poteva fornire un aiuto più concreto per reinventare Delos. Questa zona del giardino era stata originariamente concepita da Harold Nicolson e Vita Sackville-West come omaggio all'omonima isola greca di cui si erano innamorati durante una vacanza nel 1935. Tuttavia, a causa dell'esposizione a nord del giardino e il pesante terreno argilloso di Wealden era rapidamente diventato un ombroso giardino boschivo in netto contrasto con la visione della coppia. Lavorando a stretto contatto con i team curatoriali e di giardinaggio di Sissinghurst, Dan e il suo studio di design hanno cominciato a capire più profondamente le intenzioni originali alla base del giardino e hanno proposto soluzioni progettuali per far ‘funzionare’ il sito, tra cui terrazzamenti inclinati per raccogliere quanta più luce solare possibile e un drenaggio libero miscela di terreno per dare alla piantagione le condizioni necessarie per crescere florido. I risultati di un precedente viaggio di studio sul campo a Delos da parte di due assistenti giardinieri hanno fornito prove di prima mano delle specie vegetali endemiche dell'isola. Prima di iniziare a lavorare sui piani di piantare, Dan ha visitato lo specialista di piante mediterranee, Olivier Filippi, nel suo vivaio nel sud della Francia per ottenere indicazioni sulle specie più adatte alle condizioni di crescita britanniche. I lavori di rifacimento del giardino di Delos sono iniziati nella primavera del 2019 e sono stati completati in un anno. In questo discorso Dan ci spiega il processo di reinventare questo giardino per i visitatori contemporanei, le sfide coinvolte e il successo che ha avuto da quando è stato completato.

Ottobre 2022
Louisa Jones, socia della MGS e scrittrice, Francia
“Giardino Selvatico”
Il giardinaggio mediterraneo offre un modo di vivere in armonia con la terra senza effetti forzati o spese pesanti. Nato da una lunga esperienza umana sulla terra, è frugale e fruttuoso, serve a molti scopi e regala molti piaceri, tutto l'anno. Oggi si adatta facilmente alla nostra crescente consapevolezza ecologica, alla creatività individuale e alla condivisione della comunità. Soprattutto, perpetua una partnership di lunga data tra gli esseri umani e il loro ambiente, sperimentata nei paesi del Mediterraneo per millenni". Il successo di questa partnership, nonostante molte regressioni e ostacoli, si manifesta chiaramente nell'eccezionale biodiversità vegetale della regione, quattro volte superiore a quella del nord Europa. Nel suo intervento, Louisa Jones esplora il “wilding” dei giardini in generale e in particolare nelle regioni mediterranee.

Settembre 2022
Tom Stuart-Smith, progettista di giardini, Tom Stuart-Smith, Regno Unito
“Giardinaggio nella sabbia”
In numerosi progetti recenti, Tom Stuart-Smith ha utilizzato diverse quantità di sabbia e sabbia come terreno di coltura per rendere possibile la coltivazione di una più ampia gamma di piante mediterranee. Ci parlera dei progetti alla RHS Bridgewater, a Maiorca, al castello di Knepp e alla sua casa nell'Hertfordshire, dove ha utilizzato quantità diverse di sabbia. Parlera anche, a confronto, del suo lavoro presso Le Jardin Secret a Marrakech, dove non è stata utilizzata la sabbia. I partecipanti al nostro recente tour di Marrakech avranno visto questo giardino.

Giugno 2022
Jem Hanbury, progettista di giardini, Jem Hanbury Studio, Perth, Australia
“Giardinaggio mediterraneo nell'Australia occidentale”

Jem Hanbury è un paesaggista di Perth che lavora in Australia e a livello internazionale. Jem ci ha fornito una panoramica del sud-ovest dell'Australia, un rinomato hotspot di biodiversità con oltre 25.000 specie di piante endemiche, la maggior parte delle quali non si trovano da nessun'altra parte. Fino alla colonizzazione europea nel 1829 quest'area era una delle superfici meno disturbate della terra. Il focus della sua presentazione sarà sulle sfide che devono affrontare il giardinaggio sostenibile nella regione e il suo approccio alla progettazione di paesaggi climaticamente appropriati in questo clima mediterraneo.

Maggio 2022
Iris in Umbria

Il nostro primo incontro "di persona" dall'autunno 2019. È stato un vero piacere rivederci dopo così tanto tempo. Ci siamo incontrati all'Abbazia di Montecorona vicino a Umbertide, Umbria. Molti di noi erano passati davanti all'edificio senza mai pensare di visitarlo.

L'Abbazia di Montecorona

L'Abbazia si trova nella Valle del Tevere ai piedi del Monte Corona a 4 km da Umbertide. L'esperta locale Simona Fanelli ci ha spiegato che secondo la tradizione fu fondata nel 1008 da San Romualdo che creò un semplice eremo. Divenne un monastero di notevole importanza con 21 chiese sotto di esso. La torre ottagonale era originariamente per la difesa. Oggi l'abbazia fa parte di una tenuta agricola.

L’antica cripta

La bellissima cripta antica è una chiesa sotterranea con colonne romane e medievali.

La chiesa superiore

La chiesa superiore, consacrata nel 1105 dal Vescovo di Gubbio, San Giovanni di Lodi, conserva affreschi di scuola umbra del III sec. Abbiamo consumato un delizioso pranzo all'aperto nel chiostro dell'Abbazia, gustando specialità umbre.

A pranzo nel cortile

Siamo stati poi accolti all'Iris Umbria dalla proprietaria Patricia Robertson, socia della MGS. Abbiamo conosciuto gli iris e le origini del giardino stando in piedi sul "tetto verde" del nuovo Centro Visita.

Il ‘tetto verde’ presso Iris Umbria

Eravamo quindi liberi di esplorare gli oceani di favolose fioriture.

Vista sui giardini di iris

Ognuno ha i suoi preferiti tra le 650 varietà di Iris barbuto alto.

Iris ‘Paul Black’ e ‘Golden Panther’

Una novità per molti di noi erano le iridi barbute di altezza media, più corte e meno appariscenti, ma forse più facili da incorporare in un progetto di giardino.

Iris di media altezza ‘Dividing Line’

Le viste sui giardini e sulla Valle del Niccone erano splendide, anche le passeggiate attraverso pergole ricoperti di rose classiche.

Vista al Centro Visitatori
Pergola con rose rampicanti

Che modo fantastico per far ripartire la nostra programma di visite della MGS Italy.

Photos: Sergio Ungaro, Yvonne Barton

Maggio 2022
James Hitchmough, Professore di Ecologia Orticola all'Università di Sheffield, Regno Unito
“Flora dell'Africa sudoccidentale”

Tra il 2007 e il 2018 James Hitchmough ha visitato regolarmente il Sudafrica per esplorare il potenziale della sua flora per il cambiamento climatico nell'Europa occidentale. Ha viaggiato molto, spesso con Rod e Rachel Saunders della Silverhill Seeds nel Capo Occidentale. La sua attenzione era rivolta alle più alte distribuzioni naturali di piante erbacee e geofite che avevano un potenziale per l'uso nel Regno Unito quando il clima dell'Inghilterra meridionale si avvicina a quello dell'attuale Barcellona entro il 2050. In questo discorso esplora alcune delle aree e delle piante che ha visitato e quali conoscenze sono state acquisite sulle piante del Capo Occidentale.

Aprile 2022
Cristóbal Elgueta, architetto paesaggista, Santiago, Cile
“Paesaggio ecosistemico”

Originariamente formato in ingegneria forestale, Cristóbal Elgueta è un paesaggista autodidatta con la reputazione di creare giardini e parchi dall'aspetto selvaggio con una grande diversità biologica e requisiti di input limitati.

Fin dall'inizio della sua carriera, si è concentrato sulla composizione e sul funzionamento delle comunità vegetali nei climi mediterranei che gli hanno permesso di creare una metodologia di progettazione del giardino che ha battezzato Ecosystemic Landscaping. Questo è un modo per ‘capire’ il giardino non solo come esercizio estetico e progettuale, ma anche come potente strumento per ristabilire l'equilibrio e riconnettersi con la natura. Il suo intervento tratterà il percorso seguito da Cristóbal e dalla sua collega Macarena Calvo nello sviluppo della loro metodologia per rendere il giardino un sistema biologico ricco, bello e diversificato.

Marzo 2022
Marco Scano, Agronomo, Pratobello, Sardegna
“Giardinaggio Sostenibile in Sardegna”
Pratobello di Marco Scano progetta giardini utilizzando un approccio naturalistico che mira ad aumentare la sostenibilità e far fronte ai problemi legati ai cambiamenti climatici. In qualità di ricercatore post-laurea e studente di dottorato presso la Sheffield University, sta conducendo un progetto per esplorare le prestazioni di comunità vegetali progettate con protocolli di manutenzione ridotti, irrigazione limitata. Marco ha completato gli studi in Scienze Agrarie nel 2000 per poi ha fatto esperienza lavorativa nel vivaio di famiglia e all'estero in California prima di iniziare a lavorare come paesaggista. 

