Mediterranean Garden Society

Associazione Giardino Mediterraneo

Pacciamatura e composto

Pacciamatura

Che cos’è la pacciamatura?
La pacciamatura è uno spesso strato di materiale – sia organico che inorganico – il quale viene sparso sul terreno attorno e tra le piante.

Perché usare la pacciamatura?
Le pacciamature aiutano a conservare l’ acqua evitando che evapori dalla superficie del terreno. Inoltre regolano la temperatura del suolo, aiutando a mantenere la superficie leggermente più fresca in estate e più calda in inverno. Le pacciamature prevengono inoltre la dilavamento di un terreno arso, in caso di piogge violente. Tutte le pacciamature in certo qual modo riducono la crescita di erbe infestanti – e qualora appaiano sono in qualche modo più facili da estirpare.

Che cos’ è la pacciamatura organica?
Rifiuti dal giardino triturati e potature, cortecce spezzettate, gusci di noci di cocco, avanzi di fibre di cotone o di canapa, scarti dalla fermentazione del vino o di qualsiasi altro materiale di origine vegetale. Alcune pacciamature (per esempio le cortecce spezzettate ) sono disponibili in commercio; altre (come ad esempio le potature triturate) sono prodotte dal giardiniere. In alcune regioni le autorità comunali producono rifiuti verdi triturati ad uso dei giardinieri privati. Le pacciamature organiche migliorano la struttura del suolo così come si dissolvono gradualmente per opera dei microorganismi che vi si trovano.

Che cos’ è la pacciamatura inorganica?
Ghiaino, ciottoli frammenti di pietre oppure il più generalmente venduto geotextile noto anche come ‘tessuto – non tessuto’. Le pacciamature inorganiche di origine minerale aiutano ad aumentare il drenaggio locale prevenendo i ristagni attorno al colletto delle piante. Non bisogna scordare che le piante da clima secco detestano di stare in condizione umide poiché naturalmente crescono in suoli pietrosi e ben drenati.

Quale sorta di pacciamatura usare nei climi mediterranei?
Questo dipende dal genere di piante coltivate. Nei giardini mediterranei le pacciamature inorganiche sono particolarmente adatte. Bisogna ricordare che molte piante da clima secco detestano stare in condizione umide. Nel loro habitat naturale, le piante mediterranee come per esempio i rosmarini, le lavande e i cisti crescono in terreni poveri e rocciosi; perciò esse non necessitano del nutrimento extra che comunque verrebbe gradualmente ceduto dalla decomposizione della pacciamatura organica, infatti un suolo troppo ricco facilita una crescita lussureggiante del fogliame a discapito delle sue radici. Si accorcia così la vita stessa delle piante, rendendole meno tolleranti alla siccità. Ricordiamoci sempre che le piante da clima mediterraneo non amano l’ umidità al livello del suolo associata a spessi strati di pacciamature. Al contrario prediligono una pacciamatura con pietrisco. Le pacciamature organiche sono più indicate per piante che necessitano di suoli fertili e per quelle zone del giardino che sono innaffiate regolarmente, come ad esempio l’ orto. A scanso d’ equivoci è consigliabile osservare le condizioni in cui le piante vivono in Natura per imitarne le condizioni, quanto più sia possibile, in giardino.

Un giardino con pacciamatura di ghiaia
(Foto: Olivier Filippi)

Quanto spessa dovrebbe essere la mia pacciamatura?
Una pacciamatura inorganica dovrebbe essere di circa 10 cm di spessore per una migliore gestione dell’ umidità, sebbene anche la metà, o anche meno, aiuti nel limitare la crescita delle erbacce. Una pacciamatura organica dovrebbe cominciare, se possibile, attorno ai 20 cm di spessore. Entrambi i tipi gradualmente si assesteranno riducendo così il loro spessore iniziale. Poiché la pacciamatura organica viene progressivamente disgregata e assorbita nel terreno è necessario applicare uno stato più spesso. Se il ‘tessuto – non tessuto’ venisse usato per la riduzione dell’ evaporazione dal suolo così come per la limitazione delle erbacce, esso dovrebbe venir coperto per ragioni estetiche con uno strato di pacciamatura organica o inorganica; comunque sia, in questo caso puramente decorativo per nascondere il geotextile, non è necessario che lo strato sia molto spesso.

