Mediterranean Garden Society

Associazione Giardino Mediterraneo

Conservare e risparmiare saggiamente l’acqua nel giardino

Acqua: un bene da conservare
L’acqua è un prezioso bene naturale che purtroppo ha cominciato a scarseggiare (e a diventare anche più caro) dal momento che il mutamento climatico ha portato estati ancor più calde e secche in alcune parti del mondo. In aggiunta, la domanda di risorse idriche in tutto il bacino mediterraneo ha cominciato gradualmente a crescere a causa dell’aumento della popolazione, dell’ introduzione di nuovi modi di vita – come ad esempio l’uso di lavastoviglie e la costruzione di piscine – in associazione, inoltre, agli influssi indotti del turismo di massa, o delle seconde case, proprio durante i mesi più secchi. In alcune regioni i canoni stabiliti per l’uso dell’ acqua potabile e le relative restrizioni, prevedono multe per quantità in eccesso. Le stesse normative possono essere adottate pure in altre aree, in un futuro prossimo. Le trivellazioni potrebbero sembrare una soluzione ideale per avere acqua in quantità, ma la falda acquifera che potremmo aver raggiunto è spesso il risultato di migliaia d’anni d’accumulo e non è infinita; inoltre, in alcune aree costieri del Mediterraneo il pompaggio di acque sotterranee per irrigare, ha favorito la penetrazione del acqua salata in esse, rendendole inadatte. Una saggia distribuzione dell’acqua in giardino equivale a tener in massimo conto ogni sua goccia; comporta un’appropriata irrigazione e tecniche di coltivazione che ne aiutino a ridurne il consumo. Soprattutto presuppone l’uso di piante mediterranee che hanno scarse esigenze idriche.

Come posso ridurre la quantità d’acqua che uso nel mio giardino?

Come innaffiare senza sprechi?

Piante mediterranee che crescono bene senza annaffiarle
(Foto: Olivier Filippi)

Quanto spesso dovrei innaffiare?
Questo dipende dalla specie di piante coltivate e da quanto bene siano acclimatate, da quale tipo di terreno sia costituito il vostro giardino o da altri fattori come il vento, il sole o l’ombra. Durante la prima o la seconda estate, prima che le piante si siano completamente acclimatate (abbiano, cioè, sviluppato un buon sistema radicale e si siano abituate al terreno e alla nuova posizione) le giovani piante devono essere leggermente annaffiate con più frequenza com’è stato già descritto in precedenza. Per incoraggiare la crescita radicale, dilatare al massimo gli intervalli tra le innaffiature.  Una volta stabilitesi, un vasto numero di piante per climi secchi, come i lentischi, le phlomis, i cisti, le lavande e molte salvie, non necessiteranno di innaffiature estive. Altre ne avranno bisogno, come citato, nei giusti intervalli di tempo, come una volta al mese, per esempio. D’estate le piante in vaso, o nell’orto, abbisognano di innaffiature quotidiane o a giorni alterni. I suoli argillosi facilitano maggior ristagno d’acqua di quelli sabbiosi, cosicché bisogna regolarsi di conseguenza sia per i tempi di irrigazione, che nella scelta delle piante. I forti venti hanno un effetto disseccante sulle piante che perdono l’acqua dalla traspirazione fogliare.

Conservare l’ acqua piovana
È spesso in uso aggiungere grondaie o tubi ad edifici esistenti (case o garage, ecc.) al fine di raccogliere dai loro tetti l’acqua piovana. È possibile inoltre raccoglierla da superfici impermeabili come da sentieri e verande. L’acqua viene poi condotta in botti o cisterne di raccolta al fine di venire poi usata quando necessaria. Esiste una vasta gamma di questi contenitori; qualora il giardino sia in pendenza e la cisterna sia logicamente alla sua base, sarà necessaria ovviamente una pompa. È molto importante assicurarsi che ogni superficie dalla quale viene raccolta la pioggia sia pulita e libera da detriti. Un filtro in entrata della cisterna sarà necessario come pure la sua costante pulizia. È anche molto importante non usare forti detergenti o prodotti chimici sulle superfici pavimentate dalle quali si raccolga l’acqua piovana.
Un altro modo semplice di raccolta potrebbe essere quello di dare una leggera curvatura ai vostri sentieri così da favorire, dal loro dosso, il deflusso della pioggia sulle vostre probabili piantagioni laterali. Una veranda potrebbe avere pure un piccolo canale lungo un lato per condure l’acqua nel giardino.
Ricordatevi comunque che ben poche sono le precipitazioni nelle estati mediterranee.

Acque grigie
Le acque grigie sono le acque riciclate dopo il loro uso domestico, dai lavandini, dai bagni e dalle docce. Queste possono venir usate in giardino. Comunque è fortemente raccomandato che i prodotti detergenti usati siano ecologici e che quelli chimici molto forti, i saponi e le candeggine, siano evitati. Le acque grigie non possono essere conservate senza un sistema di filtraggio che elimini il problema dei cattivi odori. Per un sistema alternativo di filtraggio di queste acque troverete le informazioni necessarie al riguardo sul libro di Dunnett and Clayden citato in bibliografia, oppure su Internet.

Progettando un nuovo giardino
Se vi accingete alla progettazione di un nuovo giardino o, ancor meglio, progettate allo stesso tempo anche la nuova casa che questo circonderà, allora, siete fortunati. Avrete infatti l’opportunità di avvalervi, in questa fase di progettazione, dei principi del risparmio idrico. Forse potrete prevedere l’installazione di cisterne sotterranee e unità di filtraggio per le acque grigie. Avrete anche il vantaggio di pianificare in precedenza le zone ombrose, decidendo dove piantare gli alberi che forniranno l’ombra che può attenuare a certe piante i loro fabbisogno d’acqua. Avrete l’opportunità di pensare attentamente prima di piantare, assicurarvi l’esperienza necessaria affinché il vostro giardino diventi un luogo di bellezza, con basse esigenze idriche.

Bibliografia
Un vasto numero di informazioni su un giardinaggio che non sprechi l’acqua può essere reperito nei seguenti libri (i primi due possiedono pure una lunga lista di piante adatte):