Febbraio 2022
Thomas Doxiadis, Principal Architect, doxiadis+, Atene, Grecia
Il serpente in giardino: progettare per la simbiosi
L'utopia, il luogo perfetto, è una forma di paradiso creato non da Dio ma dall'“uomo”. Questo è stato trascritto in molte culture come giardini che incarnano la nozione di ordine, benessere e come percepiamo il nostro rapporto con la natura. Eppure il processo complessivo di cambiamento della Terra a nostra immagine è stato estremamente distruttivo, poiché sostituiamo la natura con quella che alla fine è la distopia. Ora, nell'Antropocene, abbiamo sia la capacità di distruggere il resto del pianeta, sia la comprensione di non farlo. Come designer, ci poniamo la domanda, come costruiamo sui nostri paesaggi belli e sensibili senza distruggerli?

Il team di doxiadis+ lavora su questo problema da 20 anni in tandem con i propri clienti: cercando di capire sia la terra che il rapporto delle persone con essa, sfidando le convinzioni del buono e del bello, cercando nuovi equilibri. Pensano a questi sforzi come a progetti di simbiosi: tra gli umani e gli altri abitanti del pianeta, tra gli stessi umani, tra il vecchio e il nuovo. Progettare per Symbiosis inverte la tendenza della trasformazione come distruzione formulando la trasformazione come una nuova sintesi, una convivenza.

Gennaio 2022
David Godshall and Jenny Jones, Partners, Terremoto Landscape, Los Angeles, USA 
"Nuovi fattori di sostenibilità orticola"

David Godshall e Jenny Jones, Terremoto Landscape, hanno condiviso la loro visione ispiratrice per la futura sostenibilità dell'orticoltura. Sostenendo che i designer devono essere in prima linea nel cambiamento, hanno presentato i temi, i fili e i sottotesti che attraversano i loro progetti commissionati dai clienti. Hanno quindi introdotto iniziative orticole e territoriali più sperimentali ed esplorative guidate da Terremoto: Test Plot – inventando nuove forme di gestione della comunità per i parchi pubblici; Terra e lavoro - discutere per salari equi e riconoscimento del giardinaggio orticolo.

Dicembre 2021
David Ward, Direttore di giardini e vivaio presso Beth Chatto Gardens, UK
Il “Gravel Garden” di Beth Chatto: la creazione di un giardino resistente alla siccità.
Dave si è formato al Norfolk College of Agriculture and Horticulture e al Merrist Wood College, studiando pratica vivaistica e ha lavorato in vari vivai all'ingrosso e al dettaglio nel Regno Unito e in Olanda. Si è unito a Beth nel 1983 ed è diventato Propagation Manager. Ha assistito a quattro mostre della Chelsea Gold Medal e recentemente ha contribuito con capitoli extra alle ristampe della Beth Chatto’s Drought-resistant planting, Beth Chatto’s Woodland Garden and The Green Tapestry revisited. Il “Gravel Garden” è situato nella parte più arida dell'Inghilterra con una piovosità media annua di poco più di 50 cm, inferiore a molte zone del Medio Oriente. Sopravvissuto su un terreno povero e ghiaioso, il Gravel Garden di Beth Chatto è oggi uno dei migliori esempi di piantagioni resistenti alla siccità. Originariamente creato nel 1992 per sperimentare se e come alcune piante potessero sopravvivere senza essere annaffiate artificialmente, il Gravel Garden si è evoluto diventando esempio ed ispirazione per chi desidera creare un giardino resistente alla siccità. Il discorso di David ci guida attraverso la teoria e gli aspetti pratici della creazione del giardino, il suo design e la manutenzione continua, oltre ad illustrare il giardino nelle varie stagioni.

Novembre 2021
Rachel Weaving, giardiniere, autrice, socia MGS, Corfù
Giardini di Corfù

Rachel Weaving è una creatrice di giardini, autrice e socia di MGS che divide il suo tempo tra Washington DC e l'isola greca di Corfù. In questa introduzione ai giardini dell'isola, ci parla di come essi riflettano il clima e l'ambiente; l'insolita storia cosmopolita di Corfù; e le tendenze globale del design. Ci mostra, inoltre, come sia il vecchio che il nuovo giardino abbiano alcuni stilemi in comune, basati su materiali, artigianato e mestieri locali. Alcune delle sue illustrazioni sono tratte dal suo recente libro realizzato in collaborazione con la fotografa Marianne Majerus, Gardens of Corfu  - disponibile su Amazon.

Ottobre 2021
Noel Kingsbury, autore, progettista di giardini, docente, Portogallo
Giardinaggio mediterraneo: una nuova avventura
Noel è conosciuto a livello internazionale come scrittore specializzato in pubblicazioni su piante, giardini e ambiente. Ha scritto circa 25 libri e collabora regolarmente con Gardens Illustrated, The Daily TelegraphThe GuardianThe Garden, HortusThe New York Times e molte altre pubblicazioni. È co-proprietario di Garden Masterclass che organizza workshop giornalieri in tutte le isole britanniche ma che ha lavorato online durante i periodi di Lockdown e da allora ha ospitato 90 trasmissioni e prodotto oltre cento ore di contenuti gratuiti che possono essere visualizzati sul canale Garden Masterclass Youtube Video Channel. Oltre a insegnare e tenere conferenze, Noel lavora come progettista di giardini/piante e consulente orticolo. È noto soprattutto per la sua promozione di quello che viene generalmente chiamato approccio ecologico o naturalistico alla progettazione di aree verde. Nel gennaio 2020 ha iniziato a lavorare vicino a Ospedale di Oliveira nel Portogallo centrale dove sta costruendo suo proprio giardino di irrigazione minimale sia ornamentale che di supporto alla biodiversità locale. È a visitare questo giardino che Noel ci invita condividendo con noi questa nuova esperienza di giardinaggio nel mediterraneo.

Noel ci riserva gentilmente il suo tempo ma ha chiesto che i soci facciano una donazione al The Lemon Tree Trust, un’organizzazione benefica sostenuta anche dalla MGS. È questa un'organizzazione straordinaria che lavora all'interno dei campi profughi per pilotare attività agricole e iniziative di giardinaggio che aiuta gli sfollati ad avere accesso indipendente al cibo, sviluppare nuove competenze e scoprire nuovi obiettivi e speranze. Abbiamo creato una pagina sul sito “Justgiving” e abbiamo già raccolto oltre €1000.

Settembre 2021
Valerio Miragoli, Garden Designer, Ibiza 
Da quasi 10 anni Valerio è responsabile della creazione di alcuni dei giardini più spettacolari di Ibiza. Di nazionalità italo-spagnola, Valerio si è formato prima in Italia presso la Fondazione Minoprio e poi ha conseguito un master al Politecnico di Madrid. Ha iniziato la sua vita professionale a Firenze lavorando in due dei più spettacolari giardini all'italiana: il Boboli e Villa di Castello. Ha quindi aperto una propria attività di design in Italia ma la crisi economica del 2008 lo ha costretto a portare le sue competenze in nuovi climi e ha iniziato a lavorare ad Ibiza. Qui è riuscito a coincidere i desideri e le richieste dei clienti per vistosi giardini estivi spesso incompatibili con il clima estremo (siccità prolungata, caldo intenso, luce solare cocente, vento salmastro, terreni poveri) in una nuova estetica in sintonia con le condizioni e il paesaggio circostante.

Valerio ci presenta la splendida Ibiza e condivide alcuni dei suoi progetti di giardini preferiti nel suo discorso intitolato “Alla ricerca della coerenza in giardino”.  (Presentazione in inglese).

Giugno 2021
Marijke Honig, Botanist and Garden Landscaper, Cape Town, South Africa
Marijke ha studiato botanica all'Università di Città del Capo, ha affinato la sua arte ai giardini botanici di Kirstenbosch e negli ultimi 20 anni ha progettato giardini e paesaggi indigeni. È autrice ddel bellissimo libro “Indigenous Plant Palettes: a guide to plant selection”. L’edizione e-book è disponibile su Google Play qui.

Marijke ci ha parlato via Zoom sul tema:
Lo stress come risorsa: creare giardini resistenti con basso consumo di acqua che riflettono il carattere dell'ambiente locale

Anche nella regione del Capo Occidentale del Sud Africa, gli andamenti meteorologici stanno diventando sempre più imprevedibili ed estremi. Marijke parlerà di come i giardinieri locali dovranno adattare il loro apapproccio per creare paesaggi e giardini resilienti che possono sopravvivere anche al verificarsi di eventi meteorologici severi. Sarà necessario cambiare vecchie abitudini (concimazione, irrigazione, potatura, zappatura) che impongono la staticità di un giardino per allinearsi invece ai processi naturali dell’ecosistema. Viene esaminato il ruolo dello stress come un beneficio per il giardino e viene rivalutata la percezione della bellezza e il valore intrinseco del giardino. Che i nostri giardini possano sopravvivere con solo la pioggia, sopportare maggiore biodiversità, ed essere ecologicamente funzionali si pone come obiettivo da perseguire. (Presentazione in inglese).