Quando dovrei pacciamare?
Sia al momento del vostro primo impianto del giardino come in qualsiasi altro momento. Quando vedi che la pacciamatura si è ridotta, aggiungici materiale.

Che cosa dovrei evitare?

Composto

Che cos’ il composto?
Il composto è un fertilizzante organico che offre nutrimento al suolo migliorandone la struttura. Questo proviene dal riciclaggio di materiali naturali o per mezzo della decomposizione di rifiuti organici provenienti dalla cucina o dal giardino.

Da dove si può ottenere?
Foglie secche ed erbe, fiori appassiti ed erbacce, finemente tagliati o avanzi di potature dal giardino tritati (pure l’ erba dal taglio del prato in caso ne abbiate uno), come pure le bucce di frutta ed ortaggi, fondi di caffè e di tè dalla cucina come le ceneri dal caminetto. Carte e cartoni possono pure diventare composto; comunque in condizioni climatiche mediterranee è meglio siano tritati e successivamente bagnati prima di aggiungerli al composto. Sia il materiale ‘marrone’– per esempio le potature triturate – ed il ‘materiale verde’ – bucce di frutta e d’ortaggi o tagli dal prato – necessitano di essere mescolati.

Che cosa non deve essere aggiunto al composto?
Cibi cotti contenenti carni, grassi od oli, escrementi di cani e gatti.

Può essere ottenuto il composto in clima caldo e secco?
Sì, sebbene tu debba ricordare di tenerlo umido durante l’ estate. È buona consuetudine quella di tenerlo coperto (ad esempio con un telone, uno spesso strato di giornali umidi oppure un pezzo di un vecchio tappeto) per conservare l’ umidità in estate impedendogli di diventare troppo bagnato in inverno.

Quando devo fare il composto?
Il composto può essere fatto in fosse ben drenate di circa un metro di profondità, in casse fatte di assi o tavole di legno di almeno un metro quadrato, oppure in bidoni di riciclaggio che sono disponibili in commercio. Puoi anche usare quattro pali di legno e rete metallica e fare il tuo contenitore da compostaggio. In tutti i casi la parte frontale dovrebbe essere facilmente asportabile, per rendere più facile il rimescolamento del composto e per prelevarlo più facilmente quando sia pronto. Non fate il composto su uno strato di cemento: questo escluderebbe un buon drenaggio come la presenza dei benefici lombrichi e dei microorganismi del terreno. Mentre in aree temperate al contenitore del composto viene assicurato una buona areazione con spazi tra le assi, nel clima mediterraneo questo tende a causare la fuoriuscita degli strati della massa compostata che tende a seccarsi troppo rapidamente. In clima caldo e secco è una buona idea quella di aggiungere ai lati del contenitore dei vecchi cartoni di scatoloni o spessi strati di giornali, così quando il volume del composto aumenta: questo aiuta a conservarne l’ umidità come pure il calore necessario alla decomposizione. È una buona idea quella di avere due fosse o due bidoni, così da poter aggiungere materiale nel secondo proprio mentre nel primo si sta concludendo il processo di decomposizione in un terriccio ricco, friabile, scuro ed inodore.

Mosche e larve

Per favorirne la decomposizione, il composto abbisogna:

Quanto tempo ci vorrà ?
Circa tre mesi se la miscela dei materiali è buona, con un mescolamento una volta al mese tenendolo umido (né troppo secco né troppo bagnato). Con un corretto equilibrio dei materiali ma senza mescolarlo prenderà da sei mesi ad un anno. Con materiali poveri e senza intervento alcuno ci vorrà ancor di più. I materiali che sono stati tritati e mescolati bene, si decomporranno meglio.

Dove usarlo?
Il composto deve essere incorporato al terreno prima della piantagione. Può anche essere mescolato con terriccio da giardino per ottenere una miscela da rinvaso.