Maggio 2021
Alessandra Vinciguerra, Orticoltore, Presidente Fondazione William Walton e Direttrice Giardini La Mortella

Alessandra lavora nei Giardini La Mortella, ad Ischia, dal 2001. È stata il braccio destro di Lady Walton, la creatrice di Mortella, negli ultimi dieci anni della sua vita. E’ stata Lady Walton che le ha dato l'onore e la responsabilità di seguirla continuando la missione di coltivare i giardini e promuovere i programmi culturali della Fondazione. Nel suo ruolo di Direttrice, si occupa di orticoltura e progettazione del paesaggio, sviluppo dei programmi musicali e educativi, amministrazione, pianificazione e relazioni pubbliche. 

Alessandra ci porta in ‘visita virtuale ai giardini La Mortella, Ischia’.
La Mortella, "luogo dei Mirti", è lo spettacolare giardino subtropicale e mediterraneo immaginato e costruito da Susana Walton sul Monte Zaro - metà collina rocciosa, metà valle - per ospitare la dimora sua e di suo marito, il compositore Sir William Walton.

Il giardino, che si estende per circa due ettari, ospita un'importante collezione di piante esotiche e rare in continua crescita. Si articola in due distinti settori: “The Valley”, il giardino inferiore, progettato dall'architetto paesaggista britannico Russell Page è avvolgente, intimo, umido e lussureggiante. Il giardino superiore, “The Hill”, progettato dalla stessa Lady Walton, è soleggiato, aperto (con molti splendidi panorami sulla zona circostante) e coltivato con autoctoni mediterranei. Fontane, stagni, ruscelli sono sparsi ovunque e consentono la coltivazione di una vasta gamma di piante acquatiche. In più, il giardino contiene tre serre tropicali.

Alla vigilia della riapertura al pubblico del giardino che la sta impegnando intensamente, siamo grati alla nostra socia Alessandra per avere consentito di dedicare tempo per accompagnarci in questa visita virtuale al suo giardino. (Presentazione in inglese.)

Aprile 2021
Maurizio Usai, Garden Designer, La Pietra Rossa
Maurizio Usai, originario della Sardegna, “plant addicted”, designer di giardini, architetto paesaggista e fotografo di talento, condivide immagini dei suoi giardini e delle piante preferite in Sardegna e in Italia e discuta il suo approccio progettuale sempre alla ricerca e alla valorizzazione del "genius loci" in ogni progetto. (Presentazione in inglese.)

Marzo 2021
Matteo La Civita, Gardener and Landscape Architect
Originario di Gorizia, Matteo La Civita è un paesaggista, giardiniere e plantsman che ha studiato a Vienna, Torino e Londra (Kew Gardens). È residente nel Regno Unito dove gestisce il proprio studio di design e collabora con Bradley-Hole Schoenaich e Trees Associates. Ha sempre diviso il suo tempo tra Londra e Gorizia e recentemente è diventato il curatore del bellissimo Giardino Lucio Viatori a Gorizia. Negli ultimi 15 anni, ha gradualmente sviluppato il suo giardino privato sempre a Gorizia per ospitare diverse collezioni di piante tra le quale la più importante è quella delle peonie. È verso questo giardino privato che “viaggiamo”. (Presentazione in inglese).

Febbraio 2021
Judith Wade, Amministratore Delegato, Grandi Giardini Italiani (GGI)
Di origini scozzesi, nata in Australia, Judith ha trascorso lunghi periodi in India e Sud America prima di arrivare a Firenze per studiare arte. Nel 1997 ha fondato GGI con la visione di portare l'immenso patrimonio artistico e botanico dei giardini italiani, molti privati e nascosti o pubblici ma spesso in rovina, agli occhi del grande pubblico. La rete è ora un punto di riferimento culturale con oltre 140 giardini che ospitano oltre 700 eventi all'anno con milioni di visitatori. Judith ci ha raccontato via Zoom la storia di questo viaggio e si può guardare una registrazione del suo discorso (in inglese).

Gennaio 2021
James Basson: Progettazione del giardino con la manutenzione in mente
James Basson è un designer meglio conosciuto come il vincitore del premio Best in Show all'RHS Chelsea Flower Show nel 2017. Quasi tutto il suo lavoro fino ad oggi è stato realizzato in Costa Azzurra, dove risiede. James ha parlato con MGS Italia del suo approccio al giardinaggio con l'obiettivo di ridurre la manutenzione una volta completata la messa a dimora delle piante. L'utilizzo della pacciamatura di ghiaia e l'attenzione alla potatura sono tecniche fondamentali. James ha illustrato il suo discorso con esempi tratti dal suo progetto in corso a Chateau Capitoul.

Il nostro incontro con questo pioniere del giardinaggio mediterraneo si è tenuto tramite Zoom. Soci di altre filiali MGS in tutto il mondo hanno partecipato alla riunione. Guarda una registrazione del discorso di James Basson (in inglese).

Dicembre 2020
Il socio Luigi Sperati Ruffoni - “Il Giardiniere Consapevole. Oltre la bellezza: intelletto ed emozione " via Zoom
Nel suo libro Luigi discute di come guardiamo un giardino? Come ci relazioniamo al nostro giardino? I nostri sentimenti sono affidabili o sono influenzati dalla tradizione e dalle convenzioni? Luigi pone queste domande sul suo giardino e sul nostro rapporto con il mondo naturale - o "biofilia". Usando le lenti della scienza, dell'arte, della filosofia e della psicologia, guarda oltre il giardino semplicemente come qualcosa che "sembra bello da vedere" e scopre che le nostre risposte intuitive sono più significative di quanto forse abbiamo creduto.

Questo libro riflessivo ci trasporterà in aspetti del giardino e della natura di cui probabilmente abbiamo sempre saputo ma di cui non siamo veramente consapevoli.

Luigi ha illustrato la sua conferenza con dispositive: per scaricare una copia in formato pdf cliccare qui.

Novembre 2020
Stefano Assogna e Il giardino del futuro.
Il nostro primo incontro via Zoom: Stefano Assogna è un garden designer laziale che ha iniziato la sua vita professionale come giardiniere e ciò gli ha permesso di sviluppare forti competenze nel campo delle piante e dei giardini, fondamentali in ogni fase progettuale. La sua creatività e passione per il disegno tecnico e artistico lo hanno portato a specializzarsi in Garden Design. In questa presentazione in italiano, Stefano ha utilizzato disegni, fotografie e video per raccontarci di un giardino che ha progettato due anni fa. Costruito su una collina nei Castelli Romani, questo è un giardino mediterraneo moderno creato secondo principi di sostenibilità e biodiversità. Dopo la presentazione Stefano ha risposto a domande dei partecipanti. Per guardare una registrazione della conferenza di Stefano clicca qui.

Stefano ha illustrato la sua conferenza con dispositive: per scaricare una copia in formato pdf cliccare qui.

Stefano Assogna garden design

Ottobre 2019
Riunione Annuale della filiale e scambio di piante, Recanati (MC)

Quest’anno la riunione annuale della filiale e lo scambio di piante si sono svolti per due giorni nelle Marche. La nostra prima visita è stata al giardino all'italiana di Villa Buonaccorsi a Porta Potenza Picena.

Terrazza a Villa Buonaccorsi

La villa risale ai primi decenni del 1800 ed è molto in rovina. È stata recentemente acquistata da un nuovo proprietario che intende trasformarla in un hotel di lusso con un costo stimato di circa €30 milioni. Il giardino ha resistito meglio alla prova del tempo grazie alla cura del Signor Attilio (che ha guidato la nostra visita) e di altri due giardinieri. Scende su diverse terrazze fino a un'enorme "limonaia".

Statue grottesche

Su ogni terrazza parterre fioriti sono intervallati con vasi di terracotta piantati con limoni. Circa 150 statue manieriste di nani e altre figure grottesche fiancheggiano i sentieri. Ci sono numerose fontane e giochi d'acqua che funzionano ancora. I panorami sulle colline marchigiane circostanti sono magnifici.

Soci a Villa Buonaccorsi

Dopo la nostra visita abbiamo proseguito per Recanati. Qui nacquero Giacomo Leopardi, uno dei più grandi poeti d'Italia e Beniamino Gigli, uno dei più famosi cantanti lirici del mondo. Una guida molto preparata ha animato la nostra passeggiata per le strade della città con le storie di entrambe queste personalità famose. Per fortuna il nostro evento era programmato una settimana dopo l'inaugurazione dell'Orto sul Colle dell'Infinito, recentemente restaurato dal FAI.

Orto sul Colle dell’Infinito

Il giardino è giovane ma i partecipanti hanno comunque apprezzato la selezione delle piante e soprattutto la vista dal giardino sulla campagna, le colline e i monti all’orizzonte che ha ispirato la poesia più famosa di Giacomo Leopardi: "L'Infinito".

Vista dell’Infinito

Il giorno successivo Anna Maria Dalla Casapiccola ha ospitato la nostra riunione nella sua dimora storica, Il Palazzo della Casapiccola, e ci ha guidato nel suo incantevole giardino. E’ seguita poi una presentazione tenuta dal fiorista internazionale Ercole Morroni che ci ha dato preziosi consigli sulle combinazioni di colori e di fiori sia per giardini che per composizioni di fiori recisi. Ha completato la nostra giornata lo scambio rituale di piante fra i soci.

Giardino al Palazzo della Casapiccola (sotto la pioggia)

Settembre 2019
Mostra "Un viaggio nei giardini d'Europa" e Visite Guidate al palazzo e al giardino, La Venaria Reale (TO)

I soci si sono recati alla Venaria Reale per una visita unica all'entusiasmante mostra "Un Viaggio nei Giardini D'Europa" guidata dal curatore della mostra Professor Paolo Cornaglia.

Dipinto del XIV secolo dei giardini di Villa Medici, Roma

Architetti e paesaggisti, aristocratici e principi, scrittori, intellettuali e studiosi hanno viaggiato attraverso l'Europa nei secoli scorsi visitando giardini, ammirando paesaggi e traendone ispirazione. La mostra riunisce oltre 200 reperti da quaderni, diari, progetti, modelli e dipinti per fornire spunti affascinanti sulle mutevoli mode del giardino europeo dal XV al XX secolo.

Il direttore Maurizio Reggi ci spiega il progetto di restauro del giardino

Abbiamo poi visitato gli ampi e meravigliosi giardini della Reggia con il direttore dei giardini Maurizio Reggi, che ha condiviso con noi la filosofia alla base delle scelte fatte nel restauro dei giardini. Nel 1996 i giardini erano ridotti al degrado totale.  Fino a oggi sono stati ristrutturati 50,000 ettari dagli originali 80,000.

Giardino restaurato "Giardino a Fiori" visto dall'interno del palazzo

Giardino "Gran Parterre" restaurato con vista sulle Alpi Graie

Il restauro più grande effettuato in Europa combina elementi di design ricreati dagli archivi storici del 15°, 16°,17° secoli con culture moderne che sottolineano l’impostazione originale.

Il palazzo visto attraverso il "Giardino a Fiori"

Uso di graminace e Verbena bonariense nel "Giardino a Fiori"

Angela Durnford, la responsabile della filiale Italiana, nel ‘Potager Royal’

Aiuole per verdure nell’orto di levante del "Potager Royal"’

Galleria Grande nel palazzo che si affaccia sul "Gran Parterre"

Maggio 2019
Giardini di Todi (PG)

I soci hanno particolarmente apprezzato la magnifica campagna umbra durante la visita a due splendidi giardini privati, ​​entrambi perfettamente collocati nelle colline e nel paesaggio circostante.

Il primo giardino di circa 4500 metri quadrati è stato creato da molti anni con passione e lavoro da un team di marito e moglie che si prendono direttamente cura del giardino che è stato davvero fonte d'ispirazione per i partecipanti poiché mette in pratica molti dei principi di giardinaggio promossi dalla società in un modo originale e armonico.

Un giardino che invita …

Iniziato nel 1983, il giardino beneficia di molta ombra creata da alberi maturi, un sottobosco di native mediterranee medie alte e varie strutture che proteggono e incoraggiano le abbondanti piantagioni sottostanti.

Alberi e cespugli creano ombra

Struttura del giardino

Ovunque arbusti e piante perenni sono piantati molto vicini per risparmiare sull'evaporazione e per tenere fuori le erbacce indesiderate. Le erbe desiderabili invece, insieme alle piante da giardino che si sono auto-seminate in luoghi non pianificati, sono lasciate indisturbate e aggiungono un piacevole disordine a un paradiso lussureggiante e verdeggiante.

Con l’eccezione di un paio di praticelli vicino alla casa e un tipo di graminacee ‘alternativo’ intorno alla piscina, altrove solo ghiaia o pacciamatura sono state usate tra le piante.

Ghiaia nel giardino

Tutti i percorsi così come le deliziose panchine che li allietano e invitano a una sosta sono stati progettati e costruiti dai proprietari stessi.

Panchina in mezzo a una fitta piantagione

Sembrava che non ci fosse fine al nostro piacere mentre i sentieri serpeggianti ci conducevano ad ammirare zone dopo zone ricche di piante.

Percorsi serpeggianti

La seconda visita della giornata ha fornito un contrasto totale. Si trattava di un giardino architettonico moderno, progettato da un professionista, creato intorno a una nuova abitazione con caratteristiche ecologiche ambiziose (tetto verde, pompa di calore geotermica, pannelli fotovoltaici, illuminazione a tubi solari, impianto verticale di trattamento delle acque). Situato in cima a una collina con una magnifica vista sulla campagna, il giardino si apre offrendo ampie vedute sui boschi alla sinistra e sulla casa di fronte.

L’Ingresso

Lungo il viale numerosi alberi di Fraxinus ornus sono collegati con festoni di viti - una caratteristica agricola dei tempi passati. Per l’irrigazione viene usata l'acqua piovana (conservata in enormi cisterne sotterranee) e quella proveniente da tre pozzi artesiani. Allontanandosi dalla casa si estendono fasce piantate con native mediterranee (Elaeagnus ebbingei, sia Phillyrea angustifolia che latifolia, Pistacia lentiscus e diverse varietà di Cistus) che si alternano con fasce di prato.

Fasce di native mediterranee

Il passaggio successivo verso il bosco circostante è stato progettato ricreando un “mantello di bosco” artificiale con una siepe mista composta da tutte le piante che normalmente si trovano in natura: Rosa canina, Spartium junceum (ginestra), Crataegus monogyna (biancospino), Prunus spinosa (prugnolo) e Cornus sanguinea (sanguinella).

Mantello di Bosco ricreato con una siepe mista

Maggio 2019
Giardini di Firenze in Primavera

La prima delle numerose e attraenti visite in programma è stata dedicata alla collezione d'arte e al giardino di Villa La Pietra. Il giardino, uno dei più celebri in Italia, è di stile rinascimentale che riflette i gusti della grande comunità anglo-americana presente a Firenze all'inizio dell’800. Fu progettato dalla famiglia Acton che vi risiedette dal 1908 al 1938. Il design del giardino è molto influenzato dagli originali giardini rinascimentali di Firenze anche se alcuni elementi riflettono le mode del giardinaggio più recenti. L'inestimabile collezione Acton decora l'interno di Villa La Pietra con oltre 6000 oggetti provenienti da una vasta gamma di stili e generi (non sono consentite foto).

Statue nel giardino di Villa La Pietra

Teatro Verde a Villa La Pietra

Il giorno seguente il conte Torregiani ci ha accompagnato a visitare il meraviglioso giardino di Villa Torregiani. Per vastità (10 ettari) è il più grande giardino privato al mondo entro i confini di una città fortificata.

Parco, Villa Torregiani

Torre, Villa Torregiani

È dotato di un romantico giardino inglese del 800 completo di alberi secolari, prati e elementi architettonici, tra cui un piccolo anfiteatro, un tempietto, una grotta e l’ossario, sormontati da una torre (simbolo della famiglia) alta quasi 40 metri.  Il giardino all' italiana è composto da siepi, aiuole e fontane disposte in ordine simmetrico dietro la storica serra di oltre 200 metri quadrati: rose, arbusti vari ed erbacee perenni colorano questa zona.

Giardino, Villa Torregiani

Parterre, Villa Torregiani

Trasferimento a Piazzale Michelangelo (e la classica vista del Duomo di Firenze) poi una passeggiata per tornare giù in città - prima attraversando il Giardino dell'Iris per ammirare magnifici cultivar di iris (partecipanti al concorso internazionale annuale iniziato nel 1954) e in seguito attraverso il Giardino Delle Rose in piena fioritura.

Giardino Dell'Iris aiuole organizzati in ordine di data

Dopo pranzo nel quartiere storico di San Niccolò siamo stati accompagnati durante le due visite pomeridiani da un’architetta paesaggistica. Per prima il giardino di Villa Bardini del XVIII secolo, recentemente restaurato, con un giardino terrazzato e un giardino anglo-cinese.

Scala Barocca a Villa Bardini con una collezione di iris

Vista di Firenze da Villa Bardini

A piedi si è proceduto verso i vasti Giardini di Boboli per apprezzare i punti salienti di uno dei primi e più importanti esempi di "Giardino all'italiana". Originariamente progettato per i Medici, Boboli è stato fonte d'ispirazione per molte corti europee e, in particolare, per Versailles. Il parco ospita querce secolari, fontane, labirinti e statue sia antiche che rinascimentali in particolare la Grotta creata dal Buontalento - un vero capolavoro manierista.

Giardini Boboli Grotta del Buontalento

Aprile 2019
Giardini, Paesaggi e Storia del Golfo di Napoli

Soci provenienti sia da MGS Italia sia da numerose altre filiali hanno apprezzato cinque giorni di visite nel Golfo di Napoli. Con base a Sorrento, il tour ha incluso visite a giardini botanici, storici, romantici, privati ​​e produttivi oltre a numerose attrazioni storiche.

Sull'isola di Capri abbiamo camminato sul Monte Solaro, visitato la Chiesa di San Michele, pranzato sulla terrazza della Villa San Michele, capolavoro di Axel Munthe, e infine apprezzato la tranquillità della storica Certosa di San Giacomo immersa nel verde dell’isola.

Vista sulla penisola di Sorrento da Monte Solaro

Stupende piastrelle maioliche a Chiesa San Michele, Anacapri

Una giornata sulla penisola sorrentina ha incluso una visita guidata alla limonaia secolare del "Giardino Il Vigliano" e una passeggiata naturalistica a Punta Campanella dove orchidee selvatiche, asfodeli, cisti, ginestre e magnifiche viste sulla Baia di Ieranto ci hanno incantati.

Il limone "Sorrento" presso Il Giardino Il Vigliano

L’orchidea d'api o Ophrys apifera a Punta Campanella

Un giorno è stato dedicato alla Costiera Amalfitana, un paesaggio verticale tra mare e montagna - l'essenza del "mediterraneo". Lasciando la costa siamo arrivati alla romantica Ravello per visitare i giardini di Villa Cimbrone e Villa Rufolo. Rientrando a Sorrento abbiamo attraversato la catena montuosa del Monte Lattari con una sosta incantevole al “Giardino Segreto dell'Anima".

Vegetazione mediterranea sulla Costiera Amalfitana

Villa Cimbrone

Due giorni di visite nell'area Vesuviana si sono concentrati sull'eredità degli antichi romani e dei re Borboni. Si sono visitati le rovine di Pompei, la splendida Villa Di Poppea ad Opplontis, il Palazzo Reale di Portici con il suo storico giardino botanico e infine la Villa Campioleto una delle ville vesuviane sul Miglio D'Oro di epoca Borbonica.

Frammento di un affresco squisito dalla Villa di Poppea

Alcuni esempi interessanti di Cactaceae presso il Giardino Botanico di Portici

Echium madrense e Wisteria sinensispress il Giardino Botanico di Portici

Esterno a Villa Campioleto sul Miglio D’Oro con Vesuvio sullo sfondo

Ottobre 2018
Branch Annual Meeting e Plant Exchange, “Torre di Sopra” Bagno a Ripoli (FI)

La sede di quest'anno del Branch Annual Meeting e Plant Sale è stata “Torre di Sopra”, la magnifica e insolita proprietà medievale della socia Jane Sacchi, che risale all’epoca del Duomo di Brunelleschi e il Davide di Michelangelo. Quando ha iniziato la progettazione del giardino Jane ha deciso di evitare un approccio tradizionale e invece ha creato un giardino informale con siepi basse di alloro, quercia, olivastro e rosmarino che valorizzano la naturalezza dei degli ulivi, delle viti e degli alberi da frutto attorno alla casa.  Arbusti fioriti - salvie, rose, nepitelle, plumbago, rosmarini, cosmos - forniscono accenti vibranti di colori blu, arancio e bianco nel giardino, colori che sono rispecchiati negli arredi interni della casa.  L'orto, disegnato in pianta medievale, fornisce abbondanti verdure tutto l'anno ed è molto amato dagli ospiti, dalla famiglia e dagli amici. Torre di Sopra è una dimora davvero splendida aperta anche a qui voglia soggiornarvi qualche giorno.
Vista panoramica di Torre di Sopra
Insieme di piante blu e grigie vicino alla piscina
Jane con la doccia esterna montata in un vecchio tronco di olivo

Salvia leucantha

Un tocco di arancione nel giardino (Cosmos sulphureus)

Un tocco di arancione nell’arredamento interno
Socia Maggie Vance nell’orto di pianta medievale
Il gruppo nella loggia
La torre vista dal cortile

Palazzi e Giardini Storici di Caserta e Dintorni
Mercoledì e giovedì 19-20 settembre, Caserta

Un itinerario affascinante di due giorni a Caserta e dintorni per visitare La Reggia di Caserta e altri due residenze private e giardini storici bellissimi: il Giardino dei Duchi Guevara di Bovino con i suoi giardini all'italiana e all'inglese (che appare nel libro “Italy’s Best Gardens”) e Palazzo Mondo con la sua splendida arte, interni squisiti e un giardino tipico dei cortili dei palazzi del Sud Italia.

Prima c’era una visita al Real Casino del Belevedere di San Leucio. Oltre al Museo della Seta con gli antichi telai, abbiamo visitato l’Appartamento Reale, tra le cui stanze, la più significativa il “Bagno di Maria Carolina” con i dipinti ad encausto di P. Hachert e la grande vasca in marmo.

Il Giardino dei Duchi Guevara di Bovino venne realizzato nel 1781 per volontà di Annamaria Suardo Guevara, duchessa di Bovino. Si estende per 1,7 ettari ed è in parte disegnato con viali a siepi sagomate secondo il modello del giardino all’italiana e in parte è un antico bosco di querce, originalmente destinato alla caccia e poi convertito nel tardo ‘700 in romantica passeggiata.

Alla Reggia di Caserta abbiamo iniziato visitando il Palazzo Reale uno dei più vasti e maestosi edifici di Europa (1200 stanze servite da 34 scale e 1970 finestre) e il capolavoro dell’Architetto Luigi Vanvitelli.  A piano terra si trova l’elegante e armonioso Teatro di Corte, uno dei migliori esempi di architettura teatrale settecentesca. 

Teatro di Corte, Palazzo Reale

All’interno, il grandioso Scalone d’Onore è sormontato da doppia volta ellittica, di effetto originalissimo, nella quale si collocavano i musici per salutare l’arrivo del Re e degli invitati in occasione dei ricevimenti. 

Scalone d'Onore, Palazzo Reale

E infine la bella Cappella Palatina e ai fastosi Appartamenti Reali con un ciclo di sale ricche di arredi e decori dal ‘700 fino all’ ‘800.

Nel Parco Reale una passeggiata in carrozza ci ha consentito di visitare una zona poco conosciuta del Parco, il Real Bosco.  Qui si trova la Grande Peschiera, un largo bacino con al centro una isoletta boscosa e, nel folto bosco di lecci secolari, la Torre Prenesta o Castelluccia, un edifico ottagonale circondato da un fossato costruito per la istruzione e lo svago dei giovani Principi e della Corte.

Alcuni partecipanti in carrozza, Parco Reale

Il gruppo nel Parco Reale

Il Parco all’italiana (esteso per oltre 120 ettari di superficie e lungo 3 Km) ha stupefacenti giochi d’acqua, vasche disposte a diverse altezze e fontane che culminano con la Grande Cascata. Questa precipita con un salto di 78 metri, tra alte spalliere boscose, in un largo bacino arricchito da un superbo ciclo scultoreo raffigurante Diana che, circondata da ninfe e cani, scaccia Atteone, il quale, trasformato in cervo, viene assalito da i suoi stessi cani.

Grande Viale Centrale, Parco Reale
Statua di Diane e Atteone, Grande Cascata0

Ai lati della cascata, due gradinate salgono ad una Grotta (204 m.) dalla quale prorompe l’acqua dell’Acquedotto Carolino progettato dallo stesso Luigi Vanvitelli, una ciclopica opera di ingegneria idraulica sul modello architettonico degli acquedotti romani, lungo 40 km attraverso ben cinque montagne.

A piedi abbiamo attraversato il Giardino Inglese, sito nella parte occidentale del parco, la cui realizzazione si deve al botanico inglese G. Andrew Graefer su incarico della Regina Maria Carolina, sotto la vigilanza di Carlo Vanvitelli che succedette al padre. Il giardino occupa un’area di oltre 25 ettari e contiene alberi secolari, specchi d’acqua, piante rare e antiche serre. Particolarmente affascinanti sono i reperti archeologici provenienti dagli scavi di Pompei inseriti in pittoresche rovine artificiali.  Uno scorcio molto romantico: una statua di Venere inginocchiata sopra una roccia sorgente da un placido laghetto.

Rovine Artificiali, Giardino All’Inglese

Laghetto di Venere, Giardino Segreto

Statua di Venere, Giardino Segreto

Palazzo Mondo: abbiamo pranzato al piano terreno prima di visitare lo storico appartamento al primo piano che è ora conservato come una casa-museo dedicata al pittore Domenico Mondo. Il delizioso giardino interno è circondato da alte mura di tufo e ombreggiato da aralia papirifera. Aranci, mandarini, allori e philadelphus più scalatori di gelsomino e clematide danno profumo e forma mentre la loggia sovrastante, dove è stato servito il caffè, è ricoperta di uva fragola.

Interior, Palazzo Mondo

Il nostro viaggio é stato organizzato in collaborazione con l'Associazione culturale GIA.D.A. (Giardini e Dimore dell'Armonia) che si occupa del censimento e della valorizzazione di dimore storiche e giardini privati nella regione.

Maggio 2018
Assisi: Sulle orme di San Francesco

Abbiamo iniziato con una visita guidata al vivaio specializzato "Quando Fioriranno Le Rose" ambientato nello splendido scenario di Assisi. 

Roseto con Assisi come sottofondo

Il nome del vivaio deriva da una storia su San Francesco: andò a visitare Santa Chiara nel suo convento nella città di Assisi durante l'inverno con la neve sul terreno. Al momento di partire, lei gli chiese quando sarebbe tornato. La sua risposta fu "Quando fioriranno le rose", e nello stesso momento le rose crebbero dalla neve e sbocciarono e Santa Chiara ne raccolse un mazzo che gli presentò.

Rosa ‘Lady of the Lake’, Rambler

Gestito a partire dal 2011 dalla ideatrice la Signora Paola Bianchi e da suo marito Fabio (fotografo professionista da 30 anni), il vivaio propone una vasta selezione di rose inglesi e antiche, inimitabili per raffinatezza, per sfumature di colori e per le intense fragranze.  La nostra visita guidata è stata un modo splendido di sviluppare la nostra conoscenza sulle rose in un ambiente idilliaco.

Poi ci siamo spostati al Bosco di San Francesco. Mentre la Basilica di San Francesco è senza dubbio una delle maggiori attrazioni di Assisi, pochi conoscono o si avventurano lungo sentieri e boschi vicini dove Francesco e i suoi frati camminavano nella natura dedicandosi alla contemplazione.

Monastero di Santa Croce

Dopo un light lunch nell’Osteria Del Mulino abbiamo visitato, accompagnati da una gentilissima guida, il giardino attorno al complesso del monastero di Santa Croce, e l’adiacente parco boschivo recentemente restaurato dal FAI. Ha concluso la giornata una conferenza sulla cucina tradizionale Umbra fino dai tempi delle suore benedettine che gestivano questo ospizio ancora prima di San Francesco.

Gruppo nel giardino di Santa Croce

Aprile 2018
Visita al Parco Nazionale del Circeo

Ci sono voluti più di 2400 anni per creare quello che è noto come Agro Pontino, la fertile pianura alluvionale e agricola appena al sud di Roma. Sporadici tentativi di bonificare le preesistenti paludi si ricordano fino dal 400 a.C. a opera dei Volsci una tribù rivale di Roma per centinaia di anni. Fu poi la volta dei romani che costruirono la via Appia attraverso le paludi verso Brindisi nel 312 a.C. Successivamente diversi imperatori e papi tentarono inutilmente di bonificare le paludi ma solo il governo di Mussolini nel 1928 riuscì a portare a termine una totale opera di bonifica, eliminando la malaria, disboscando la folta vegetazione delle paludi e insediando nella vasta piana agricola così formatasi centinaia di famiglie di contadini provenienti dal nord-est d’Italia.

L’unica vegetazione originaria di questa area rimane nel comprensorio del Parco Nazionale del Circeo che è stato la meta della visita in aprile della nostra filiale.

Il parco si compone di diversi e distinti ecosistemi. Il promontorio del Circeo si eleva fino a 541m per poi precipitare drammaticamente sul mare. Il versante a nord è coperto da dense foreste di carpino nero, leccio e roverella punteggiate dalle bianche fioriture dell’orniello. Alla base si estendevano vaste foreste di querce da sughero oggi ridotte a pochi esemplari. Nel versante a sud le temperature più elevate e l’aridità del terreno hanno favorito la classica macchia mediterranea: lentisco, mirto, corbezzolo e alaterno nelle zone più alte e palma nana e euforbia più giù.

Sulla punta più occidentale del promontorio immerso in una lussureggiante vegetazione si trova il bell’Hotel Punta Rossa dove il gruppo dei partecipanti si è incontrato e nel quale ha soggiornato per la notte. I partecipanti sono stati accolti da Maria Teresa Lombardi, garden designer, che ha presentato due bellissimi vasi di fiori provenienti dal suo giardino (che purtroppo non abbiamo potuto visitare essendo in fase di ristrutturazione). Un vaso era composto da un delizioso accostamento di blu, viola e rosa con fiori di tipo Polygonun capitata, Dianella tasmanica, and Dietes iriodes mentre l’altro era riempito dai fiori giallo tenue della Clivia citrinia. Sempre dal suo giardino Maria Teresa aveva portato un lungo ramo di Woodwardia radicans invitando i partecipanti a portarne a casa dei rametti per riproduzione. Siamo poi scesi con lei attraverso le scoscese terrazze del giardino dell’Hotel, creato da Alessandra Venuti Battaglia, fino ai bordi rocciosi del mare. Il giardino è la testimonianza della sua passione per le piante mediterranee native e per tante specie esotiche come Brunfelsia e Plumeria.

Il giardino dell’Hotel Punta Rossa

Il giorno seguente, accompagnati da una guida molto competente, abbiamo visitato le rovine della Villa di Domiziano del 1° secolo d.C., particolarmente interessante per il complesso termale, l’acquedotto e la grande cisterna. La Villa è situata all’interno di una foresta ai bordi del Lago Paola. Durante la passeggiata per raggiungere la Villa, e poi ritornare al limitare della foresta, abbiamo ammirato numerose piante autoctone e fioriture spontanee come Leopoldia muscari; Umbilicus ruprestris e Serapias lingua.

La passeggiata nella foresta per raggiungere la Villa di Domiziano

Umbilicus rupestris

Cyclamen repandum

Nel pomeriggio ci siamo spostati, sempre accompagnati dalla nostra guida, verso il mare per ammirare le imponenti dune a ridosso della spiaggia a nord del promontorio del Circeo. Queste dune sono un habitat naturale per conigli selvatici, volpi e istrici che si nutrono delle bacche del Juniperus oxycedrus macrocarpa. Tra i suoi massicci cespugli abbiamo potuto ammirare Pancratium maritimum, Euphorbia paralias, Helychrysum stoechas and Erica multiflora. Giunti alla spiaggia abbiamo trovato anche un egagropilo, una sfera rotonda composta dalla pianta Posidonia oceanica secca.

Dune con il promontorio del Circeo sullo sfondo

Composto di mare con Egagropilo da Erba di Nettuno

La nostra ultima tappa per la giornata è stata Torre Paola, una delle cinque torri di avvistamento dei pirati saraceni che punteggiano la costa del promontorio. Qui abbiamo potuto ammirare alcune specie di piante che crescono sui arenili come Crithmum maritimum, Glaucium flavum and Senecio leucanthemifolius.

Questa visita al Parco Nazionale del Circeo che offre variati e affascinanti paesaggi naturali e notevoli siti archeologici ha pienamente soddisfatto tutti i partecipanti.

Ottobre 2017
Giardini della Provincia di Siena

La vendita di piante e l’Assemblea Annuale della MGS Italia sono state il punto di partenza per una visita di due giorni nella provincia di Siena durante la quale i partecipanti hanno potuto visitare tre bellissimi giardini privati (due di quali appartenenti a nostri soci) e trascorrere piacevolmente del tempo insieme. Per il pernottamento è stata scelta una tipica fattoria toscana: la Fattoria del Colle a Trequanda.
La riunione per l’assemblea annuale è stata ospitata dal nostro socio MGS John Werich a Poggio all'Olmo. La casa e il giardino, ristrutturati in modo molto sapiente, sono completamente circondati da boschi nei quali sono stati raccolti i funghi porcini usati per preparare una delle pietanza del nostro pranzo delizioso.

Poi verso sera abbiamo proseguito per la Fattoria Del Colle, una bella azienda vinicola e olivicola situata nel panorama mozzafiato della Val D'Orcia. Donatella Cinelli e il suo team di collaboratrici   producono una vasta selezione di vini premiati, alcuni di quali abbiamo assaggiato durante la degustazione che ha preceduto una cena tipicamente toscana.

L’indomani abbiamo proseguito per il Bosco della Ragnaia, un parco boschivo e un giardino creato dall'artista americano Sheppard Craige (anche lui socio della MGS) a San Giovanni d'Asso. Anche se alcune parti sembrano antiche, il Bosco è un'opera contemporanea che ha avuto inizio nel 1996 e continua di svilupparsi ancora oggi. Il giardino è un'opera d'arte assolutamente unica: i suoi boschi e le radure ospitano sculture che inducono i visitatori a considerare tre temi universali di incertezza, natura e tempo.

Il Bosco è aperto al pubblico gratuitamente tutti i giorni (chiuso in Agosto) perché non fare un salto la prossima volta che si passa di li?

La nostra ultima visita è stata a Villa Treci, abitazione di Adelmo Borlesi, architetto e progettista di giardini, e su moglie Cinzia Sorlini. Il terreno di tre ettari ai piedi della villa, inizialmente incolto e infestato dai rovi, è stato gradualmente trasformato in un bellissimo giardino a basso consumo idrico.

Di particolare interesse è la nuova aiuola di 150 metri con circa 8.000 erbe ornamentali, perenni e bulbi resistenti alla siccità, creata con Enrico Carlon del vivaio Strano Ma Verde. Affascinante anche è il lago naturale che convoglia la fuoriuscita di acqua piovana dal giardino e contiene numerose piante acquatiche.

Giugno 2017
Toscani Giardini

Nel delizioso paesaggio collinare della Maremma vicino a Capalbio (GR) abbiamo visitato tre interessantissimi giardini tutti a pochi passi l'uno dall'altro.

Botanical Dry Garden©
Dal 2008 Luca e Roberta Agostini hanno trasformato il loro vivaio tradizionale in uno specializzato in piante per giardini aridi. Il loro giardino di dimostrazione, creato con coraggio e passione, si estende su 4 ettari e ospita oltre 1500 specie e varietà di piante adattate a sopravvivere nel clima mediterraneo senza irrigazione. La dimensione e la creatività sono molto stimolanti è istruttive.

Uno scorcio del giardino

Esempi di molte varietà di piante per scopi specifici sono stati esposti, come il topiario resistente alla siccità.

Almeno venti tipi di piante per l’arte topiaria

Eravamo sbalorditi dal ‘prato’ di Phyla nodiflora usato per tutti vialetti nel vivaio, che non richiede irrigazione.

Phyla nodiflora usata come un prato

Il Giardino La Ferreira
La Contessa Giuppi Pietromarchi, giardiniera e autrice di tre libri di giardinaggio, ci ha ospitato per un
pranzo nel suo giardino. La sua passione, per cui è particolarmente rinomata, sono le rose che riesce a coltivare bene pur nella calda e ventosa Maremma e il suo giardino vanta oltre 100 varietà di rose noisette e cinensis. Ci erano molte altre piante da ammirare, alcune portate in Italia nel corso degli anni trascorsi all'estero come la moglie di un diplomatico da luoghi come Egitto, Marocco e Cile. Eravamo rimasti schioccati quando abbiamo saputo che non c’era pioggia lì da oltre un anno e che a dicembre e ad aprile la temperatura ha sceso a cinque gradi sotto zero, in una zona dove di solito il clima è temperato. Inoltre, la contessa era amica di Niki de Saint Phalle e ci raccontò alcuni aneddoti sull'artista e la costruzione del Giardino dei Tarocchi che abbiamo visitato dopo pranzo.

Il Giardino dei Tarrocchi
L’ultima visita della giornata era riservata all’Giardino Dei Tarocchi creato dell'artista franco-americana Niki de Saint Phalle.  Lungo la strada si intravedono tra gli alberi le sculture monumentali di colori vivaci, ma niente ti prepara per l’impatto che ne ricevi quando le vedi da vicino.

Le grandi statue furono costruite durante un periodo di 17 anni. Niki, lavorando in collaborazione con artisti locali e internazionali, fabbricava personalmente i telai in acciaio che venivano poi ricoperti da cemento e infine rivestiti con specchi, vetri colorati e ceramiche. Le forme sono fantasiose, la scala è monumentale, i colori sono caleidoscopici e le infinità dei decori è molto stimolante.

L’Imperatrice

Tra le sculture più rappresentative del complesso sicuramente è l'Imperatrice, gigantesca statua all'interno della quale Niki de Saint Phalle ha anche abitato per lunghi periodi durante i lavori. Questa gigantesca scultura al suo interno ospita una stanza da letto, un soggiorno, una cucina e un bagno con pareti interamente rivestite da migliaia di frammenti di specchi veneziani. Enorme ed opulenta, con il corpo esageratamente formoso rivestito di una fantasmagoria di ceramiche, questa statua incarna forse meglio di qualsiasi altra scultura lo stile adottato dall'artista.

L’interno della statua L’Imperatrice

L’artista riteneva questa colossale opera l'espressione del lavoro della sua vita ed è veramente un posto magico da visitare.

Maggio 2017
Giardini di Piemonte

Durante il nostro recente tour in Piemonte abbiamo avuto la possibilità di ammirare bellissimi paesaggi, parchi famosi e diversi giardini privati disegnati da rinomati architetti.

Il PRIMO GIORNO, lasciato l’aeroporto di Torino - luogo di incontro - ci siamo diretti verso il vivaio collinare di Anna Peyron che ha impostato e coltivato con passione una incredibile collezione di rose. Sua figlia Saskia, preferendo le ortensie e le clematidi, ne ha creato un’altrettanta importante collezione. La loro filosofia è di consentire ai clienti, prima di effettuare i loro acquisti, di ammirare le piante adulte nel contesto del loro vasto giardino. Ciò ci ha permesso di ammirare la fioritura di alcune piante veramente speciali.

Vivaio Peyron

Ci siamo poi diretti verso il Santuario di Oropa, patrimonio Unesco, che è il più importante e vasto Santuario Mariano di tutte le Alpi e nella cui foresteria abbiamo trascorso la prima notte. Dall’imponente complesso monumentale, attorniato da altrettanto imponenti montagne, si accede alla incontaminata natura della Riserva Naturale del Sacro Monte e al contiguo giardino botanico. Abbiamo visitato questo giardino che è gestito dal WWF e che ospita circa 500 specie e varietà di piante. La buona disposizione del giardino, pure in un’area ristretta, consente di ammirare tutti gli esemplari della flora spontanea della Riserva e include un grazioso giardino roccioso e un bosco di faggi. La stagione della fioritura delle bulbose era purtroppo passata ed era troppo presto per la fioritura estiva, ma abbiamo trascorso una piacevole ora nel sole del tramonto.

Santuario d’Oropa

Il SECONDO GIORNO, dopo un breve tragitto in autobus, abbiamo visitato il Parco Burcina Felice Piacenza. A partire dal 1850, prima Giovanni e poi il figlio Felice Piacenza, facoltosi imprenditori lanieri, hanno trasformato i 57 ettari della collina sovrastante la fabbrica originaria in uno splendido parco-giardino dove piante esotiche e native coesistono in perfetta armonia. Oggi l’attrazione principale del Parco è la fioritura dei rododendri che si estendono per due ettari attorniati dai boschi originari di faggi, castagni, aceri, frassini, querce e betulle. Una visione incantevole! La nostra deliziosa guida è stata Guido Piacenza, nipote di Felice, che continua la tradizione e la visione della famiglia.

Parco Burcina

Successivamente abbiamo percorso la Strada Panoramica Zegna costruita nel 1938 da Ermenegildo Zegna, fondatore della nota casa di moda maschile, come parte integrante della sua visione filantropica di creare benessere e salute per il suo paese natale Trivero e per quelli circostanti. Per arricchire il suo progetto Zegna mise a dimora più di 500.000 conifere e rododendri che si possono ammirare dalla Strada Panoramica. Al ritorno, guidati da Laura Zegna, discendente di quarta generazione da Ermenegildo, abbiamo visitato il delizioso giardino circostante la casa dei suoi genitori. Il giardino lussureggiante, disegnato da Pietro Porcinai (Firenze 1910-1986) uno dei più celebri architetti paesaggisti del secolo scorso, si adagia sulla collina antistante la casa integrandosi in perfetta armonia con il paesaggio. Molto particolare, sempre disegnato da Porcinai, il giardino d’inverno con ampie vetrate e pareti di sughero.

Il primo giardino visitato il TERZO GIORNO è stato quello della Tenuta Spinola Banna, una delle più belle dimore della pianura piemontese, arricchita da un imponente castello. Per arrivarvi si attraversano distese di campi coltivati, ma una volta giunti all’interno della tenuta, ci si trova in un mondo fatato. L’incantevole giardino è stato restaurato e ridisegnato negli anni novanta dal più rinomato architetto paesaggista italiano vivente, autore inoltre di libri di giardinaggio, Paolo Pejrone. Incoraggiato da Porcinai, Pejrone si è formato ispirandosi a due tra i più grandi giardinieri del ventesimo secolo: Russell Page e Robert Burle Marx. Questo giardino si articola in sette ampie stanze a cielo aperto che si affacciano su quattro laghetti. In questa stagione abbondano rose, glicini, peonie e iris.

Lago di Tenuta Spinola Banna

La visita successiva è stata dedicata al giardino privato di Villa Peyrani: in un esteso parco abbiamo ammirato questo bellissimo giardino, disegnato in parte ancora da Paolo Peyrone e curato amorevolmente dalla proprietaria, caratterizzato da un orto e frutteto fiorito, un bellissimo roseto e diversi zone piantate con creatività.

Pergola a Villa Peyrani

Nel pomeriggio, a Saluzzo, ci attendeva Domenico Montevecchi proprietario e creatore del Giardino Botanico di Villa Bricherasio. Frutticoltore di professione, Domenico con passione ed esperienza ha incoraggiato a convivere e svilupparsi piante provenienti da tre differenti zone fitoclimatiche: mediterranea, temperata e continentale. Rigogliose bordure in stile inglese fiancheggiano i vialetti che conducono alla visita delle innumerevoli piante che arricchiscono questo fantastico giardino botanico.

Villa Bricherasio

L’ultima visita, il QUARTO GIORNO, è stata dedicata ai giardini privati di Paolo Pejrone: Bramafan.
Inerpicati sulla collina che domina Revello, e solcati da gole profonde, appaiono come una verde foresta rigogliosa con una meravigliosa collezione di piante che evidenziano l’amore di questo famoso architetto paesaggista per la botanica. Abbiamo ammirato in particolare Rose – ‘Iceberg’, ‘Sugar Moon’ e ‘Alberic Barbier’ – Cistus × purpureus‘Alan Fradd’, Silene coronaria ‘Alba’ (syn. Lychnis coronaria ‘Alba’), Davida involucrata, Punica granatum ‘Alba’. Ancora il bianco in una foresta di magnolie creata dall’architetto che comprende M. delavayi, M. tripetala, M. ‘Maryland’ e M. macrophylla l’ultima dai giganteschi scintillanti fiori bianchi che spiccano nel verde intenso delle foglie.

L‘Architetto Pejrone, che ci ha guidato nella visita, si è poi soffermato con noi durante il successivo rinfresco e ci ha esposto i suoi pensieri in tema di disegno e coltivazione dei giardini. Semplicità nel disegno e anarchia tra le piante sono le parole d’ordine di questo piacevolissimo gentiluomo, ospitale e alla mano che attribuisce alla sua umiltà l’avere raggiunto il successo relativamente tardi nella sua vita. Ci ha detto salutando che il suo giardino è un luogo per fare contente le piante ma sicuramente molto contenti se ne escono i visitatori!

Aprile 2017
Giardini di Roma

In esclusiva per i soci di MGS si è svolta a Roma e dintorni una visita guidata di 3 giorni per ammirare alcuni tra i più belli e famosi giardini.
 
Primo giorno: Castel Gandolfo
La cittadina, nota soprattutto come residenza estiva dei Papi, si affaccia sul lago Albano. Qui, dopo aver pranzato in un ristorante sul lago, abbiamo visitato il giardino di Villa Barberini, annessa alle pertinenze della S. Sede in Castel Gandolfo dal 1929 con i Patti Lateranensi. I giardini, molto curati, costituiscono il cuore verde delle ville pontificie ed incantano per le meraviglie naturalistiche, botaniche ed archeologiche: sono infatti ben visibili diversi resti della villa dell’imperatore Diocleziano. Abbiamo ammirato il giardino delle magnolie, il viale delle rose, il viale delle erbe aromatiche e quello dei Ninfei, il Piazzale dei Lecci ed il giardino del Belvedere

Villa Barberini

Secondo giorno: Roma - alla mattina i Giardini Vaticani Città del Vaticano e nel pomeriggio Villa Medici
I giardini Vaticani occupano circa due terzi della superficie dello Stato del Vaticano e si estendono da sud a nord-ovest del piccolo Stato. Grazie all’intervento della nostra guida siamo riusciti ad evitare la folla e la lunga coda all’ingresso ed entrare direttamente nei giardini, una vera oasi di pace e magnificenza. Essi sono luogo di riposo e meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando papa Niccolò III riportò la sede papale dal Laterano al Vaticano e fece impiantare un frutteto (pomerium), un prato (pratellum) e un vero e proprio giardino (viridarium).  Ma il periodo di maggiore sviluppo architettonico dei giardini è tra i cinquecento e il seicento, quando vi lavorarono architetti, pittori, scultori e incisori famosi. Innumerevoli sono infatti le fontane (fontana della Galera e fontana dell’Aquila), e oltre alle Mura, alle Casine e ai giochi d’acqua, abbiamo ammirato tempietti, santuari e grotte dedicate alla Madonna.  A fare da sfondo a tutti questi importanti simboli della storia e della fede è la natura. I giardini, composti di varie zone (Giardino all’Italiana, Giardino all’inglese, Orto del Papa) sono anche sede di uffici statali, come il palazzo del Governatorato e il Tribunale di Stato, la Radio Vaticana e la Stazione ferroviaria.

Giardini del Vaticano

Dopo pranzo ci siamo diretti verso Villa Medici, la più panoramica tra le residenze patrizie entro le mura. E’ situata sul Pincio, colle romano conosciuto in epoca imperiale come colli horticolorum per la presenza di splendidi giardini, fra cui quelli di Lucullo, Sallustio e Domiziano. Nel 1576 il cardinale Ferdinando dei Medici acquistò ampliò e abbellì la villa, già precedentemente trasformata per volere del cardinale Ricci da Montepulciano, costruendo sul lato destro la galleria delle statue. Questa preziosa collezione archeologica rese il giardino meta di molti visitatori e ben presto, il più ammirato dell’Urbe. Il giardino occupa una superficie di 7 ettari. Un lungo viale costeggia il terrapieno, al di sopra del quale è situato il boschetto dei lecci, prosegue nell’arioso parterre antistante la dimora, per terminare davanti alla statua della dea Roma, situata nel vasto giardino rettangolare. Quest’ultima area è suddivisa in 16 aiuole quadrate, cinte da siepi di alloro e di bosso e ornate con lecci, pini e cipressi. E’ percorsa da una serie di vialetti rettilinei che si intersecano perpendicolarmente, formando una specie di labirintico corridoio. Ad ogni incrocio si ammirano statue e busti di marmo. 6 aiuole racchiuse da siepi di bosso circondano la fontana dei Delfini formando il parterre antistante la facciata secondaria, ancor oggi abbellita da bassorilievi del 500.
La villa rimase di proprietà della famiglia Medici fino al 1803, quando fu venduta alla Francia per ospitarvi la sede dell’Académie Française.

Villa Medici

Terzo giorno: Alla mattina - i Giardini segreti di Villa Borghese e il Giardino di Palazzo Colonna
Il Giardino segreto, derivazione diretta dell’Hortus conclusus medievale, è una costante nelle ville rinascimentali e barocche, Villa Borghese aveva 3 giardini segreti, realizzati nel 600, allineati lungo i lati minori del Casino nobile (quello che ospita il Museo). Il Giardino Vecchio dedicato ai fiori e agli agrumi, conteneva oltre a piante medicinali e coronarie, un’esposizione di vasi di limoni, aranci e cedri posti su piedistalli. Il secondo, il giardino dell’Uccelliera, nato per esporre le bulbose da fiori esotici di moda all’epoca, è un giardino di gran pregio. L’impianto evoca le mode orticole del 600 con bulbose da fiore: il tulipano, il giacinto orientale, il ranuncolo asiatico, l’anemone e piante di ananas, nuovo oggetto di culto, importato dalle Americhe. Il giardino della Meridiana, giardino dei fiori, riprende forme geometriche caratteristiche del periodo e pone l’accento sul carattere scenografico del giardino all’interno del quale era posto il “teatro dei fiori”, una struttura a scalini dove venivano esposti vasi di fiori esotici per essere comodamente osservati dai visitatori.
Oggi i Giardini segreti di Villa Borghese si presentano in maniera molto diversa rispetto agli originali del 600. Mancano le mura protettive che ricreavano il medievale Hortus conclusus: giardino chiuso, dove germogliavano i prodotti più ricercati, pregiati e squisiti della terra. La manutenzione, affidata al Comune, risente della mancanza di fondi e risulta spesso trascurata, ma la nostra brava guida, il capo giardiniere, ci ha mostrato con competenza la grande quantità di piante e fiori progettate per ricreare gli stessi effetti come in passato. L’Iris germanica e la Drimia maritima, (Scilla maritima), erano ancora in fiore e un paio di settimane prima avremmo potuto ammirare fino a 250 varietà di narcisi e tulipani. Dietro la villa abbiamo visitato il Parco dei Daini con lunghi viali di leccio, dedicato alla caccia. Infine nella valle del Graziano, un rigoglioso bosco, abbiamo visto i platani più antichi di Roma: magnifici esemplari di Platanus orientalis, originario dell’Europa meridionale, alberi che hanno 600 anni.

Villa Borghese

La visita al giardino di Palazzo Colonna al Quirinale ha chiuso il nostro itinerario romano. Questa è una delle ville più antiche e grandi di Roma risalente al XII secolo. Il suo magnifico giardino è stato continuamente sviluppato e arricchito nei secoli dalla famiglia Colonna, che ancora vi risiede stabilmente da otto secoli. Il giardino si compone di tre grandi terrazzamenti che colmano il dislivello tra Via della Pilotta, su cui sorge il palazzo e il piazzale del Quirinale.  Al primo livello. quello inferiore, si trova un giardino all’italiana, con siepi di mirto e bosso che delimitano le aiuole. Per risalire la pendenza si salgono due scalinate tra le quali scorre l’acqua proveniente dal secondo livello del giardino e che crea giochi d’acqua tra statue e teste di antichi personaggi.  Al secondo livello si trova un ninfeo con mosaici che rappresentano i simboli araldici del Casato. Al terzo livello, dalla terrazza panoramica del giardino, si può ammirare tutta la città. Ritornati all’interno del palazzo abbiamo infine visitato la magnifica Galleria Colonna, autentico gioiello del barocco romano.

Palazzo Colonna al Quirinale

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